S&P 500

Lo S&P 500 (Standard & Poor's 500) è un indice azionario che misura l'andamento di 500 tra le maggiori società quotate nelle borse degli Stati Uniti. È calcolato da S&P Dow Jones Indices, società controllata al 73% da S&P Global e al 27% da CME Group[1], i cui componenti sono scelti da un comitato[2].
Al 30 settembre 2026 l'indice comprendeva 503 titoli, perché tre società vi sono presenti con due classi di azioni, per una capitalizzazione complessiva di circa 68 449 miliardi di dollari; secondo S&P Dow Jones Indices copre circa l'80% della capitalizzazione disponibile del mercato azionario statunitense[3]. Il peso di ciascun titolo è proporzionale alla sua capitalizzazione calcolata sulle sole azioni liberamente negoziabili (flottante). Il valore base è 10, pari alla media del periodo 1941-1943; l'indice è stato lanciato il 4 marzo 1957 e i suoi valori sono stati ricostruiti a ritroso fino al 3 gennaio 1928[2][3].
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1923 la Standard Statistics Company creò il suo primo indice azionario, calcolato ogni settimana su 233 società statunitensi[4]; nel 1926 vi affiancò un indice giornaliero di 90 titoli[5]. Nel 1941 la fusione tra la Standard Statistics e la casa editrice Poor's Publishing diede vita a Standard & Poor's, che nel 1957 creò l'S&P 500[4]: il 4 marzo di quell'anno l'indice fu esteso a 500 società[5].
Il 31 agosto 1976 Vanguard offrì ai risparmiatori il primo fondo comune di investimento che replicava l'indice. Il 21 aprile 1982 il Chicago Mercantile Exchange avviò la negoziazione dei contratti future sull'S&P 500 e il 1º luglio 1983 il Chicago Board Options Exchange quella delle opzioni. Il 22 gennaio 1993 iniziò a essere scambiato il primo exchange-traded fund sull'indice, lo SPDR di State Street, e il 9 settembre 1997 fu introdotto il contratto future di taglio ridotto E-mini[5]. Dal 2005 il peso dei titoli è calcolato sul flottante[5]. Il contratto future originario del 1982 è stato negoziato per l'ultima volta il 17 settembre 2021[6].
Nel giugno 2012 le attività di Standard & Poor's e di Dow Jones nel campo degli indici sono confluite nella joint venture S&P Dow Jones Indices[1], che gestisce anche il Dow Jones Industrial Average.
Secondo la serie storica di S&P Dow Jones Indices, l'indice ha chiuso per la prima volta sopra i 4 000 punti il 1º aprile 2021, sopra i 5 000 il 9 febbraio 2024, sopra i 6 000 l'11 novembre 2024 e sopra i 7 000 il 15 aprile 2026. Il record di chiusura è di 7 818,93 punti, segnato il 6 ottobre 2026[7].
Metodologia
[modifica | modifica wikitesto]I componenti sono scelti da un comitato di S&P Dow Jones Indices, che valuta le società idonee e tiene conto dell'equilibrio tra i settori. La composizione non ha una revisione periodica: cambia quando serve, di solito per fusioni, acquisizioni o scissioni, mentre il numero delle azioni di ciascuna società è aggiornato ogni trimestre. Una società già presente non viene esclusa solo perché smette di rispettare uno dei requisiti di ingresso[2].
Secondo il regolamento in vigore a luglio 2026, per entrare nell'indice una società deve[2]:
- avere sede negli Stati Uniti;
- avere una capitalizzazione complessiva di almeno 22,7 miliardi di dollari (soglia aggiornata periodicamente; quella indicata è in vigore dal 1º luglio 2025);
- avere almeno il 10% delle azioni liberamente negoziabili e una capitalizzazione del flottante pari ad almeno metà della soglia;
- avere un rapporto tra controvalore scambiato in un anno e capitalizzazione del flottante di almeno 0,75 e aver scambiato almeno 250 000 azioni in ciascuno dei sei mesi precedenti;
- aver registrato utili positivi, secondo i principi contabili statunitensi, nell'ultimo trimestre e nella somma degli ultimi quattro;
- essere quotata da almeno dodici mesi su una borsa statunitense ammessa: New York Stock Exchange, NYSE Arca, NYSE American, i tre mercati del Nasdaq, le borse del gruppo Cboe o la Texas Stock Exchange.
