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Erich Mielke

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Erich Mielke
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Ministro della Sicurezza di Stato della Repubblica Democratica Tedesca
Durata mandato11 dicembre 1957 –
18 novembre 1989
Capo del governoOtto Grotewohl
Willi Stoph
Horst Sindermann
PredecessoreErnst Wollweber
SuccessoreWolfgang Schwanitz

Dati generali
Partito politicoPartito Comunista di Germania
(1928-1946)

Partito Socialista Unificato di Germania
(1946-1989)
ProfessioneMilitare

Erich Fritz Emil Mielke (Berlino, 28 dicembre 1907 – Berlino, 21 maggio 2000) è stato un politico, generale e agente segreto tedesco-orientale, famoso per essere uno dei fondatori della Stasi[1] e suo ministro dal 1957 al 1989.

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Mielke (a destra) riceve le congratulazioni del capo di Stato della Repubblica Democratica Tedesca, Erich Honecker, nel trentennale della formazione della Stasi (1980)
Erich Fritz Emil Mielke
NascitaBerlino, 28 dicembre 1907
MorteBerlino, 21 maggio 2000
Dati militari
Paese servitoImage Seconda repubblica spagnola
Germania Est (bandiera) Repubblica Democratica Tedesca
Forza armataImage Brigate internazionali
Image Nationale Volksarmee
Image Stasi
CorpoPolizia segreta
SpecialitàIntelligence
Unità11ª Brigata Thälmann
Anni di servizio1936 - 1939
1945 - 1989
GradoArmeegeneral
GuerreGuerra civile spagnola
Guerra fredda
BattaglieBattaglia di Madrid
Comandante diStasi
DecorazioniOrdine di Karl Marx
fonti nel corpo del testo
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Iscritto al Partito Comunista (KPD) nel 1921, fu attivo nella lotta per il potere che precedette l'ascesa del nazismo. Operativo nella Parteiselbstschutz agli ordini di Hans Kippenberger[2] (1898-1937) e Heinz Neumann, fu, insieme a Erich Ziemer, uno dei due assassini dei capitani della polizia berlinese Paul Anlauf e Franz Lenck. L'azione, avvenuta il 9 agosto 1931,[3] causò anche il grave ferimento del sergente Max Willig, fu ordinata da Walter Ulbricht, reggente del KPD e futuro leader della DDR. Il pericolo costituito dalla sopravvivenza di Willig (che avrebbe potuto riconoscere gli assassini), determinò il surrettizio trasferimento a Mosca. Le indagini sugli omicidi iniziarono immediatamente, e nel marzo 1933 (a un mese dall'insediamento di Hitler) 15 congiurati furono arrestati dalle forze di polizia regolare (non nazista). In settembre furono emessi altri 10 mandati di cattura, fra cui quello di Mielke. Mielke verrà processato per questi delitti solo dopo la caduta del Muro di Berlino (nel 1993), e scontò solo una frazione della pena, in riconoscimento delle sue precarie condizioni di salute.

A Mosca Mielke fu accolto da eroe e arruolato nella Scuola Politica Militare del Comintern, con incarichi di crescente prestigio, in parallelo alla sua continuata militanza nella direzione del KPD in esilio, insediata all'Hotel Lux, dove Mielke risiedette fino al suo ritorno a Berlino nell'aprile 1945.

Si recò come volontario in Spagna (guerra civile del 1936-37), arruolandosi nelle Brigate internazionali (11ª Brigata Thälmann), come operativo del Comintern nel Servicio de Investigación Militar. Durante la seconda guerra mondiale i suoi movimenti non sono noti; si suppone che abbia avuto un ruolo sostanziale nella guerra clandestina sul fronte orientale, data la quantità di decorazioni ricevute dall'URSS, comprese due medaglie dell'Ordine di Lenin. Tornato appena conclusa la battaglia di Berlino nella zona orientale della Germania occupata dai sovietici, insieme a Wilhelm Zaisser creò il "Commissariato 5" (Kommissariat 5 o K-5), servizio segreto dal quale prenderà vita di lì a poco la Stasi.

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La casa numero 14 abitata dal temuto capo della sicurezza Mielke nel distretto riservato alla élite del partito chiamato Waldsiedlung

Rapida la sua ascesa: nel 1946 grazie alla vasta esperienza politico-militare maturata sin dai tempi delle battaglie di piazza nella Berlino pre-nazista e delle Brigate Internazionali, divenne il responsabile per la scelta e l'addestramento dell'intero corpo di polizia e dal 1950 al 1957 fu segretario di Stato della Stasi, dopo la caduta in disgrazia di Wilhelm Zaisser (suo diretto superiore, del quale fu il suo braccio destro). Il ruolo di Zaisser fu affidato, brevemente, dal 1955 al 1957, a Ernst Wollweber[4] (1898-1967).

