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Perifete (figlio di Anticlea)

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Perifete
Nome orig.Περιφήτης (Periphḗtēs)
Lingua orig.Greco antico
Caratteristiche immaginarie
EpitetoCorunete (Κορυνήτης, Korynḗtēs)
Specieumana
Sessomaschio
Professionebrigante

Perifete (in greco antico Περιφήτης?, Periphḗtēs) o Corunete[1] (in greco antico Κορυνήτης?, Korynḗtēs) è un personaggio della mitologia greca. Fu un brigante e fu la prima delle sei fatiche che dovette affrontate Teseo nel suo viaggio verso Atene.

Il nome Perifete (in greco antico Περιφήτης, Periphḗtēs) è un composto formato dalla preposizione περί (perì, con valore superlativo di "molto") e dal suffisso d'agente -φήτης (-phḗtēs), derivato dal verbo φημί (phēmí, "parlare").

Gli studi filologici, tra cui quelli di Ezio Pellizer, rintracciano due possibili interpretazioni del nome:

  • **Significato attivo:** "colui che parla molto", "loquace".
  • **Significato passivo:** "colui di cui si parla molto", e quindi per estensione "celebre" o "famoso".[2]

Corunete (in greco antico Κορυνήτης?, Korynḗtēs), significa "portatore di clava".

Figlio del dio Efesto[3][4] e di Anticlea (in greco antico Ἀντίκλεια?, Antíkleia).[3]

Non sono note sue eventuali mogli o progenie.

Come il padre Efesto, anche Perifete aveva una malformazione alle estremità inferiori ed aveva le gambe deformi, motivo per cui si aiutava nei movimenti utilizzando una mazza di ferro[3] (o di bronzo)[4] che divenne anche la sua arma principale.[3]

Il brigantaggio ad Epidauro

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Perifete si era stabilito nei pressi di Epidauro, dove viveva come brigante lungo la strada montana che collegava Trezene ad Atene[4]. Appostato nei punti più impervi, tendeva imboscate ai viandanti di passaggio, uccidendoli brutalmente fracassando loro il cranio con la sua clava di ferro.[3]

L'incontro con Teseo

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Quando il giovane Teseo, intrapreso il viaggio via terra per ricongiungersi al padre (Egeo), passò per il territorio di Epidauro, venne assalito da Perifete[5] ma riuscì a schivare i colpi del brigante e lo affrontò in un corpo a corpo ravvicinato, riuscendo dapprima a disarmarlo e poi lo uccise[6] con la sua stessa arma.[3]

Affascinato dalla robustezza e dall'efficacia della clava, Teseo decise di tenerla con sé come trofeo di guerra e da quel momento in poi, l'eroe la esibì in tutte le sue successive imprese come simbolo della sua prima vittoria, emulando l'iconografia classica di Eracle che invece usava la sua clava di legno.[7]

  1. ↑ (EN) Igino, Fabulae 158, su topostext.org. URL consultato il 1º giugno 2026.
  2. ↑ Ezio Pellizer, Perifete (PDF), in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013, pp. 217. URL consultato il 24 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2018).
  3. 1 2 3 4 5 6 (EN) Apollodoro, Biblioteca III, 16.1, su topostext.org. URL consultato il 1º giugno 2026.
  4. 1 2 3 (EN) Pausania, Periegesi della Grecia, libro II, 1.4, su topostext.org. URL consultato il 13 giugno 2026.
  5. ↑ (EN) Plutarco, Vite parallele, Teseo 8, 1, su topostext.org. URL consultato il 13 giugno 2026.
  6. ↑ (EN) Diodoro Siculo, Bibliotheca Historica, IV, 59.1, su topostext.org. URL consultato il 13 giugno 2026.
  7. ↑ (EN) Plutarco, Vite parallele, Teseo 8, 2, su topostext.org. URL consultato il 13 giugno 2026.
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