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Operazione Strade sicure

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Un mezzo dell'operazione Strade Sicure a Bologna in piazza Maggiore, maggio 2015
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Alpini con un veicolo Iveco VM 90 a Trastevere (Roma)

L'operazione Strade sicure è un'operazione di sostegno alla pubblica sicurezza avviata in Italia nel 2008 dal governo Berlusconi IV e prorogata più volte nel corso degli anni, consistente nell'utilizzo del personale delle forze armate italiane nel contrasto alla criminalità diffusa.

Nell'operazione risultano attualmente circa 7 000 militari dell’Esercito Italiano.[1]

Venne stabilita con il decreto legge 23 maggio 2008, n. 92 - successivamente convertito in legge 24 luglio 2008, n. 125. Le prime attività iniziarono il 4 agosto dello stesso anno. Dal 7 febbraio 2011, per effetto della legge n. 220 del 13 dicembre 2010 (legge di stabilità 2011), è stata posta sotto sorveglianza anche l'autostrada Salerno-Reggio Calabria.[2] È stata prorogata diverse volte con decreto legge n. 78 del 1º luglio 2009[3], fino al 31 dicembre 2013 (legge n. 135 del 7 agosto 2012)[4] ed anche per tutto l'anno 2014.[5] L'operazione è stata poi prorogata fino al 30 giugno 2015, con un aumento degli organici dell'esercito impiegati - da 3 000 a 4 500 unità - e di 600 per Expo 2015,[6] e successivamente fino al 31 dicembre dello stesso anno[7] e poi ulteriormente prorogata per gli anni successivi.

Si è svolta iniziamente in trentotto città: Roma, Milano, Firenze, Napoli, Vercelli, Verona, Torino, Chiomonte, Bologna, Treviso, Caserta, L'Aquila, Catania, Vittoria, Palermo, Messina, Gela, Reggio Calabria, Modena, Gorizia, Crotone, Lamezia Terme, Catanzaro, Foggia, Bari, Brindisi, Trapani, Caltanissetta, Bergamo, Pisa, Pordenone, Monza, Brescia, Parma, Prato, Venezia, Mestre, Padova, Agrigento, Ancona, Pescara, Rimini, Salerno, Genova, Vicenza e in altre città d'Italia.[8][9]

Nel 2026 ha coinvolto 6.800 militari appartenenti all'Esercito, ma anche a Marina e Aeronautica, dislocati in 58 province, e nelle grandi aree metropolitane di Roma, Milano, Napoli e Firenze dotati anche di blindati leggeri “Puma 6×6”.

Dal 1° luglio 2026 la responsabilità operativa è stata posta sotto le dirette dipendenze del COMFOTER di Verona.[10]

Il decreto legge 23 Maggio 2008, n. 92 consente ai prefetti di chiedere l'intervento del personale delle forze armate italiane in alcune province per la tutela dell'ordine pubblico, contrasto alla microcriminalità e vigilanza a siti e obiettivi ritenuti sensibili,[11] attribuendo ai militari la qualifica di agente di pubblica sicurezza con l'estensione delle facoltà di cui all'art. 4 della legge 22 maggio 1975, n. 152 (legge Reale),[12] conferendo al personale militare poteri di perlustrazione e di pattuglia in concorso e congiuntamente alle forze di polizia al fine di incrementare la deterrenza nei confronti della microcriminalità, nonché di effettuare operazioni di controllo del territorio in aree metropolitane o comunque densamente popolate. La pianificazione e il coordinamento dell'operazione è stata affidata al Comando operativo di vertice interforze (COI).[3]

L'attività include il pattugliamento di strade e/o presidi di obiettivi sensibili come centri di prima accoglienza e centri di identificazione ed espulsione.

Ai soldati dell’Esercito Italiano impegnati nell’operazione viene attribuita la qualifica di "agente di pubblica sicurezza", escludendo le funzioni di "agente di polizia giudiziaria".[3] Essi possono inoltre identificare e perquisire persone o mezzi di trasporto ed effettuare posti di controllo o di blocco congiunti e non.[9] Sono state inoltre introdotte alcune misure per il contrasto alla prostituzione in Italia conferendo appositi poteri sanzionatori ai sindaci.[13]

Dati statistici

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Il personale impiegato agli esordi apparteneva all'esercito italiano (inizialmente 2700), alla Marina (inizialmente 220), all'Aeronautica (inizialmente 80) per un massimo 3 000 unità, di cui 2 700 dell'Esercito Italiano, aumentati di 1 250 unità in seguito alla proroga del 2009, che ha anche aumentato il numero di città in cui dispiegare tale personale.[2]

Forze utilizzate

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Esercito Italiano:


Aeronautica Militare: per vigilare il centro accoglienza a Lampedusa con 65 uomini:

  • 65 militari provenienti dal Supporto operativo difesa terrestre (SODT).

