Le micro e nano plastiche (MNP), ormai ubiquitarie nei materiali a contatto con gli alimenti e nella dieta umana, potrebbero esercitare azioni dannose nell'apparato gastroenterico, alterando il microbiota intestinale e promuovendo l'infiammazione della mucosa. Studi clinici emergenti segnalano una correlazione tra quantità di MNP nelle feci e diverse patologie gastroenteriche, comprese le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD). Una review esamina le numerose evidenze disponibili a riguardo, illustrando i meccanismi molecolari alla base dei possibili effetti biologici negativi delle MNP nella colite ulcerosa e nella malattia di Crohn. https://lnkd.in/eWUvHnmW
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Il nuovo Account Takeda Italia dedicato alle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) per coloro che desiderano un aggiornamento veloce e continuo. Disclaimer: Questa pagina è destinata esclusivamente a condividere informazioni sulle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). Takeda si riserva il diritto di moderare o rimuovere i contenuti non idonei.
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Le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) sono più di meri disturbi digestivi. Al di là dei sintomi fisici, lo stigma che comportano può rappresentare una sfida psicosociale importante e spesso non riconosciuta per chi ne soffre, interferendo con il funzionamento sociale e la gestione della patologia. In particolare, un recente studio ha riscontrato che circa i due terzi dei pazienti con IBD hanno segnalato almeno un'esperienza correlata allo stigma, a partire dall'evitamento sociale e dalla sensazione di sentirsi a disagio in contesti pubblici. Che cosa si può fare per migliorare la situazione? https://lnkd.in/e6n7JvtR
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Un approccio basato su una app integrata con un programma di coaching online in grado di fornire supporto nell'autogestione di aspetti chiave dello stile di vita (dieta, attività fisica, stress, sonno) può aiutare a ridurre l'ansia percepita dalle persone che soffrono di malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), nonché a migliorarne gli standard nutrizionali (maggior consumo di vitamina C e folati, frutta e legumi) e la qualità della vita complessiva. Lo suggerisce uno studio canadese che ha testato gli effetti di questo intervento in 65 pazienti affetti da colite ulcerosa o malattia di Crohn in remissione clinica. https://lnkd.in/ehxB-jMq
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L'ecografia intestinale per il monitoraggio delle IBD si associa a diversi vantaggi rispetto ad altre metodiche, come endoscopia, TC o RMN. Innanzitutto, è altamente accurata, sicura e non invasiva. Inoltre, la sua esecuzione non espone a radiazioni, né richiede mezzi di contrasto, non prevede il digiuno, né la preparazione intestinale e non necessita di sedazione, risultando ben accettata dai pazienti. Un recente studio australiano indica che l'introduzione di un servizio ospedaliero dedicato a questa metodica di valutazione permette anche di dimezzare l'esecuzione di esami endoscopici, risparmiando risorse economiche e migliorando i flussi di lavoro. https://lnkd.in/eUp42GPh
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Negli ultimi anni, l'esercizio fisico ha suscitato notevole interesse tra chi si occupa di malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) alla luce dei suoi effetti antinfiammatori sistemici. In particolare, evidenze preliminari suggeriscono che l'attività fisica regolare può, non soltanto ridurre la severità dei sintomi, ma anche migliorare la densità ossea e la resilienza psicologica delle persone affette da IBD. Partendo da queste premesse, un ampio studio prospettico di coorte ha indagato se l'attività fisica praticata a diversi livelli di intensità può anche ridurre il rischio di sviluppare la malattia di Crohn o la colite ulcerosa. Ecco che cos'è emerso. https://lnkd.in/ee3FpRCa
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Le persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) presentano spesso ansia, depressione e una ridotta qualità della vita, anche nelle fasi di remissione. Queste condizioni, così come altri fattori modificabili dello stile di vita (dieta, attività fisica, stress e sonno) possono influenzare il decorso della malattia o venirne influenzati. Tuttavia, molti pazienti non hanno accesso a un adeguato supporto su questi fronti per scarsità di tempo durante le visite mediche, ragioni economiche o logistiche. Un gruppo di specialisti canadesi ha testato una app integrata con un programma di coaching online che potrebbe aiutare, almeno in parte, a superare queste difficoltà. https://lnkd.in/ehxB-jMq
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L'endoscopia (ileocolonscopia) rappresenta da anni la metodica gold standard per la valutazione dell'attività delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD). Tuttavia, l'ecografia intestinale viene sempre più spesso impiegata come tecnica di indagine alternativa, altamente accurata e non invasiva, per il monitoraggio della malattia. Un recente studio condotto in un Centro ospedaliero australiano indica che l'introduzione di un servizio specificamente dedicato all'ecografia intestinale permette di dimezzare l'esecuzione di endoscopie per il monitoraggio delle IBD, con potenziali significative riduzioni dei costi e delle liste d'attesa per le endoscopie. https://lnkd.in/eUp42GPh
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Limitazioni autoimposte sul fronte dell'alimentazione, dell'impegno nello studio/lavoro, nelle attività domestiche o nell'esercizio fisico non aiutano a prevenire le riacutizzazioni della colite ulcerosa (UC), mentre contribuiscono a compromettere la qualità della vita di chi ne soffre. Lo segnala uno studio prospettico multicentrico giapponese che ha analizzato i comportamenti dei pazienti con UC in remissione clinica inclusi nel registro "YOURS" e monitorati per un periodo di due anni, tra il 2018 e il 2021. https://lnkd.in/dWyFJX_i
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L'alimentazione rappresenta un fattore ambientale chiave nell'insorgenza e nell'evoluzione delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD). Un gruppo di ricercatori dell'Università di Firenze ha analizzato le potenzialità dell'intelligenza artificiale (AI) nella pianificazione di un approccio nutrizionale personalizzato data-driven, in grado di contribuire a tenere sotto controllo le IBD nel singolo paziente, grazie all'integrazione di informazioni genetiche, metaboliche e relative al microbiota intestinale. La review in merito. https://lnkd.in/dTHYvjnZ
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L'attività fisica praticata a diversi livelli di intensità può ridurre il rischio di sviluppare una malattia infiammatoria cronica intestinale (IBD)? Secondo un recente studio prospettico di coorte che ha analizzato i dati di oltre 293.500 pazienti inclusi nel database britannico UK Biobank, sembrerebbe di sì. Tuttavia, la correlazione è risultata significativa soltanto tra attività fisica più intensa e minore rischio di malattia di Crohn, mentre nel caso della colite ulcerosa la relazione con l'attività fisica sembra essere più complessa ed eterogenea, suggerendo la necessità di raccomandazioni sull’esercizio fisico personalizzate nell’ambito delle strategie di prevenzione delle IBD. I dettagli dello studio. https://lnkd.in/ee3FpRCa
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