Alessandro Tiarini

Alessandro Tiarini (Bologna, 20 marzo 1577 – Bologna, 8 febbraio 1668) è stato un pittore italiano.
Biografia
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L'inventario post mortem dei suoi beni registra la sua morte a 94 anni. Il suo anno di nascita sarebbe dunque il 1574, mentre la data del 1577 farebbe riferimento al battesimo.[1]
La sua formazione si svolse presso Prospero Fontana, influenzato successivamente dall'opera di Bartolomeo Cesi, nel 1599 fu a Firenze, dove realizzò gli affreschi con Storie di san Marco, per l'omonimo convento, con colori freddi e chiari.
Tornato a Bologna si avvicinò alla scuola dei Carracci, accogliendone le nuove istanze naturalistiche, avvicinandosi specialmente all'opera di Ludovico Carracci.
Su sollecitazione di Ludovico Carracci per la Basilica di San Petronio eseguì il Martirio di santa Barbara.
Nel 1611 realizzò l'Assunta per Budrio.
Tra il 1613 e il 1614 dipinse per la chiesa di San Giovanni Battista a Crevalcore Cristo pone sul capo di Santa Caterina da Siena la corona di Spine (olio su tela, cm 245 x 149).
Del 1614 sono gli affreschi nella chiesa di San Michele in Bosco.
Tra il 1614 e il 1618 realizzò per la chiesa di San Domenico il quadro con San Domenico che risuscita un bambino, con numerose figure di enormi dimensioni, di impostazione e illuminazione drammatica.
Durante gli anni seguenti intensificò questa tendenza inserendo le sue figure in composizioni scure e di impressionante gravità, come nella Deposizione di Cristo nel sepolcro, opera realizzata per la chiesa di Sant'Antonio del Collegio Montalto e ora alla Pinacoteca Nazionale di Bologna e nel San Martino che fa risuscitare il figlio della vedova nella chiesa di Santo Stefano.
A contatto con gli ambienti pittorici di Parma, Venezia e Ferrara e soprattutto con la rilettura dell'opera del Correggio, schiarisce la tavolozza mentre le figure acquistano monumentalità e maggiore naturalezza; ne sono esempi le Nozze mistiche di santa Caterina della Galleria Estense di Modena, gli affreschi in Palazzo del Giardino e in Sant'Alessandro a Parma e Rinaldo e Armida del Musée des beaux-arts di Lilla.
Successivamente fu attivo a Reggio Emilia[2], eseguendo affreschi nella Basilica della Ghiara dei Servi di Maria, oltre a quadri per diverse chiese. È degna di nota la pala con La Santissima Trinità supplicata dalla Vergine, inizialmente posta nell'oratorio della Trinità, poi, in seguito alla distruzione dell'Oratorio, collocata nella chiesa di San Pietro. La pala è caratterizzata da un'originale idea compositiva: accanto al Padre (riccamente vestito) in colloquio col Figlio (seminudo, coi segni della Passione), sui quali aleggia la colomba dello Spirito, vi è la figura della Vergine Maria, lievemente sfiorata dalla mano del Figlio, a significare forse il riconoscimento della maternità. L'opera è del 1633. Tiarini in questo periodo lavorò anche per chiese di Modena e di Pavia (e in particolare per la chiesa di santa Maria di Canepanova)
Secondo Carlo Cesare Malvasia, si ritirò cedendo i propri pennelli ad Andrea Sirani, non riuscendo a tenere il passo di Guido Reni, allora tornato a Bologna da Roma.
Ebbe come allievo Luca Barbieri.
Elenco delle opere
[modifica | modifica wikitesto]- Colle di Buggiano, Pieve di San Lorenzo, San Michele scaccia gli angeli ribelli dal Paradiso (tela, 1600-10 circa), 375 x 230 cm.
- Bologna, Basilica di San Petronio, Martirio e gloria di santa Barbara (tela, 1600-10 circa), 290 x 215 cm
- Firenze, Museo nazionale di San Marco, Consacrazione della chiesa di San Marco (affresco, 1602-04)
- Pescia, Chiesa dei Santi Stefano e Niccolao, San Pietro liberato dall'angelo dal carcere (tela, 1605-06)
- Pisa, Chiesa di San Frediano, Santa Brigida accoglie una novizia (tela, 1607 circa), 244 x 144 cm.