Marina Militare


Veicoli impiegati

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Divisa e Armamento

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I militari impiegati nell' "Operazione Strade Sicure" sono equipaggiati con l’uniforme da combattimento e il copricapo di specialità, con aggiunta del giubbotto antiproiettile o combat jacket e della maschera antigas. I militari impiegati sono armati con Sfollagente, Beretta ARX 160, Beretta AR 70/90, Beretta PB 92 FS.

A partire da giugno 2025, verrà consegnato un primo lotto da 13 500 polo e cappellini destinati ai militari impegnati nell’operazione “Strade Sicure”. Altre 45 mila unità dello stesso corredo saranno consegnate circa nell’estate 2026. In totale verranno consegnati quasi 60 mila nuovi capi.[16]

La Corte dei Conti, nella sua Deliberazione n. 4/2013/G[17], ha dato un giudizio positivo sull'operazione, nel suo complesso, non riscontrando lacune o anomalie nella gestione dei fondi stanziati per tali attività. Le perplessità sollevate riguardano uno scostamento tra le previsioni di spesa del Ministero dell'Economia e delle Finanze e i costi effettivamente sostenuti dal Ministero della Difesa, il disallineamento tra il trattamento economico riservato agli operatori dell'Esercito e quello degli agenti di Polizia e Carabinieri, nonché l'impiego dei soldati nelle attività di perlustrazione e pattuglia: i togati, infatti, ritengono sia più efficace il loro utilizzo in servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili.

Sul fronte economico, dal 2008 al 2013 sono stati spesi 383,6 milioni di euro, di cui 358,30 milioni per la mobilitazione dell'Esercito e 25,30 per le forze di polizia. Nel 2016, l'Operazione Strade Sicure ha richiesto 83 milioni di euro (la cifra include anche il finanziamento dell'Operazione Terra dei Fuochi[18]

L'operazione è stata criticata da più parti in quanto il ricorso alle forze armate sarebbe stato dettato da un'operazione di tipo ideologico a fini di propaganda politica del governo Berlusconi IV; peraltro il decreto del 2008 introduceva una serie di disposizioni in tema di diritto penale, come ad esempio il reato di immigrazione clandestina.[19]

Secondo la CGIL la proroga dell'operazione sarebbe una mera scelta di propaganda politica, per nascondere i problemi circa la mancanza di fondi e di organici delle forze di polizia italiane, come rimarcato in un dossier diffuso nell'agosto del 2014 dallo stesso sindacato, realizzato insieme al SILP[20].

  1. ↑ Operazione, su esercito.difesa.it. URL consultato il 9 settembre 2017.
  2. 1 2 "Strade Sicure", in esercito.difesa.it. URL consultato l'8 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2013).
  3. 1 2 3 Operazione "Strade Sicure", in difesa.it. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  4. ↑ Operazione Strade Sicure, in difesa.it. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  5. ↑ Art. comma 264 legge 13 dicembre 2013, n. 137
  6. ↑ Strade Sicure: 4.800 soldati fino al 30 giugno. 600 per Expo 2015 da grnet.it, 13 febbraio 2015
  7. ↑ prorogata l'operazione strade sicure da rainews.it, 1º luglio 2015 Archiviato il 5 luglio 2015 in Internet Archive.
  8. ↑ "Strade Sicure": I Compiti, in esercito.difesa.it. URL consultato l'8 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2013).
  9. 1 2 Il concorso delle Forze Armate nel controllo del territorio, in difesa.it. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  10. ↑ “Strade Sicure”: il comando passa al Comfoter di Verona, su daily.veronanetwork.it. URL consultato il 16 luglio 2026.
  11. ↑ Art. 7 comma 1 decreto legge 23 maggio 2008 n. 92
  12. ↑ Art. 7 bis legge 24 luglio 2008, n. 125
  13. ↑ Francesco Morelli, I nuovi poteri attribuiti ai sindaci in materia di sicurezza urbana (L. 125/2008), su altalex.com, 1º dicembre 2008.
  14. ↑ 24º reggimento artiglieria terrestre semovente "Peloritani", su esercito.difesa.it (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  15. ↑ La storia, in marina.difesa.it. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  16. ↑ "Strade Sicure" cambia pelle: in arrivo 60 mila polo e cappellini per i militari in servizio, su infodifesa.it, 27 maggio 2025.
  17. ↑ Deliberazione n. 4/2013/G (PDF), su corteconti.it. URL consultato il 28 agosto 2016 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2016).
  18. ↑ senato.it.
  19. ↑ di Fulvio Vassallo, da terrelibere.org, 23 luglio 2008, su terrelibere.org.
  20. ↑ Strade sicure: per la Cgil rappresenta una operazione di pura facciata di Marco Luca Cornellini, da notizie.tiscali.it 16 gennaio 2015, su notizie.tiscali.it. URL consultato il 28 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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