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Royal Collection Trust

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Royal Collection Trust
(EN) The Royal Collection Trust
Image
AbbreviazioneRCT
Tipoente benefico
Fondazione1993
ScopoConservazione, studio e presentazione al pubblico della Royal Collection
Sede centraleRegno Unito (bandiera) Londra
IndirizzoYork House, St James's Palace, London SW1A 1BQ
PresidenteNicholas Bacon
DirettoreTim Knox
Sito webwww.rct.uk/

La Royal Collection Trust è l'organizzazione responsabile della cura e della conservazione della Royal Collection, della sua presentazione al pubblico e della gestione dell'accesso dei visitatori alle principali residenze reali ufficiali britanniche. Istituita nel 1993, è uno dei cinque dipartimenti della Royal Household e comprende l'omonimo ente benefico registrato e la sua società commerciale, Royal Collection Enterprises Limited. Le sue attività sono svolte senza finanziamento pubblico e sono sostenute principalmente dagli ingressi alle residenze reali e dalle attività commerciali collegate.[1]

Le finalità del Trust comprendono la conservazione, lo studio e la presentazione della Royal Collection e dei Royal Archives, la promozione della ricerca e l'ampliamento dell'accesso del pubblico alla collezione.[2]

La gestione della Royal Collection era stata riorganizzata già nel 1987, in seguito a una revisione della struttura della Royal Household commissionata dalla regina Elisabetta II alla società di consulenza Peat Marwick. Fu allora istituito il Royal Collection Department, amministrativamente separato dal Lord Chamberlain's Office, che riuniva sotto un'unica direzione la responsabilità per dipinti, disegni, opere d'arte e biblioteca. Oliver Millar, già Surveyor of the Queen's Pictures, ne divenne il primo Director of the Royal Collection.[3]

La società destinata a diventare la Royal Collection Trust fu costituita l'11 maggio 1992 con la denominazione Charis (30) Limited. All'inizio del 1993 ne fu definito l'assetto come ente benefico e il 1º febbraio assunse la denominazione The Royal Collection Trust, venendo registrata come charity in Inghilterra e Galles il giorno successivo.[4][5] Dal 31 marzo 1993 il Trust assunse la responsabilità delle attività commerciali destinate a finanziare la Royal Collection e i Royal Archives e dell'impiego dei relativi introiti.[6] La nuova organizzazione si inseriva in un più ampio progetto volto ad ampliare l'accesso del pubblico alla collezione e a finanziarne la conservazione e la presentazione attraverso gli introiti generati dalle visite e dalle attività collegate.[7]

La nascita del Trust coincise con un'importante espansione dell'accesso pubblico alle residenze reali. In seguito all'incendio del castello di Windsor del novembre 1992, nel 1993 gli State Rooms di Buckingham Palace furono aperti al pubblico durante i mesi estivi e parte degli introiti fu destinata al finanziamento del restauro. Fra gli esercizi 1993-1994 e 1999-2000, gli introiti dei visitatori di Buckingham Palace e del Castello di Windsor contribuirono per oltre 25 milioni di sterline ai lavori di ricostruzione; concluso il restauro, gli introiti di Buckingham Palace furono destinati alle attività della Royal Collection Trust e alla conservazione della collezione.[6] Nei primi anni del XXI secolo il modello finanziario del Trust e i suoi rapporti con la Royal Household furono esaminati in più occasioni dal Committee of Public Accounts della Camera dei comuni, anche in relazione alla destinazione degli introiti provenienti dall'apertura delle residenze reali.[8]

La pandemia di COVID-19 ebbe un forte impatto sull'organizzazione, il cui modello di finanziamento dipende in larga parte dall'accesso del pubblico alle residenze reali. Nell'esercizio 2020-2021 il numero dei visitatori scese da circa 3,3 milioni a 155 000 e le entrate diminuirono drasticamente; la conseguente ristrutturazione comportò complessivamente l'uscita di 165 dipendenti, fra esuberi e conclusione di contratti a termine.[9][10] Nel marzo 2021 fu inoltre modificato lo statuto affinché il presidente del Board of Trustees fosse eletto fra i suoi membri. Carlo, allora principe di Galles, che aveva presieduto il Trust per 28 anni, lasciò la presidenza e il Board il 10 marzo e ne divenne patrono.[10]

Organizzazione

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La Royal Collection Trust fa parte della struttura della Royal Household, della quale costituisce uno dei cinque dipartimenti; le sue attività sono tuttavia finanziate separatamente da quelle degli altri dipartimenti.[1] La sua struttura amministrativa deriva dal Royal Collection Department istituito nel 1987, successivamente indicato nella documentazione istituzionale con il nome Royal Collection Trust. Sul piano giuridico, The Royal Collection Trust è una company limited by guarantee registrata come ente benefico in Inghilterra e Galles e, dal 2008, in Scozia.[4][11]

La direzione strategica è affidata a un Board of Trustees. Ne fanno parte, in virtù dei rispettivi incarichi nella Royal Household, il Lord ciambellano, il Private Secretary to the Sovereign, il Keeper of the Privy Purse e il Master of the Household, affiancati da altri membri scelti per le loro competenze ed esperienze professionali. I trustees sono nominati con l'approvazione del sovrano e svolgono l'incarico senza remunerazione; il presidente viene eletto dal Board fra i propri membri.[11]

