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Louis Buchalter

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Lepke Buchalter nel 1939

Louis Buchalter, detto Lepke (New York, 6 febbraio 1897 – Ossining, 4 marzo 1944), è stato un mafioso statunitense, legato al cosiddetto "Sindacato ebraico".

Lepke[1] nacque nel Lower East Side, un povero e degradato quartiere di Manhattan (New York), il 6 febbraio del 1897, figlio di immigrati russi d'origine ebraica.

Già da giovane si dedicò al taccheggio e al furto con scasso e nel 1919, all'età di 22 anni, aveva già scontato due pene detentive.[2] Dopo la sua scarcerazione nel 1922, Buchalter iniziò a lavorare con il suo amico d'infanzia, il gangster Jacob "Gurrah" Shapiro. Buchalter era la mente strategica, mentre Shapiro rappresentava la forza bruta in un sodalizio che sarebbe durato per decenni.[3] I due, consolidata la loro intesa, entrarono presto in contatto con quelli che sarebbero diventati protagonisti della futura mafia americana: Meyer Lansky e Lucky Luciano,[3][4] entrambi all’epoca sotto l’ala protettrice del boss Arnold Rothstein.[4]

Racket sindacale

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Su incoraggiamento di Arnold Rothstein, Shapiro e Buchalter entrarono nel redditizio mondo del racket sindacale newyorkese lavorando per Jacob "Little Augie" Orgen. Quest’ultimo aveva conquistato il controllo del settore dopo una lunga e sanguinosa faida decennale contro Nathan Kaplan, nota come le Guerre dei picchiatori dei sindacati (Labor Slugger Wars).[4] La banda aveva infiltrato i sindacati del trafficato Garment District di Manhattan, aggredendo e uccidendo i dirigenti sindacali per prenderne il controllo. Una volta consolidato il potere, i gangster imposero un sistema di mazzette e prelievi illeciti dalle quote associative, estorcendo contemporaneamente i produttori di abbigliamento con la minaccia continua di scioperi orchestrati.

Dopo un periodo al servizio di Orgen, Shapiro e Buchalter iniziarono a pianificare la conquista delle sue operazioni. Resosi conto del pericolo rappresentato dai due, Orgen cercò protezione alleandosi con i fratelli Eddie e Jack “Legs” Diamond.

La resa dei conti arrivò rapidamente. Il 15 ottobre 1927, Orgen e Jack Diamond si trovavano all’angolo tra Delancey Street e Norfolk Street, nel Lower East Side.[4] Due sicari, presumibilmente Shapiro e Buchalter, arrivarono in automobile: uno scese e aprì il fuoco, mentre l’altro sparava dal posto di guida. Orgen morì sul colpo; Jack Diamond rimase gravemente ferito. Eliminato Orgen, Shapiro e Buchalter presero il controllo del suo racket sindacale e, da lì, avviarono un’intensa campagna di estorsioni verso sindacati e imprese, costruendo un vasto monopolio criminale nel Garment District.

Image Lo stesso argomento in dettaglio: Murder, Inc..

Sebbene spesso si attribuisca a Shapiro e Buchalter la fondazione della Murder, Inc., l’organizzazione era già pienamente operativa quando i due ne divennero tra i principali clienti, insieme al Sindacato nazionale del crimine, la confederazione di famiglie criminali istituita da Lucky Luciano e Meyer Lansky nel 1929. Il Sindacato nacque con l’obiettivo di porre fine alle sanguinose guerre tra bande degli anni '20, creando un organismo dotato dell’autorità necessaria per mediare i conflitti interni al crimine organizzato e sanzionare i trasgressori. Murder, Inc. fungeva da braccio armato del Sindacato, incaricato di eseguire omicidi e azioni punitive su commissione: il socio di Buchalter, il boss mafioso Albert Anastasia, gli trasmetteva una richiesta di omicidio da parte del Sindacato e lui, a sua volta, assegnava il "contratto" a membri di bande di strada ebraiche e italiane di Brooklyn, come i Brownsville Boys capeggiati da Abe "Kid Twist" Reles. La Murder, Inc. si rese quindi responsabile di centinaia di omicidi e, tra gli altri, uccise il famoso gangster Dutch Schultz nel 1935.

