Vai al contenuto

Presbiopia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Image Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Presbiopia
Image
La presbiopia è causata dal cristallino, fattosi troppo rigido per mettere correttamente a fuoco da vicino
Specialitàoftalmologia e optometria
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-10H52.4
MeSHD011305
MedlinePlus001026

La presbiopia (dal greco presbys (πρέσβυς) vecchio e op- (οπ-) -opia ottico o dell'occhio, radice dei termini riguardanti la vista, quindi occhio vecchio ), detta anche presbitismo, è la progressiva diminuzione della capacità dell'occhio di mettere a fuoco gli oggetti più vicini.[1][2]

Si tratta di una condizione parafisiologica naturale che vede la perdita di elasticità del cristallino, dovuto a irrigidimento e sclerosi di alcune aree, e l'indebolimento[3] dei muscoli ciliari, causati dal avanzamento dell'età dell'individuo (circa, dopo le prime quattro decadi di vita); tutto ciò provoca una progressiva incapacità di focalizzare in modo nitido gli oggetti a distanze inferiori ai 25 cm (convenzione oftalmica).

Non appartenente, in senso stretto, ai difetti di rifrazione, non fa quindi parte delle ametropie. Si tratta di un calo del potere di accomodazione dell'occhio, di solito inferiore alle quattro diottrie, che è possibile risolvere facilmente (nel 98% dei casi) utilizzando occhiali appositamente concepiti, detti occhiali da lettura (che sono differenti dagli occhiali da vista).

Tramite la tecnologia moderna è possibile ridurre o in alcuni casi eliminare le difficoltà della presbopia, operando con interventi più invasivi, quali la totale sostituzione del cristallino, oppure con meno invasività, usando il laser.[4]

Insorgenza e sintomi

[modifica | modifica wikitesto]

La presbiopia, in un occhio emmetrope (non affetto da altri difetti visivi), si manifesta come una progressiva difficoltà a mettere a fuoco da vicino, dove la distanza di riferimento convenzionale è 25 cm. Inizialmente, si può notare una lieve difficoltà a focalizzare correttamente i particolari più minuti degli oggetti più vicini a 25 cm, poi si ha difficoltà a leggere a 35 cm di distanza, e poi a lavorare al computer da 40-50 cm, ecc.

Inizia a insorgere per lo più tra i 35 e 45 anni (a seconda degli individui), per terminare o rallentare fortemente tra i 60 e 70 anni: fino a 65 anni circa, il potere accomodativo continuerà a diminuire notevolmente, per poi stabilizzarsi (vedere grafico sotto); ma dove alcuni individui non si accorgono nemmeno dell'insorgenza iniziale e inoltre, secondo diversi studi, la presbiopia è un difetto minore negli abitanti delle basse latitudini.[5]

All'inizio, quando è presente ancora una buona capacità di accomodazione, si può ovviare al difetto visivo allontanando dagli occhi ciò che si legge (allungare le braccia); tuttavia dopo i 50 anni diventa spesso indispensabile l'uso di lenti correttive per la lettura da vicino, poiché il livello di accomodazione residuo è ormai estremamente ridotto, e qualsiasi tentativo di mettere a fuoco naturalmente può creare un sentito affaticamento, come bruciori agli occhi e mal di testa, soprattutto in assenza di un'adeguata illuminazione. Possono funzionare anche gli occhiali stenopeici, ma necessitano di una buona luce.

Riguardo le distanze, è giusto ricordare che avvicinando gli oggetti agli occhi, creiamo una sorta di ingrandimento naturale delle dimensioni osservate (dimensione apparente) e dunque un miglioramento della lettura dei dettagli, come ad esempio, i caratteri stampati molto piccoli (vedi medicinali); tuttavia, se la presbiopia ci limita le distanze ravvicinate, diventa necessario l'uso di lenti di ingrandimento o di occhiali da presbiopia da +1 a +4 diottrie (di solito a passi di 0,50 D).

Interazioni con altri difetti

[modifica | modifica wikitesto]

Nei soggetti che presentano una miopia lieve o moderata, la presbiopia non viene quasi mai avvertita, poiché un occhio miope è già naturalmente focalizzato sulle brevi distanze e necessita meno del meccanismo di accomodazione: la visione resta pressoché invariata a occhio nudo e cioè sfocata e confusa da lontano, ma nitida da vicino. Tuttavia, con l'insorgere della presbiopia, il miope si renderà conto che con le sue lenti correttive, per vedere bene da lontano non sarà più in grado di vedere correttamente anche da vicino, e sarà sempre obbligato a toglierle o a utilizzare lenti progressive. Chi è affetto da una miopia notevole, invece, non dovrà togliere completamente gli occhiali per leggere da vicino (in tal caso dovrebbe avvicinarsi eccessivamente a ciò che legge), ma farne un altro paio, con gradazione inferiore rispetto a quella per lontano, per visione nitida a distanze di lettura (30-40 cm).