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Erich Mielke, fresco di nomina (11 dicembre 1957) come ministro della Stasi, conversa con il membro della Volkskammer e Segretario di Stato (Staatssekretär)[5] Max Opitz (1890-1982) alla cerimonia dell'ordine di Karl Marx il 28 dicembre dello stesso anno. Nella foto, a Sx di Mielke, Josef Miller[6][7][8] (1883-1964), membro dal 1946 al 1954 della "Commissione Centrale di Revisione Contabile" del SED mentre concersa a sua volta con un giovane Erich Honecker

Infine Mielke nel 1957 venne nominato ministro, quindi numero uno dell'istituzione nata per la repressione, incarico che ebbe sino alla fine della DDR[9]. Si può affermare che il tenente generale Günter Möller[10] (1934-2008) era di fatto il suo vero "numero due" dell'organigramma repressivo avendo la responsabilità della sezione deputata all'ordine e alla disciplina.[11]

Mielke abbandonò la guida del ministero della sicurezza (MfS)[12] dello Stato nel Consiglio dei ministri il 7 novembre 1989. Una settimana più tardi, chiamato a rispondere davanti al Parlamento della DDR (Volkskammer, con valore puramente formale fino ad allora), viene contestato e ridicolizzato dai deputati, in quella che ancora resta la testimonianza televisiva più consultata della storia tedesca.[13][14]

Venne arrestato l'8 dicembre dello stesso anno, ma rilasciato dopo pochi mesi per motivi di salute. Processato dal 1990 al 1994 per una quantità di delitti[15], inclusi i suoi ordini di sparare a vista su chi cercava di varcare il muro, di alto tradimento, nonché gli attentati dinamitardi della RAF alla base americana di Ramstein, compresa quella del 1981, al generale americano Frederick Kroesen[16] (1923-2020), alla fine Mielke fu condannato a sei anni di reclusione nel 1993[17] per l'assassinio dei due capitani di polizia[18] nel 1931. Nel novembre 1994, il presidente del tribunale, Theodor Seidel[19][20] nelle cause ancora in corso, dichiarò il suo disinteresse a continuare il perseguimento del detenuto più anziano del sistema carcerario tedesco, che ai processi dava segni evidenti di una senilità imbarazzante, forse simulata per il raggiungimento di questo risultato. Mielke fu scarcerato nel 1995 a causa delle precarie condizioni di salute.

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La tomba al cimitero berlinese di Friedrichsfelde, settore Memoriale dei Socialisti in territorio appartenente in passato alla DDR, con la lapide incisa coi versi del poeta Karl August Förster "Was vergangen, kehrt nicht wieder; aber ging es leuchtend nieder, leuchtet’s lange noch zurück"[21]

Il 21 maggio 2000 morì in una casa di cura a Berlino.[22][23] Fu seppellito segretamente nel cimitero d'onore dei funzionari della DDR. Poche ore dopo, ignoti fecero scempio di fiori, ghirlande e altri omaggi lasciati sulla sua tomba.[24]

Costruzione della Germania Est

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Cella d'isolamento della Stasi, Berlin-Hohenschönhausen Memorial

Nel 1945, Mielke fece ritorno in Germania grazie alle autorità sovietiche, venendo nominato ispettore di polizia con l'incarico di costruire una forza di sicurezza che garantisse il dominio del Partito Comunista nella zona di occupazione sovietica della Germania orientale. Mielke fu un protetto del generale del NKGB Ivan Serov, che aveva il quartier generale nel sobborgo berlinese di Karlshorst. Il 16 agosto 1947, Serov ordinò la creazione del Kommissariat 5, la prima polizia politica tedesca dopo la caduta della Germania nazista.[25] Wilhelm Zaisser fu nominato capo dell'organizzazione e Mielke suo vice. Gli avvenimenti delle rivolte del 1953 nella Germania Est determinarono (anche grazie al decisivo intervento di Ulbricht) la rimozione e la caduta in disgrazia di Zaisser spalancando contemporaneamente le porte all'ascesa di Mielke.

Mandato a capo della Stasi

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Mielke diresse la Stasi dal 1957 fino alla caduta del Muro di Berlino nel 1989.[26] La sua rete di 85.000 spie nazionali a tempo pieno e 170.000 informatori volontari teneva sotto controllo milioni di persone. Quando vennero aperti gli archivi, si scoprì che in ogni edificio pubblico, almeno uno dei suoi membri teneva informata la Stasi su ciò che avveniva all'interno.