Latitanza ed arresto

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Un avviso di ricercato dell’FBI del novembre 1937 riguardante Shapiro e Buchalter.

All’inizio degli anni '30, il procuratore statunitense Thomas E. Dewey avviò una vasta offensiva giudiziaria contro i vertici del crimine organizzato a New York.[3] Dopo l’uccisione di Dutch Schultz, Shapiro e Buchalter divennero l’obiettivo principale delle indagini di Dewey.[4] Nell’ottobre del 1936, entrambi furono condannati in base allo Sherman Antitrust Act e ricevettero una pena di due anni da scontare a Sing Sing. Mentre erano in libertà su cauzione, sia Buchalter che Shapiro scomparvero. I due uomini in seguito fecero appello contro il verdetto, ma nel giugno del 1937 entrambe le condanne furono confermate.[5]

Nonostante fosse ricercato, il 1° dicembre 1937, Buchalter fu incriminato presso un tribunale federale per cospirazione finalizzata al contrabbando di eroina negli Stati Uniti. Il piano prevedeva che l'eroina fosse nascosta nei bauli di giovani donne e coppie che viaggiavano su transatlantici dalla Cina alla Francia, e poi a New York. Lepke corruppe gli agenti della dogana statunitense affinché non ispezionassero i bauli.[6]

Il 14 aprile 1938, Shapiro si arrese alle autorità di New York.[5] Buchalter, tuttavia, rimase un fuggitivo. Nei due anni successivi, negli Stati Uniti e in Europa fu condotta un'ampia caccia all'uomo, con notizie di Buchalter nascosto in Polonia e in Palestina. Il 29 luglio 1939, Thomas Dewey chiese alla città di New York di offrire una ricompensa di 25.000 dollari per la cattura di Buchalter, citando una serie di omicidi irrisolti di stampo mafioso.[7]

Il 24 agosto 1939, Buchalter si arrese al direttore dell'FBI J. Edgar Hoover davanti a un hotel di Manhattan. L'accordo di resa sarebbe stato negoziato dal giornalista e conduttore radiofonico Walter Winchell[8]. In seguito si scoprì che Buchalter si era nascosto a New York per tutto il periodo della sua latitanza.[9]

Dopo la condanna di Buchalter per traffico di stupefacenti a livello federale, le autorità federali lo consegnarono allo Stato di New York per essere processato con l'accusa di estorsione e racket sindacale. Il 5 aprile 1940, Buchalter fu condannato a una pena da 30 anni all'ergastolo in una prigione statale per tali reati. Tuttavia, Buchalter fu inviato al penitenziario federale di Leavenworth, in Kansas, per scontare la sua condanna federale di 14 anni per traffico di stupefacenti.[9]

Processo per omicidio e condanna a morte

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Louis Buchalter (al centro), in piedi in tribunale durante la lettura della sentenza (2 dicembre 1941).

Il 9 maggio 1941, Buchalter fu processato presso il tribunale dello Stato di New York per l'omicidio di Joseph Rosen, proprietario di un negozio di dolciumi a Brooklyn ucciso il 13 settembre 1936 perchè si credeva stesse collaborando con il procuratore distrettuale Thomas E. Dewey nell'indagine sulle estorsioni all'industria dell'abbigliamento. L'ordine di Buchalter per l'omicidio di Rosen era stato udito dal gangster Abe Reles, che nel 1940 collaborò con la giustizia e implicò Buchalter in altri quattro omicidi.[10] Riportato da Leavenworth a Brooklyn per essere processato per l'omicidio di Rosen, la posizione di Buchalter fu aggravata dalla testimonianza di Albert "Tick-Tock" Tannenbaum, un altro sicario che stava collaborando con le autorità. Dopo quattro ore di deliberazione, alle 2 del mattino del 30 novembre 1941, la giuria dichiarò Buchalter colpevole di omicidio di primo grado e venne condannato a morte insieme ai suoi luogotenenti Emanuel "Mendy" Weiss e Louis Capone.[11] La sentenza di morte venne eseguita il 4 marzo del 1944 nel carcere di Sing Sing dove Buchalter, Weiss e Capone morirono sulla sedia elettrica[2].

