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Sicelioti

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Sicelioti
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Guerriero siceliota con Triscele sullo scudo. Da Gela, V secolo a.C.
 
Nomi alternativiGreci di Sicilia
Luogo d'origineGrecia
Linguagreco antico (dialetto siceliota)
ReligioneEllenismo

I Sicelioti (in greco antico Σικελιῶται?, Sikeliotai) erano gli abitanti delle poleis greche di Sicilia. Si diffusero inizialmente nelle coste orientali e meridionali dell'isola, per poi colonizzare quasi interamente la costa siciliana fino alla conquista romana dell'isola.

Il termine serviva anche per differenziare i greci di Sicilia da quelli della Magna Grecia, noti col nome di Italioti.

Il nome Sicelioti deriva dal greco antico Σικελιῶται, a sua volta mutuato dal termine Σικελία (Sikelia) con cui i Siculi chiamavano l'isola di Sicilia. A raccontarlo è lo storico Tucidide:

(greco antico)
«ἐλθόντες δὲ ἐς τὴν Σικελίαν στρατὸς πολὺς τούς τε Σικανοὺς κρατοῦντες μάχῃ ἀνέστειλαν πρὸς τὰ μεσημβρινὰ καὶ ἑσπέρια αὐτῆς καὶ ἀντὶ Σικανίας Σικελίαν τὴν νῆσον ἐποίησαν καλεῖσθαι [...]»
(italiano)
«[I Siculi] vennero in Sicilia con un grosso esercito, e superati i Sicani in una battaglia li spinsero verso le zone meridionali e occidentali dell’isola, e fecero sì che essa venisse chiamata Sicilia invece di Sicania [...]»

La prima attestazione del termine è attribuita al siracusano Ermocrate, che la pronunciò durante il congresso di Gela:

(greco antico)
«[...] τὸ δὲ ξύμπαν γείτονας ὄντας καὶ ξυνοίκους μιᾶς χώρας καὶ περιῤῥύτου καὶ ὄνομα ἓν κεκλημένους Σικελιώτας»
(italiano)
«[...] noi che siamo vicini, abitiamo insieme un'unica terra, circondata dal mare, e siamo chiamati con il solo nome di Sicelioti»
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L'espansione greca nel sud Italia e in Sicilia
Image Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Sicilia greca.

Nel VIII secolo a.C. i primi coloni greci arrivarono in Sicilia, abitando prima i territori lungo le coste e poi espandendosi verso l'entroterra, scontrandosi più volte con i popoli autoctoni dell'isola (Elimi, Siculi e Sicani) e arrivando talvolta a distruggere le loro città.

Nel corso della colonizzazione dell'isola vennero fondate numerose diverse città-stato (poleis), alcune delle quali oggi non identificabili. Tra le principali, da un punto di vista storiografico, si ricordano:

Fondazione Nome Nome odierno Popolo
734 a.C. Naxos Giardini-Naxos Nasso-calcidesi
733 a.C. Syrakousai Siracusa Corinzi
729 a.C. Leontinoi Lentini Calcidesi
729 a.C. Katane Catania Nasso-calcidesi
728 a.C. Megara Iblea Augusta Megaresi
689 a.C. Gela Gela Rodio-cretesi
648 a.C. Imera Termini Imerese Zancleo-siracusani
630 a.C. Selinunte Castelvetrano Megaresi di Sicilia
598 a.C. Kamarina Scoglitti Siracusani
582 a.C. Akragas Agrigento Geloi
358 a.C. Tauromenion Taormina Nasso-calcidesi
282 a.C. Finziade Licata Akragantini

La principale lingua dei Sicelioti fu il greco antico nella sua variante siceliota (a sua volta variante del dorico), parlata soprattutto nella Sicilia orientale, a Gela e ad Agrigento.

Image Lo stesso argomento in dettaglio: Letteratura greca.
(greco antico)
«Τὸ δὲ μύθους ποιεῖν Ἐπίχαρμος καὶ Φόρμις τὸ μὲν ἐξ ἀρχῆς ἐκ Σικελίας ἦλθε [...]»
(italiano)
«A costruire storie furono Epicarmo e Formide: questo costume venne prima dalla Sicilia [...]»

Notevole fu il contributo in ambito letterario apportato dai greci sicelioti. Alcuni generi della letteratura greca, infatti, si svilupparono proprio in Sicilia: secondo Aristotele la tecnica di costruire trame (μῦθοι) nacque in Sicilia e la stessa commedia dorico-siceliota, i cui principali esponenti furono Epicarmo e Formide, servì da modello per la successiva commedia attica del V secolo a.C.[1].

Il teatro in Sicilia non si limitò alla sola commedia: a Sofrone di Siracusa viene attribuita l'invenzione del mimo greco (μῖμος), che ebbe notevole fortuna in età ellenistica soprattutto con Teocrito, a sua volta inventore della poesia bucolica. Morirono in Sicilia Frinico ed Eschilo, con quest'ultimo che rappresentò nel teatro di Siracusa alcune sue tragedie, tra cui I Persiani, la più antica tragedia greca pervenutaci.

