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Luca Cafiero

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Luca Cafiero
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Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato20 giugno 1979 –
1º luglio 1987
LegislaturaVIII, IX
Gruppo
parlamentare
PdUP per il Comunismo, PCI
CollegioMilano (VIII) e Napoli (IX)
Sito istituzionale

Segretario del Movimento Lavoratori per il Socialismo
Durata mandato1976 –
1981
PredecessoreSalvatore Toscano
Successorecarica abolita

Dati generali
Partito politicoMovimento Lavoratori per il Socialismo
PdUP per il Comunismo
PCI
Titolo di studioLaurea in filosofia
ProfessioneDocente universitario

Luca Cafiero (Napoli, 1º gennaio 1936 – Milano, 13 marzo 2016) è stato un attivista e politico italiano.

Docente di filosofia all'Università Statale di Milano, negli anni dal 1968 al 1975 è stato uno dei più noti leader della contestazione studentesca milanese, animata dal Movimento Studentesco, fortemente critico con l'invasione sovietica dell’Ungheria e con l’ortodossia comunista di stampo togliattiano[1].

Allo scopo di conferire un assetto politico allo spontaneismo del movimento, nel 1975 si dedicò alla formazione dell'alleanza elettorale di Democrazia Proletaria per le politiche del 1976. Nello stesso anno fu tra i fondatori del Movimento Lavoratori per il Socialismo e, dopo la morte di Salvatore Toscano, divenutone segretario, favorì il graduale passaggio verso posizioni maggiormente inserite nella sinistra storica e nel sindacato, di una parte significativa dell'ala movimentista, facendo poi confluire nel 1981 il MLS nel Partito di Unità Proletaria, di cui fu vicesegretario nazionale e capogruppo alla Camera dei deputati[2].

Spesso contestato per i metodi, da molti considerati troppo rigidi e sbrigativi, tenuti dal servizio d'ordine milanese dell'MS-MLS, i cosiddetti "katanga", nei confronti degli elementi più estremisti, Cafiero seppe poi guadagnarsi una generale stima come dirigente politico e parlamentare, per le doti di vasta cultura e di coerenza nell'evitare ogni leaderismo personale.

Deputato per il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo dal 1979, venne poi candidato dal PCI nelle elezioni del 1983, come indipendente, nel collegio elettorale di Napoli[3]. Fu eletto deputato, ottenendo un numero di preferenze tale da superare, in alcune circoscrizioni, il capolista Giorgio Napolitano. Durante la IX Legislatura, partecipò ai lavori della commissione "Finanza e Tesoro" e, dal 1985, alla commissione "Istruzione e Belle Arti"[4]. Conclude il proprio mandato parlamentare nel 1987.

Dal 1988 ha gradualmente abbandonato l'impegno politico pubblico, specie dopo la svolta della Bolognina che non condivise[3], per dedicarsi all'insegnamento e all'attività di ricerca nel campo filosofico[5].

Muore a Milano dopo una lunga malattia all'età di 80 anni[6][7].

  1. ↑ Gianni Barbacetto, Il Sessantotto di Luca Cafiero, in Il Fatto Quotidiano, 18 marzo 2016. URL consultato il 15 ottobre 2025.
  2. ↑ Alfonso Gianni, Ciao Luca, ragazzo del lungo ’68 italiano, in il manifesto, 15 marzo 2016. URL consultato il 15 ottobre 2025.
  3. 1 2 Morto a Milano Luca Cafiero: fu dirigente della contestazione studentesca e deputato, in MilanoToday, 14 marzo 2016. URL consultato il 15 ottobre 2025.
  4. ↑ Luca Cafiero, in Camera dei Deputati Portale Storico. URL consultato il 15 ottobre 2025.
  5. ↑ È morto Luca Cafiero, storico leader del Movimento studentesco, in Corriere della Sera, 13 marzo 2016. URL consultato il 15 ottobre 2025.
  6. ↑ Milano, è morto Luca Cafiero: fu dirigente del Movimento studentesco della Statale, su milano.repubblica.it, Repubblica.it, 13 marzo 2016.
  7. ↑ Luciana Castellina, Un «principe» per la sinistra, in il manifesto, 15 marzo 2016. URL consultato il 29 novembre 2018.

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