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S&P 500

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Andamento dello S&P 500 da gennaio 1928 al 23 ottobre 2026 (valori mensili, scala logaritmica)

Lo S&P 500 (Standard & Poor's 500) è un indice azionario che misura l'andamento di 500 tra le maggiori società quotate nelle borse degli Stati Uniti. È calcolato da S&P Dow Jones Indices, società controllata al 73% da S&P Global e al 27% da CME Group[1], i cui componenti sono scelti da un comitato[2].

Al 30 settembre 2026 l'indice comprendeva 503 titoli, perché tre società vi sono presenti con due classi di azioni, per una capitalizzazione complessiva di circa 68 449 miliardi di dollari; secondo S&P Dow Jones Indices copre circa l'80% della capitalizzazione disponibile del mercato azionario statunitense[3]. Il peso di ciascun titolo è proporzionale alla sua capitalizzazione calcolata sulle sole azioni liberamente negoziabili (flottante). Il valore base è 10, pari alla media del periodo 1941-1943; l'indice è stato lanciato il 4 marzo 1957 e i suoi valori sono stati ricostruiti a ritroso fino al 3 gennaio 1928[2][3].

Nel 1923 la Standard Statistics Company creò il suo primo indice azionario, calcolato ogni settimana su 233 società statunitensi[4]; nel 1926 vi affiancò un indice giornaliero di 90 titoli[5]. Nel 1941 la fusione tra la Standard Statistics e la casa editrice Poor's Publishing diede vita a Standard & Poor's, che nel 1957 creò l'S&P 500[4]: il 4 marzo di quell'anno l'indice fu esteso a 500 società[5].

Il 31 agosto 1976 Vanguard offrì ai risparmiatori il primo fondo comune di investimento che replicava l'indice. Il 21 aprile 1982 il Chicago Mercantile Exchange avviò la negoziazione dei contratti future sull'S&P 500 e il 1º luglio 1983 il Chicago Board Options Exchange quella delle opzioni. Il 22 gennaio 1993 iniziò a essere scambiato il primo exchange-traded fund sull'indice, lo SPDR di State Street, e il 9 settembre 1997 fu introdotto il contratto future di taglio ridotto E-mini[5]. Dal 2005 il peso dei titoli è calcolato sul flottante[5]. Il contratto future originario del 1982 è stato negoziato per l'ultima volta il 17 settembre 2021[6].

Nel giugno 2012 le attività di Standard & Poor's e di Dow Jones nel campo degli indici sono confluite nella joint venture S&P Dow Jones Indices[1], che gestisce anche il Dow Jones Industrial Average.

Secondo la serie storica di S&P Dow Jones Indices, l'indice ha chiuso per la prima volta sopra i 4 000 punti il 1º aprile 2021, sopra i 5 000 il 9 febbraio 2024, sopra i 6 000 l'11 novembre 2024 e sopra i 7 000 il 15 aprile 2026. Il record di chiusura è di 7 818,93 punti, segnato il 6 ottobre 2026[7].

I componenti sono scelti da un comitato di S&P Dow Jones Indices, che valuta le società idonee e tiene conto dell'equilibrio tra i settori. La composizione non ha una revisione periodica: cambia quando serve, di solito per fusioni, acquisizioni o scissioni, mentre il numero delle azioni di ciascuna società è aggiornato ogni trimestre. Una società già presente non viene esclusa solo perché smette di rispettare uno dei requisiti di ingresso[2].

Secondo il regolamento in vigore a luglio 2026, per entrare nell'indice una società deve[2]:

  • avere sede negli Stati Uniti;
  • avere una capitalizzazione complessiva di almeno 22,7 miliardi di dollari (soglia aggiornata periodicamente; quella indicata è in vigore dal 1º luglio 2025);
  • avere almeno il 10% delle azioni liberamente negoziabili e una capitalizzazione del flottante pari ad almeno metà della soglia;
  • avere un rapporto tra controvalore scambiato in un anno e capitalizzazione del flottante di almeno 0,75 e aver scambiato almeno 250 000 azioni in ciascuno dei sei mesi precedenti;
  • aver registrato utili positivi, secondo i principi contabili statunitensi, nell'ultimo trimestre e nella somma degli ultimi quattro;
  • essere quotata da almeno dodici mesi su una borsa statunitense ammessa: New York Stock Exchange, NYSE Arca, NYSE American, i tre mercati del Nasdaq, le borse del gruppo Cboe o la Texas Stock Exchange.