- Pisa, Chiesa di San Frediano, Miracolo presso la tomba di santa Brigida (tela, 1607 circa), 240 x 140 cm.
- Pisa, Chiesa di San Frediano, Santa Brigida tentata dal demonio (tela, 1610 circa), 250 x 140 cm.
- Bologna, Basilica di Santa Maria dei Servi, Madonna del Santuario di Mondovì in trono con i santi Giacomo Maggiore, Giovanni Battista, Francesco di Paola e una donatrice (tela, 1610-1614), 300 x 180 cm.
- Bologna, Pinacoteca Nazionale, La Vergine consegna lo scapolare a san Simone Stock (tela, 1610-20 circa), 151 x 117 cm.
- Budrio, Chiesa di San Domenico, Assunzione della Vergine con i santi Domenico, Michele Arcangelo, Caterina di Alessandria e Francesco d'Assisi (tela, 1611), 290 x 160 cm.
- Bologna, Monastero di San Michele in Bosco, Santa Francesca Romana e l'angelo (tela, 1612-14), 376 x 210 cm.
- Bologna, Basilica di San Petronio, Apparizione della Vergine a santa Francesca Romana (tela, 1615)
- Bologna, Basilica di San Martino, San Carlo Borromeo, sant'Andrea Corsini, santa Teresa d'Avila, santa Francesca Romana con l'angelo e donatrice (tela, 1615-18 circa), 175 x 300 cm.
- Bologna, Museo di Santo Stefano, San Martino resuscita un bambino (tela, 1615-18 circa), 207 x 137 cm.
- Bologna, Pinacoteca Nazionale, Compianto sul Cristo morto (tela, 1617), 323 x 217 cm.
- Milano, Pinacoteca di Brera, Decollazione del Battista (tela, 1618 circa), 265 x 200 cm.
- Bologna, Chiesa di San Salvatore, Sacra Famiglia (tela, 1618-1620), 450 x 280 cm.
- Reggio Emilia, Musei Civici, Ritratto di Isabella Arlotti Toschi (tela, 1619), 190 x 120 cm.
- Reggio Emilia, Chiesa di San Zenone, San Genesio (tela, 1620 circa), 190 x 120 cm.
- San Pietroburgo, Museo dell'Ermitage, Sacra Famiglia con santi (tela, 1620 circa)
- Bologna, Pinacoteca Nazionale, Sposalizio mistico di santa Caterina di Alessandria con san Giuseppe e le sante Barbara e Margherita (tela, 1620-22), 355,5 x 193 cm.
- Bologna, Chiesa dei Santi Vitale e Agricola in Arena, Fuga in Egitto (tela, 1620-22), 271 x 173,5 cm.
- Bologna, Pinacoteca Nazionale, Estasi di Caterina da Siena (tela, 1620-22), 228 x 153 cm.
- Bologna, Basilica di Santa Maria dei Servi, Elemosina di sant'Eligio (tela, 1620-30), 290 x 176 cm.
- Bologna, Basilica di Santa Maria dei Servi, Morte di sant'Eligio (tela, 1620-30), 175 x 123 cm.
- Faenza, Pinacoteca Comunale, Madonna col Bambino e i santi Martino, Chiara, Francesco d'Assisi e Antonio da Padova (tela, 1620-30), 300 x 200 cm.
- Roma, Palazzo Barberini, Galleria Nazionale d'Arte Antica, Achille a Sciro nascosto tra le figlie di Licomede (tela, 1620-30), 230,5 x 273 cm.
- Roma, Palazzo Barberini, Galleria Nazionale d'Arte Antica, Incendio di Troia (tela, 1620-30), 230,5 x 278,8 cm.
- Porretta Terme, Oratorio del Santissimo Sacramento, Madonna in gloria col Bambino e i santi Francesco e Bernardino da Siena (tela, 1620-40)
- Reggio Emilia, Fondazione Pietro Manodori, Vulcano forgia le frecce di Cupido (tela, 1622-24), 218 x 181 cm.
- Parma, Chiesa di Sant'Alessandro, San Bertoldo (tela, 1625), 280 x 250 cm.
- Reggio Emilia, Chiesa di San Pietro, Martirio di santa Barbara (tela, 1625)
- Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte, Madonna col Bambino e angeli (tela, 1625-30), 115 x 137 cm.