La gestione ordinaria è affidata al Director of the Royal Collection, nominato dal sovrano e al tempo stesso capo del relativo dipartimento della Royal Household, con il supporto del Management Board. Quest'ultimo predispone i piani strategici e i bilanci annuali e sovrintende al funzionamento dell'organizzazione, mentre il Board of Trustees definisce gli indirizzi generali e controlla l'esercizio dei poteri delegati.[11]

Finalità e attività

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Le finalità statutarie della Royal Collection Trust comprendono, a beneficio della nazione, l'amministrazione, la conservazione, la manutenzione e lo studio della Royal Collection, dei Royal Archives e della Royal Photographic Collection, detenuti in right of the Crown. Il Trust ha inoltre il compito di favorirne la conoscenza attraverso esposizioni, cataloghi e inventari, attività di ricerca, pubblicazioni e altre iniziative educative.[2]

Una parte centrale delle attività riguarda la conservazione delle opere e la loro cura nelle residenze reali, durante le esposizioni e in occasione dei prestiti. A questa si affiancano la ricerca e la catalogazione della collezione: curatori, conservatori e altri specialisti ne studiano le opere e contribuiscono alla realizzazione di cataloghi, pubblicazioni e risorse digitali. Il Trust cura inoltre la Royal Library e i Royal Archives, rendendone i materiali accessibili, secondo specifiche modalità, a studiosi e ricercatori.[11][12]

Il Trust gestisce l'accesso del pubblico a Buckingham Palace, al Castello di Windsor e al Palace of Holyroodhouse, oltre alle King's Galleries di Londra ed Edimburgo, dove organizza esposizioni temporanee.[1] Amministra inoltre il programma di prestiti della Royal Collection, attraverso il quale opere della collezione vengono esposte in musei e altre istituzioni nel Regno Unito e all'estero.[13]

Alle attività di conservazione e apertura al pubblico si affiancano programmi educativi rivolti a scuole, famiglie, adulti e comunità, realizzati nelle residenze reali e attraverso risorse e iniziative digitali. Il Trust promuove inoltre progetti volti ad ampliare la partecipazione e l'accesso del pubblico alla collezione.[11]

Finanziamento e attività commerciali

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La Royal Collection Trust svolge le proprie attività senza finanziamento pubblico. Le entrate derivano principalmente dai biglietti d'ingresso alle residenze reali e alle King's Galleries, nonché dalle attività commerciali collegate, e sono destinate al perseguimento delle finalità benefiche dell'organizzazione, fra cui la conservazione e la presentazione della Royal Collection.[1] Altre risorse provengono da donazioni e contributi di imprese, fondazioni e sostenitori privati.[11]

Le attività commerciali sono svolte principalmente attraverso Royal Collection Enterprises Limited, società interamente controllata dal Trust. La società gestisce per suo conto l'accesso del pubblico alle residenze ufficiali del sovrano e alle King's Galleries e le attività di vendita al dettaglio. Ulteriori ricavi derivano dalle vendite al di fuori delle residenze, dai servizi di ristorazione presso alcuni dei siti aperti al pubblico e dalla concessione dei diritti di riproduzione delle immagini delle opere della Royal Collection.[11]

I profitti imponibili di Royal Collection Enterprises sono trasferiti integralmente alla Royal Collection Trust attraverso il sistema britannico del Gift Aid, in base a un accordo fra le due società.[11] Le risorse così generate sono impiegate per le finalità statutarie del Trust, comprese la conservazione, lo studio e la presentazione della Royal Collection e l'ampliamento dell'accesso del pubblico.[2]

  1. 1 2 3 4 (EN) Royal Collection Trust, su Royal Collection Trust. URL consultato il 6 ottobre 2026.
  2. 1 2 3 (EN) The Royal Collection Trust - Governing document, su Charity Commission for England and Wales. URL consultato il 6 ottobre 2026.
  3. ↑ (EN) Christopher White, Oliver Nicholas Millar 1923–2007 (PDF), in Biographical Memoirs of Fellows of the British Academy, vol. 16, The British Academy, 2017, p. 72. URL consultato il 6 ottobre 2026.
  4. 1 2 (EN) The Royal Collection Trust, su Companies House. URL consultato il 6 ottobre 2026.
  5. ↑ (EN) The Royal Collection Trust, su Charity Commission for England and Wales. URL consultato il 6 ottobre 2026.
  6. 1 2 (EN) Royal Travel by Air and Rail and the Royal Palaces, su House of Commons, Committee of Public Accounts, 2001. URL consultato il 6 ottobre 2026.
  7. ↑ (EN) Royal Taxation, su Hansard, House of Lords, 11 febbraio 1993. URL consultato il 6 ottobre 2026.
  8. ↑ (EN) Maintaining the Occupied Royal Palaces, su House of Commons, Committee of Public Accounts, 2009. URL consultato il 6 ottobre 2026.
  9. ↑ (EN) Martin Bailey, Queen Elizabeth II, proprietor in trust of one of the world's greatest art collections, has died, aged 96, su The Art Newspaper, 8 settembre 2022. URL consultato il 6 ottobre 2026.
  10. 1 2 (EN) Annual Report 2020–21 (PDF), su Royal Collection Trust, 2021. URL consultato il 6 ottobre 2026.
  11. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Trustees' Report and Consolidated Financial Statements 31 March 2026 (PDF), su Royal Collection Trust, 2026. URL consultato il 6 ottobre 2026.
  12. ↑ (EN) Access, su Royal Collection Trust. URL consultato il 6 ottobre 2026.
  13. ↑ (EN) Loans from the Royal Collection, su Royal Collection Trust. URL consultato il 6 ottobre 2026.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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