Influenza culturale

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Buchalter compare come personaggio nel film Sindacato assassini (1960), dove è interpretato da David J. Stewart, e nella serie televisiva Gli intoccabili (1959), interpretato da Gene Roth, Robert Carricart e Joseph Ruskin. Tony Curtis lo interpreta nel film biografico Big Boss (Lepke) di Menahem Golan (1974), basato sulla vita di Buchalter.

Buchalter viene menzionato anche nell'ottavo episodio della prima stagione della serie televisiva HBO I Soprano.

  1. ↑ Il suo soprannome è una forma abbreviata di Lepkeleh, un nomignolo datogli affettuosamente dalla madre, che in yiddish significa Piccolo Louis
  2. 1 2 Louis Buchalter (American crime boss) - Encyclopedia Britannica, su britannica.com.
  3. 1 2 3 (EN) livechatpro, Jacob Shapiro – Lepke’s brawns, su American Mafia, 2 febbraio 2016. URL consultato l'11 dicembre 2025.
  4. 1 2 3 4 5 (EN) Jacob Shapiro - Alchetron, The Free Social Encyclopedia, su Alchetron.com, 18 agosto 2017. URL consultato l'11 dicembre 2025.
  5. 1 2 (EN) Jacob (Gurrah Jake) Shapiro Gives Up Here After Eluding World-Wide Hunt for a Year; SHAPIRO GIVES UP AFTER YEAR'S HUNT, in The New York Times, 15 aprile 1938. URL consultato il 12 ottobre 2026.
  6. ↑ (EN) Three Customs Men Held In Lepke Narcotics Plot; Seventeen Others Seized--Fugitive Gangster Indicted With 'World Tourists' He Is Said to Have Financed in $1,000,000 Traffic 3 CUSTOMS MEN SEIZED IN PLOT Five Named as Principals, in The New York Times. URL consultato il 12 ottobre 2026.
  7. ↑ (EN) $25,000 FOR LEPKE DEAD OR ALIVE NOW PLANNED BY DEWEY; Prosecutor Asks Reward to End 'War of Extermination' in Garment Racket SEQUEL TO PENN MURDER Bodyguards for All in Racket Case Ordered After 'Mistaken Identity' Killing (PDF), in The New York Times. URL consultato il 12 ottobre 2026.
  8. ↑ (EN) Mervyn Rothstein, That Loathsome Winchell. A Natural for a Book., in The New York Times, 12 giugno 1990. URL consultato il 12 ottobre 2026.
  9. 1 2 (EN) Lepke Surrenders to FBI; Racketeer Never Left City; LEPKE ON SURRENDER, in The New York Times, 25 agosto 1939. URL consultato il 12 ottobre 2026.
  10. ↑ (EN) LEPKE ARRAIGNED ON MURDER CHARGE; Racketeer in Trembling Voice Gets Delay in Brooklyn So He Can Obtain Counsel RUMORS OF 'TALKING' GROW Heavy Police Guard Provokes Judge -- 'Ridiculous,' He Asserts From Bench (PDF), in The New York Times. URL consultato il 12 ottobre 2026.
  11. ↑ (EN) LEPKE CONVICTED WITH TWO AIDES; ALL FACE DEATH; Former Gang Chief, Weiss and Capone Found Guilty After Jury Ponders 4 1/2 Hours, in The New York Times, 30 novembre 1941. URL consultato il 12 ottobre 2026.

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Voci correlate

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Collegamenti esterni

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