Diversamente, la presbiopia nei soggetti ipermetropi può influire molto sulla capacità visiva, poiché gli occhiali per la visione da lontano diventano insufficienti per vedere nitidamente da vicino, rendendo necessario l'uso di lenti ancora più forti per la lettura; per le ipermetropie latenti (fino a +1,50 diottrie), l'arrivo della presbiopia piano piano smaschera il difetto di ipermetropia, fino ad allora occultato dalla continua accomodazione della vista, perché dapprima si manifesta la visione sfocata da vicino, ma nel giro di 2-3 anni si iniziano ad avere piccole difficoltà di messa a fuoco anche da lontano, con conseguente affaticamento della vista; anche in questo caso sarà necessario un paio di occhiali per la visione da lontano (correzione ipermetropia) e uno più forte per la visione da vicino (correzione ipermetropia + correzione presbiopia).[6]

Image
Grafico della diminuzione dell'ampiezza accomodativa in relazione all'età

La specifica varia da paziente a paziente. La correzione avviene con lenti oftalmiche positive, che aggiungono all'occhio il potere refrattivo minimo sufficiente per una corretta visione a distanza di lettura (+1,00 diottria o +1,50 per presbiopia leggera, allo stadio iniziale; + 2,00 o +2,50 diottrie per presbiopia manifesta, abbastanza sviluppata; infine +3,00 diottrie quando l'occhio ha ormai perso tutta la sua capacità di accomodazione, in genere in età senile). Le lenti correttive della presbiopia vanno tolte per vedere da lontano, perché danno una visione tanto più sfocata quanto maggiore è il loro potere diottrico. In presenza di altri difetti di vista, per ottenere la correzione ideale da vicino, si fa la somma algebrica delle diottrie di presbiopia (positive) con le diottrie di miopia (negative) oppure con quelle di ipermetropia (anch'esse positive): questo spiega perché un miope leggero (entro le -3,00 diottrie di difetto) può semplicemente togliere i suoi occhiali per lontano quando legge da vicino, tuttavia quando la miopia è estremamente lieve (fino a -1,00 diottria), sarà comunque necessario un occhiale positivo per la lettura.

Nelle farmacie, parafarmacie e talvolta anche presso supermercati e tabacchini, sono disponibili all'acquisto a un piccolo prezzo (quasi mai superiore ai 10 euro) degli occhiali premontati con poteri diottrici che vanno da un minimo di +1,00 a un massimo fino a +3,50 diottrie (quest'ultima lente, in caso di semplice presbiopia senza ipermetropia associata, permette di vedere soltanto a una distanza entro 30 centimetri dagli occhi, producendo una sfocatura molto intensa di tutto ciò che sta a distanze maggiori). Questi occhiali sono costruiti sulla base di una distanza interpupillare media, in genere tra 62 e 64 mm, che pertanto può essere più o meno diversa, per difetto o eccesso, da quella specifica di ogni persona; per questo motivo è consigliato usare queste lenti solo occasionalmente oppure per brevi periodi: se volessimo leggere per ore intere, sarebbe consigliabile farci costruire occhiali su misura da un ottico professionale.

Altri tipi di correzione possono essere l'uso di lenti a contatto multifocali, occhiali multifocali (in modo da evitare il continuo leva e metti di occhiali), oppure un intervento chirurgico di impianto di un cristallino multifocale o con tecnologia EDOF, oppure ancora accomodativo. Esistono inoltre delle tecniche di chirurgia refrattiva laser che eliminano la presbiopia agendo sulla cornea. L'uso di occhiali multifocali, inoltre, permette una visione confortevole a tutte le distanze, compreso il computer fisso e la scrivania d'ufficio, poiché a quelle distanze intermedie (60-80 cm), quando la presbiopia diventa notevole (in genere intorno ai 60 anni), la visione risulterebbe sfocata sia a occhio nudo sia con gli occhiali da lettura (i quali costringerebbero il soggetto ad avvicinarsi troppo, incurvando collo e schiena). A chi è affetto da ipermetropia o forte miopia, invece, le lenti multifocali consentono di vedere bene a ogni distanza, senza dover cambiare continuamente occhiali per lontano e per vicino.

  1. ↑ Presbiopìa - Significato ed etimologia - Vocabolario, su Treccani. URL consultato il 27 settembre 2026.
  2. ↑ Presbiopia - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 27 settembre 2026.
  3. ↑ Indebolimento Sinonimi e Contrari, su Treccani. URL consultato il 27 settembre 2026.
  4. ↑ Operazione laser occhi correggere la presbiopia, su Centro Oculistico Bresciano. URL consultato il 15 luglio 2022.
  5. ↑ Manuale di optometria e contattologia, A. Rossetti, ed. Zanichelli.
  6. ↑ Luce e visione, C. Muller, R. Mae, ed. Mondadori.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàThesaurus BNCF 51281 · LCCN (EN) sh87002717 · BNF (FR) cb11972151z (data) · J9U (EN, HE) 987007531919405171 · NDL (EN, JA) 00569698
  Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina