Vai al contenuto

Matteo Gaudioso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Matteo Gaudioso

Deputato della Repubblica Italiana
LegislaturaII, III

Dati generali
Partito politicoPartito Socialista Italiano
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza e in lettere
Professionedocente universitario

Matteo Gaudioso (Francofonte, 18 febbraio 1892 – Catania, 27 dicembre 1985) è stato uno scrittore, storico e politico italiano.

Iniziò gli studi nella sua città natale dimostrando subito interesse per le materie letterarie e per la storia in particolare. A seguito dello scoppio della prima guerra mondiale, dovette andare in guerra e fu costretto ad interrompere gli studi. Nel corso del conflitto venne ferito in Carnia nel 1916. Nel corso della lunga convalescenza pubblicò il suo primo libro dal titolo Francofonte ricerche e considerazioni storiche. Il professore Paolo Orsi, in una recensione severa, scriverà: «E fa piacere il vedere come questo giovane ufficiale abbia avuto il senso storico di ammanire documenti su documenti inediti, anzi che perdersi in vane e vacue logomachie, attinte a fonti spurie o fantastiche, delle quali quasi sempre s'infiorano le vecchie, monografie siciliane. Questo pregio fondamentale del libro compensa largamente altre sue minori deficenze (sic)».[1] Ripreso il servizio nel suo reggimento dei bersaglieri, Gaudioso venne fatto prigioniero a Caporetto nel 1917 e deportato in Germania dove rimase prigioniero per oltre un anno.

Ritornato a Francofonte, al ritorno dalla prigionia, riprese gli studi interrotti presso l'Università di Palermo dove nel 1920 si laureò in giurisprudenza.

Nel 1925 si laureò anche in lettere presso l'Università di Catania. Iniziò la sua attività lavorativa come insegnante di liceo, presto volle seguire la sua iniziale predisposizione alla passione per la storia impiegandosi presso l'Archivio di Stato di Catania, ma continuando nei suoi studi divenne libero docente di Storia del diritto italiano presso l'Università di Catania. Posto in cattiva luce dalle sue idee liberali e democratiche, venne trasferito presso l'Archivio di Stato di Firenze presso il quale rimase per circa un decennio. Nel corso della seconda guerra mondiale, si arruolò nella Resistenza in Toscana.

Alla fine della guerra ritornò in Sicilia ed iniziò ad insegnare presso le università di Catania e Messina, ma a causa dei suoi precedenti come partigiano, subì un secondo trasferimento da Catania a Venezia. Questa volte però, non ritenne di subire il trasferimento e diede le dimissioni dall'amministrazione degli archivi di stato. Continuò così ad occuparsi della ricerca storica in privato continuando negli studi e dedicandosi alla politica attiva.

Nel 1952 pubblicò Natura giuridica delle autonomie cittadine nel "Regnum Siciliae" (Catania, Casa del libro)[2], proponendo una critica alle tesi dello storico del diritto Francesco Calasso. Calasso era stato il primo a ricostruire una dottrina degli Statuti anche per l'Italia meridionale, evidenziando un dualismo tra le autonomie municipali del Nord e del Sud Italia. Successivamente, Giovanni Cassandro criticò Gaudioso esaminando le sue tesi nel contesto storico del Comune meridionale nell'età aragonese[3], sottolineando che, pur essendo ricca la documentazione statutaria di quel periodo, non si può parlare di una reale autonomia delle universitas poiché il re Ferrante d'Aragona accentuava il potere centrale, centralizzando il sistema tributario e di controllo, limitando così i diritti delle comunità locali. Cassandro così mise in discussione alcune interpretazioni giuridiche di Gaudioso, approfondendo le dinamiche storiche e politiche delle autonomie nel Regno di Sicilia.[4]

Nel 1953 venne eletto alla Camera dei deputati del parlamento italiano nelle file del Partito Socialista Italiano e venne poi riconfermato per un altro quinquennio. Nel corso della sua attività parlamentare si batté per la costituzione della Commissione parlamentare Antimafia ma si occupò anche di pubblica istruzione e di beni culturali. Dopo dieci anni di attività parlamentare ritornò definitivamente a Catania dove rimase fino alla sua morte.

Nel corso della sua lunga vita scrisse molte opere di argomento storico-giuridico, materie che lo avevano affascinato sin dalla sua adolescenza. Fra queste si ricordano:

  • Francofonte ricerche e considerazioni storiche (1916)
  • Per la storia del territorio di Lentini nel II medioevo pubblicata nel 1926 e riedita nel 1992
  • La schiavitù domestica in Sicilia dopo i normanni pubblicata nel 1926 e riedita nel 1979
  • Natura giuridica delle autonomie cittadine del Regnum Siciliae (1952)
  • La questione demaniale a Francofonte (1969)
  • Francofonte formazione urbanistica e sacra (1970)
  • La comunità ebraica di Catania nei secoli XIV e XV (1974)

Dopo la sua morte, viene istituito a Francofonte, un centro studi alla sua memoria che si occuperà della divulgazione della sua opera con riedizioni delle opere risalenti alla sua giovinezza.

  1. ↑ Paolo Orsi, M. Gaudioso, Francofonte, ricerche e considerazioni storiche, con documenti inediti. Palermo 1916 8° pp. viij, 402, CIX con tavola, in Archivio storico per la Sicilia Orientale, vol. XIV, I-II-III, Catania, N. Giannotta, 1917, p. 285.
  2. ↑ Recensione di Sabino Cassese a M. Gaudioso, Natura giuridica delle autonomie cittadine nel "Regnum Siciliae", Catania, 1952, in «Rassegna storica salernitana», 1953, n. 1-2, pp. 1-4.
  3. ↑ Giovanni Cassandro, Il Comune meridionale nell'età aragonese, in «Atti del Congresso internazionale di studi sull'età aragonese» (Bari 1968), Bari 1972, p. 166. Ribadito alla nota 53 p.22 del saggio di Cosimo Damiano Fonseca, Federico II nella storiografia italiana, in «Potere, società e popolo nell'età sveva: 1210-1266», Atti delle seste Giornate normanno-sveve (Bari, Castel del Monte, Melfi, 17-20 ottobre 1983).
  4. ↑ Gianfranco Stanco, Storiografia giuridica e autonomie locali nell'Italia contemporanea, in Revista Eurolatinoamericana de Derecho Administrativo, vol. 2, n. 1, 2015, pp. 119-153, DOI:10.5380/rinc.v2i1.43662, ISSN 2362-583X (WC · ACNP).

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 1407942 · ISNI (EN) 0000 0000 8081 2463 · SBN PALV016316 · BAV 495/129170 · LCCN (EN) n84059092 · BNF (FR) cb12748207c (data) · J9U (EN, HE) 987007277213305171