Possono far parte dell'indice le azioni ordinarie di società, comprese quelle dei fondi immobiliari quotati (real estate investment trust); sono esclusi, tra gli altri, le limited partnership e le master limited partnership, le business development company, i fondi chiusi, gli exchange-traded fund, i royalty trust, le special purpose acquisition company, le azioni privilegiate e le ricevute di deposito (ADR)[2].

Image Lo stesso argomento in dettaglio: Componenti dell'S&P 500.

Al 30 settembre 2026 i dieci titoli con il peso maggiore rappresentavano il 39,1% dell'indice e il più grande ne pesava l'8,4%; la capitalizzazione mediana dei componenti era di circa 43,5 miliardi di dollari[3]. L'elenco completo dei titoli è nella voce Componenti dell'S&P 500.

Ripartizione per settore (classificazione GICS) al 30 settembre 2026[3]
SettorePeso
Tecnologia dell'informazione39,7%
Finanza11,4%
Servizi di comunicazione9,9%
Sanità9,3%
Beni di consumo voluttuari8,6%
Industria8,0%
Beni di consumo di prima necessità4,4%
Energia3,4%
Servizi di pubblica utilità1,9%
Materiali1,7%
Immobiliare1,7%
I dieci titoli con il peso maggiore al 30 settembre 2026[3]
SocietàTickerSettore
NVIDIANVDATecnologia dell'informazione
AppleAAPLTecnologia dell'informazione
MicrosoftMSFTTecnologia dell'informazione
AmazonAMZNBeni di consumo voluttuari
Alphabet (classe A)GOOGLServizi di comunicazione
BroadcomAVGOTecnologia dell'informazione
Alphabet (classe C)GOOGServizi di comunicazione
Meta PlatformsMETAServizi di comunicazione
Micron TechnologyMUTecnologia dell'informazione
TeslaTSLABeni di consumo voluttuari

Indici derivati

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S&P Dow Jones Indices calcola diverse varianti dell'indice. Lo S&P 500 Equal Weight Index (EWI) contiene gli stessi titoli, ma a ogni ribilanciamento trimestrale assegna a ciascuna società lo stesso peso, pari allo 0,2%[8]. Lo S&P 100 e gli indici S&P 500 Top 50, Top 20 e Top 10 comprendono soltanto le società più grandi dell'indice[2].

  1. 1 2 (EN) S&P Dow Jones Indices, su investorfactbook.spglobal.com, S&P Global. URL consultato il 24 ottobre 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 (EN) S&P U.S. Indices Methodology (PDF), su spglobal.com, S&P Dow Jones Indices, luglio 2026. URL consultato il 24 ottobre 2026.
  3. 1 2 3 4 5 (EN) S&P 500®, su spglobal.com, S&P Dow Jones Indices. URL consultato il 24 ottobre 2026.
  4. 1 2 (EN) Our History, su spglobal.com, S&P Global. URL consultato il 24 ottobre 2026.
  5. 1 2 3 4 (EN) Caroline Valetkevitch, Key dates and milestones in the S&P 500's history, in Reuters, 6 maggio 2013. URL consultato il 24 ottobre 2026.
  6. ↑ (EN) Termination of Trading, Conversion and Delisting of Standard-Size Standard and Poor's 500 Stock Price Index Futures (PDF), su cmegroup.com, CME Group, 6 agosto 2021. URL consultato il 24 ottobre 2026.
  7. ↑ (EN) S&P 500® – Performance (serie storica dei valori di chiusura degli ultimi dieci anni), su spglobal.com, S&P Dow Jones Indices. URL consultato il 24 ottobre 2026.
  8. ↑ (EN) S&P 500® Equal Weight Index, su spglobal.com, S&P Dow Jones Indices. URL consultato il 24 ottobre 2026.

Voci correlate

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