Tra la corte intellettuali di cui si circondò il tiranno Gerone I c'erano anche i lirici Pindaro, Bacchilide, Simonide[2] e Senofane[3]. Furono attivi in Sicilia anche i poeti lirici Teognide[4] e Stesicoro[5]; vi trascorse dieci anni di esilio Saffo, periodo nel quale potrebbe esserne nata la figlia. Secondo alcuni studiosi, la stessa lirica corale potrebbe essere nata in Sicilia[6]. Nel campo della poesia è da citare Archestato, che con il suo Hedypatheia fu il primo a scrivere di gastronomia e a influenzare l'arte culinaria nel mondo greco-siceliota.

Altra grande innovazione siceliota fu la retorica: i primi manuali di tale τέχνη, infatti, sono attribuiti ai siracusani Corace e Tisia. Diogene Laerzio ritenne inventore della retorica l'akragantino Empedocle, uno dei più importanti filosofi presocratici: tra i suoi allievi vi fu Gorgia da Leontinoi, uno dei primi sofisti, che insieme con Polo di Agrigento (suo allievo) e Tisia introdusse ad Atene l'arte retorica.

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Da sinistra a destra, sopra: il tempio della Concordia e il tempio di Era, ad Agrigento; sotto: il tempio E di Selinunte e il tempio di Segesta

Architettura sacra

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Dell'architettura sacra in Sicilia rimangono notevoli vestigia, soprattutto nelle aree archeologiche di Agrigento e Selinunte. L'ordine architettonico prevalentemente adoperato era il dorico, con cui furono costruiti i principali templi dell'isola: i migliori esempi, per stato di conservazione, sono il Tempio della Concordia, il Tempio di Segesta e il Tempio E di Selinunte. Più scarsi gli esempi di ordine ionico, rintracciabili nei resti dell'Artemision di Siracusa o del cosiddetto Oratorio di Falaride di Agrigento.

Diffusi anche i santuari costruiti extra moenia: si ricordano il Thesmophorion di Bitalemi a Gela, di Demetra e Kore a Eloro, di Demetra Malophoros a Selinunte e il temenos del VI secolo a.C. di Naxos.

Architettura civile

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Image Lo stesso argomento in dettaglio: Teatri antichi della Sicilia e Bagni greci.
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Teatro greco di Siracusa

I sicelioti abbellirono le proprie città con numerosi teatri, utilizzati per mettere in scena rappresentazione tragiche e comode. Tra i più celebri si ricordano il teatro greco di Siracusa, il teatro di Segesta e di Morgantina.

Diffusi anche i bagni, antenati delle future terme romane, fioriti soprattutto in età ellenistica. I maggiori esempi sono i bagni greci di Gela e le terme di Morgantina.

Architettura militare

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Mura timoleontee di Gela

Le più importanti città siceliote erano cinte da fortificazioni, essenziali per difendersi dagli attacchi dei popoli indigeni e anche stranieri, come i Cartaginesi. Importanti testimonianze in tal senso sono le mura dionigiane di Siracusa e le mura timoleontee di Gela, queste ultime rinvenute in eccezionale stato di conservazione.

  1. ↑ Rossi-Nicolai, p. 280.
  2. ↑ Callimaco riferisce che Simonide fu sepolto ad Akragas.
  3. ↑ Musti, 300.
  4. ↑ Teognide, originario di Megara Nisea, visse parte del suo esilio a Megara Iblea; Platone lo ritiene cittadino di quest'ultima città (Leggi 630 a); cfr. Ross-Nicolai, 275.
  5. ↑ Probabilmente nato a Himera, la sua tomba, stando alle informazioni offerte dalla Suda e da Fozio, si localizzava a Katane; cfr. Ross-Nicolai, 314.
  6. ↑ Grinbaum, 1968, 73.
  • Natan Solomonovich Grinbaum, La koinè micenea e il problema della formazione della lingua della lirica corale greca antica, in Atti e memorie del 1º congresso internazionale di micenologia, n. 1968, pp. 71-75.
  • Francesco Carubia, Sicelioti: un viaggio infinito con Enea e Ulisse, con Empedocle ed Archimede, con Ercole in Atlantide, alla ricerca delle figlie di Cerere, Youcanprint Ed. 2021. ISBN 979 12 20347 27 3.
  • Domenico Musti, Storia greca. Linee di sviluppo dall'età micenea all'età romana, Milano, Edizione Mondolibri, 2006, ISBN 8022264759373.
  • Luigi Enrico Rossi, Roberto Nicolai, Corso integrato di letteratura greca. L'età classica, Grassina (Bagno a Ripoli), Le Monnier, 2006, ISBN 978-88-00-20328-9.

Voci correlate

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