Possono far parte dell'indice le azioni ordinarie di società, comprese quelle dei fondi immobiliari quotati (real estate investment trust); sono esclusi, tra gli altri, le limited partnership e le master limited partnership, le business development company, i fondi chiusi, gli exchange-traded fund, i royalty trust, le special purpose acquisition company, le azioni privilegiate e le ricevute di deposito (ADR)[2].
Composizione
[modifica | modifica wikitesto]Al 30 settembre 2026 i dieci titoli con il peso maggiore rappresentavano il 39,1% dell'indice e il più grande ne pesava l'8,4%; la capitalizzazione mediana dei componenti era di circa 43,5 miliardi di dollari[3]. L'elenco completo dei titoli è nella voce Componenti dell'S&P 500.
| Settore | Peso |
|---|---|
| Tecnologia dell'informazione | 39,7% |
| Finanza | 11,4% |
| Servizi di comunicazione | 9,9% |
| Sanità | 9,3% |
| Beni di consumo voluttuari | 8,6% |
| Industria | 8,0% |
| Beni di consumo di prima necessità | 4,4% |
| Energia | 3,4% |
| Servizi di pubblica utilità | 1,9% |
| Materiali | 1,7% |
| Immobiliare | 1,7% |
| Società | Ticker | Settore |
|---|---|---|
| NVIDIA | NVDA | Tecnologia dell'informazione |
| Apple | AAPL | Tecnologia dell'informazione |
| Microsoft | MSFT | Tecnologia dell'informazione |
| Amazon | AMZN | Beni di consumo voluttuari |
| Alphabet (classe A) | GOOGL | Servizi di comunicazione |
| Broadcom | AVGO | Tecnologia dell'informazione |
| Alphabet (classe C) | GOOG | Servizi di comunicazione |
| Meta Platforms | META | Servizi di comunicazione |
| Micron Technology | MU | Tecnologia dell'informazione |
| Tesla | TSLA | Beni di consumo voluttuari |
Indici derivati
[modifica | modifica wikitesto]S&P Dow Jones Indices calcola diverse varianti dell'indice. Lo S&P 500 Equal Weight Index (EWI) contiene gli stessi titoli, ma a ogni ribilanciamento trimestrale assegna a ciascuna società lo stesso peso, pari allo 0,2%[8]. Lo S&P 100 e gli indici S&P 500 Top 50, Top 20 e Top 10 comprendono soltanto le società più grandi dell'indice[2].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) S&P Dow Jones Indices, su investorfactbook.spglobal.com, S&P Global. URL consultato il 24 ottobre 2026.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) S&P U.S. Indices Methodology (PDF), su spglobal.com, S&P Dow Jones Indices, luglio 2026. URL consultato il 24 ottobre 2026.
- 1 2 3 4 5 (EN) S&P 500®, su spglobal.com, S&P Dow Jones Indices. URL consultato il 24 ottobre 2026.
- 1 2 (EN) Our History, su spglobal.com, S&P Global. URL consultato il 24 ottobre 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Caroline Valetkevitch, Key dates and milestones in the S&P 500's history, in Reuters, 6 maggio 2013. URL consultato il 24 ottobre 2026.
- ↑ (EN) Termination of Trading, Conversion and Delisting of Standard-Size Standard and Poor's 500 Stock Price Index Futures (PDF), su cmegroup.com, CME Group, 6 agosto 2021. URL consultato il 24 ottobre 2026.
- ↑ (EN) S&P 500® – Performance (serie storica dei valori di chiusura degli ultimi dieci anni), su spglobal.com, S&P Dow Jones Indices. URL consultato il 24 ottobre 2026.
- ↑ (EN) S&P 500® Equal Weight Index, su spglobal.com, S&P Dow Jones Indices. URL consultato il 24 ottobre 2026.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su spglobal.com.
- (EN) S&P 500, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) S&P 500®, su spglobal.com, S&P Dow Jones Indices.