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Teca contenente la valigia rossa[27] in similpelle appartenuta a Erich Mielke (esposta nel suo ex ufficio) e trovata nella perquisizione della procura militare del dicembre 1989 (la DDR era finita) in preparazione del processo contro di lui. Furono trovati oltre i faldoni dei dossier, medaglie, liquori, sul tavolo un busto d'argento di Dzeržinskij e la maschera mortuaria in gesso di Lenin. La valigia rossa conteneva un documento storico importante dell'epoca nazista, relativo a un caso contro Erich Honecker e altri membri del KPD. Nella valigia furono trovate due analisi scritte di questi fascicoli, apparentemente «preparate» dalla Stasi, per tenere sotto ricatto il segretario generale. Uno dei documenti contiene una valutazione compromettente della testimonianza di Honecker alla Gestapo.[28] L'esatta ubicazione della valigia rimane incerta a ricordo del caos durante la perquisizione, secondo altri era custodita nell'ufficio di Hans Carlsohn (1928-2006), lo stretto collaboratore di Erich Mielke

Sotto la sua personale responsabilità l'MfS[29] lanciò dei contrattacchi della Stasi contro il dissidente Rudolf Bahro e il libro Die Alternative: Zur Kritik des 'real existierenden Sozialismus' e verso coloro che avevano sostenuto e pubblicato il suo lavoro. Mielke[30] fu uno dei più potenti uomini della Germania Est (probabilmente il più potente) temuto anche dai membri del suo stesso Ministero.

La passione per il calcio

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Mielke fu grande appassionato[31] di calcio e fu il principale grande dirigente del BFC-D, il «Berliner Fußballclub Dynamo», dal 1953, poi dalla rifondazione (1966) divenuto il braccio prolungato della Stasi.

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La tessera personale di Mielke[32] emessa il 7 maggio 1986 in qualità di presidente della Dynamo calcio

Un aspetto meno conosciuto è stata la sua[33] volontà di disporre nella DDR di una pista di bob, di slittino, di skeleton, di biathlon. Trovata l'area nella parte di Altenberg[34] i lavori, dentro la foresta, proseguirono in grande segretezza per ordine dello stesso Mielke e nel 1987 fu inaugurata dopo il ritardo di un precedente progetto fallito e rifatto. La pista lunga 1413 m composta da 18 curve (una da 320 gradi) è considerata anche come una della più impegnative al mondo consentendo velocità sui 140 km/h.

Tra i riconoscimenti ricevuti, quello di Veterano delle Brigate Internazionali "Difensore di Madrid", di Eroe dell'Unione Sovietica (25 dicembre 1987) e dell'Ordine di Lenin (12 giugno 1973; 28 dicembre 1982; 1º aprile 1985; 28 dicembre 1987).

Nella cultura di massa

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Nel 2015 è uscito nelle sale un film diretto da Hans Becker con la collaborazione di Maarten van der Duin, dal titolo Erich Mielke Meister der Angst[35], dove la figura del protagonista è affidata all'attore tedesco Kaspar Eichel[36], che impersona il capo supremo della Stasi nei suoi ultimi anni, segnati dai processi. A questo si aggiungono documentari in televisione.[37][38]