- Cesena, Fondazione Cassa di Risparmio, Madonna col Bambino (tela, 1625-30 circa), 80 x 68,5 cm.
- Piacenza, Basilica di Santa Maria di Campagna, David e Abigail (tela, 1627 circa), 115 x 419 cm.
- Bologna, Basilica di Santa Maria dei Servi, San Francesco di Paola (tela, 1630), 159 x 77 cm.
- Bologna, Museo Davia Bargellini, Madonna del Rosario (tela, 1630-39), 116 x 158 cm.
- Reggio Emilia, La Sacra Famiglia appare ai santi Luigi, Genesio e Antonio di Padova (tela, 1630-39), 325 x 224 cm.
- Bologna, Basilica di Santa Maria dei Servi, Presentazione della Vergine al Tempio (tela, 1630-40 circa), 400 x 180 cm.
- Cesena, Fondazione Cassa di Risparmio, Amnon e Tamar (tela, 1630-50), 96 x 125 cm.
- Piacenza, Basilica di Santa Maria di Campagna, Ruth nel campo dei mietitori (tela, 1634), 115 x 419 cm.
- Bologna, Basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Sant'Antonio di Padova e il Bambino (tela, 1637), 230 x 180 cm.
- Firenze, Galleria degli Uffizi, Adorazione dei pastori (rame, 1640-60 circa), 33 x 43 cm.
- Roma, Chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, San Marco (tela, 1640-60), 240 x 160 cm.
- Senigallia, Cattedrale, Assunzione della Vergine e santi (tela, 1644-1655), 410 x 246 cm.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Raffaella Morselli, Anna Cera Sones, Collezioni e quadrerie nella Bologna del Seicento INVENTARI (1640–1707), 1998, pp. 422,423, ISBN 0892365315 (alk. paper).
- ↑ Paola Ceschi Lavagetto, Il Seicento a Reggio, Milano, F. Motta, 1999
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Alessandro Tiarini: la grande stagione del Seicento a Reggio Emilia, a cura di Daniele Benati e Angelo Mazza, Federico Motta Editore, 2002. Catalogo della mostra tenutasi a Palazzo Magnani, Reggio Emilia.
- AA. VV., Dizionario della pittura e dei pittori, diretto da Michel Laclotte con la collaborazione di Jean-Pierre Cuzin; edizione italiana diretta da Enrico Castelnuovo e Bruno Toscano, con la collaborazione di Liliana Barroero e Giovanna Sapori, vol. 1-6, Torino, Einaudi, 1989-1994, ad vocem, SBN CFI0114992..
- Francis P. Smyth and John P. O'Neill (Editors in Chief), The Age of Correggio and the Carracci: Emilian Painting of the 16th and 17th Centuries, a cura di National Gallery of Art, Washington DC, 1986, pp. 538-542.
- Marchese Antonio Bolognini Amorini, Vite de Pittori ed Artifici Bolognesi, Tipografia Governativa alla Volpe ed Nobili, Bologna, 1843, pp. 72-93.
- Michael Bryan, Dictionary of Painters and Engravers, Biographical and Critical (Volume II L-Z), a cura di Walter Armstrong & Robert Edmund Graves, York St. #4, Covent Garden, London; Original from Fogg Library, Digitized May 18, 2007, George Bell and Sons, 1889, p. 570.
- Carlo Cesare Malvasia, Felsina pittrice, 2ª ed., Bologna 1841, pp. 119–124
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Alessandro Tiarini
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Tiarini, Alessandro, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Aldo Foratti, TIARINI, Alessandro, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
- (PT) Alessandro Tiarini, su Enciclopédia Itaú Cultural, Itaú Cultural.
- Barbara Ghelfi, TIARINI, Alessandro, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 95, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2019.
- Alessandro Tiarini, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
- (EN) Opere di Alessandro Tiarini, su Open Library, Internet Archive.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 47658559 · ISNI (EN) 0000 0000 6631 3182 · SBN BVEV059758 · BAV 495/281391 · CERL cnp00572855 · Europeana agent/base/80827 · ULAN (EN) 500015327 · LCCN (EN) nr2001009386 · GND (DE) 123011922 · BNE (ES) XX4679472 (data) · BNF (FR) cb14457010f (data) · J9U (EN, HE) 987007460291005171 |
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