  1. ↑ (DE) Roger Engelmann, Gründung und Vorgeschichte des MfS, su bundesarchiv.de.
  2. ↑ (DE) Hans Kippenberger-Biographie, su dehmlow.de.
  3. ↑ Fabio Barbieri, Processo a Mielke ma per un delitto di sessant'anni fa, in la Repubblica, 11 febbraio 1992. URL consultato il 20 luglio 2020.
  4. ↑ (DE) Sven-Felix Kellerhoff, Einer schlimmer als der andere – Das waren die drei Stasiminister der DDR, su welt.de, 7 aprile 2025.
  5. ↑ Incarico che ebbe dal 1951 al 1960.
  6. ↑ Fu consulente senior nel dipartimento del personale. Nel 1949 fu nominato capo dell'Ufficio del personale del partito. Fu criticato (1952) per l'organizzazione del lavoro e costretto alle dimissioni dal suo incarico. Venne poi nominato direttore del berlinese "Museum für Deutsche Geschichte" (MfDG), attivo dal 1952 al 1990.
  7. ↑ (DE) Miller, Josef (Sepp), su bundesstiftung-aufarbeitung.de.
  8. ↑ (DE) Inland: Letzte Ehrung für Josef Miller, su nd-archiv.de, 27 marzo 1964.
  9. ↑ (DE) Stasimuseum - im Büro von Erich Mielke, su t-online.de.
  10. ↑ (DE) Günter Möller, su bundesarchiv.de.
  11. ↑ (DE) Das Misstrauen in Person (Günter Möller), su spiegel.de, 20 gennaio 2009.
  12. ↑ Ministerium für Sicherheit.
  13. ↑ (DE) Rede von Stasi-Minister Erich Mielke in der DDR-Volkskammer, 13. November 1989 | Chronik der Mauer, su www.chronik-der-mauer.de. URL consultato il 18 gennaio 2020.
  14. ↑ (DE) Historische Dokumente, 13.10.1989 - Erich Mielke in der DDR-Volkskammer "Ich liebe doch alle". URL consultato il 18 gennaio 2020.
  15. ↑ Roberto Brambilla, Gli omicidi che Erich Mielke tenne nascosti per sessant’anni, su meridiano13.it, 26 giugno 2025.
  16. ↑ (EN) Hall of Fame: General Frederick J. Kroesen, Jr., su hof.ocsalumni.org.
  17. ↑ (DE) Erich Mielke wegen Mordes verurteilt (+video), su www1.wdr.de, 26 ottobre 2018.
  18. ↑ (DE) Wolf-Sören Treusch, Der Prozess gegen den ehemaligen Stasi-Chef Erich Mielke, su deutschlandfunk.de, 10 febbraio 2017.
  19. ↑ (DE) Gerhard Mauz, Auf den Stufen Babylons ("Der Spiegel" Nr. 44/1993), su spiegel.de, 31 ottobre 1993.
  20. ↑ (DE) Roland Kaiser, (Theodor Seidel): «Gedenktafel wird repariert», su alles-lausitz.de, 3 settembre 2018.
  21. ↑ Ciò che è passato non ritorna; ma se è tramontato splendendo, continua a risplendere a lungo. (tratto da Erinnerung und Hoffnung = Ricordi e speranze).
  22. ↑ (DE) Stasi: Mielke ist tot, und keiner ist traurig, in Der Spiegel, 26 maggio 2000. URL consultato il 3 marzo 2024.
  23. ↑ (FR) L'Allemagne ne pleure pas la mort d'Erich Mielke, chef haï de l'ex-Stasi - Le Temps, 27 maggio 2000. URL consultato il 3 marzo 2024.
  24. ↑ (DE) Gerald Praschl, "Berlin, Erich Mielke: Wer weinte um den Herrn der Angst?", su geraldpraschl.de, 28 giugno 2000.
  25. ↑ John Koehler, The Stasi, page 52.
  26. ↑ East German ministries, political parties, etc., su rulers.org. URL consultato il 5. Januar 2024.
  27. ↑ (DE) Chefsache: Mielkes "Roter Koffer", su bundesarchiv.de.
  28. ↑ Lettera del padre di Honecker che "scrive che il figlio rinuncerebbe all'ideologia comunista per tornare a servire diligentemente" il Terzo Reich.
  29. ↑ "Ministerium für Staatssicherheit"
  30. ↑ (DE) Susanne Grosse, Technik: Der Dienstwagen von Mielke zum Anfassen, su mz.de, 3 agosto 2005.
  31. ↑ "La squadra che doveva vincere sempre. Anche con l’inganno.", su ilnobilecalcio.it, 9 maggio 2022.
  32. ↑ (DE) Hilda Lücker, "Museumsraub in Berlin: Wer stahl Erich Mielkes Dynamo-Ausweis?", su tagesspiegel.de, 20 febbraio 2018.
  33. ↑ (DE) Florian Thalmann, "Gebaut, gesprengt, geliebt Relikt aus der DDR": Das Stasi-Geheimnis der Bobbahn Altenberg, su berliner-kurier.de, 30 gennaio 2026.
  34. ↑ Roberto Brambilla, Erich Mielke: la supremazia passa anche per la pista di bob di Altenberg, su meridiano13.it, 19 gennaio 2024.
  35. ↑ (DE) Erich Mielke, Meister der Angst, su kunstundfilm.de.
  36. ↑ (DE) Welche Geheimnisse verrät der Mielke-Film über den Stasi-Chef?, su bz-berlin.de, 28 ottobre 2015.
  37. ↑ (DE) Stasi-Dokudrama: «Erich Mielke - Meister der Angst», su sueddeutsche.de, 31 ottobre 2015.
  38. ↑ (DE) Mielke und die Mauer – Innenansichten der Staatssicherheit, su rbb-online.de, 13 agosto 2025.

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Collegamenti esterni

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