Sorelle Materassi (film)
Sorelle Materassi è un film del 1944 diretto da Ferdinando Maria Poggioli.
Trama
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Settignano, borgo sulle colline di Firenze. Teresa e Carolina sono due sorelle zitelle che, con le loro mani d'oro, sono diventate ricche confezionando biancheria e abiti da sposa. Sarte e ricamatrici, sono tanto famose da essere state addirittura invitate a Roma dal Papa. Nella casa sono con loro la fidata domestica Niobe e la cinica terza sorella Giselda, l'unica sposata ma ormai abbandonata dal marito.
La tranquillità della casa viene turbata dall'arrivo del nipote Remo, rimasto orfano. Bello e viziato, il nipote porta un soffio di ambigua allegria nella monotona routine delle zie; ma il giovane scansafatiche vive nel lusso, frequenta ristoranti prestigiosi ed è attorniato da donne, giovani e non più, attratte dal suo fascino. Per condurre la sua vita dispendiosa, si fa anche prestare forti somme di denaro, che qualcuno dovrà prima o poi pur pagare. A contatto con la sua esuberanza e il suo fascino malandrino, le zie si sentono ringiovanite e invase da una morbosa frenesia di affetto. Il giovane sfrutta così il suo ascendente verso le zie, che si rendono disponibili a saldare i suoi debiti, riducendosi addirittura, non senza amarezza, a firmare cambiali e ad esporsi al ridicolo. La giovane collaboratrice Laurina rimane incinta di Remo, ma le trovano prontamente un marito di rincalzo, perché la ragazza non viene ritenuta "adatta" al bel nipote.

Nel frattempo Remo si è trovato un lavoro presso una concessionaria di auto di lusso, dove, con il suo carisma, riesce facilmente a vendere auto a benestanti signore. Appare quindi in scena la bella ereditiera e viziatissima Peggy che, arrivata in vacanza dall'Argentina e affascinata dal seducente giovane, acquista una costosa automobile, pretendendo però che egli la riporti a casa con l'auto appena comprata. Remo è contrariato e irritato da queste pretese e non vorrebbe acconsentire a fare da autista alla capricciosa donna; ma il padrone della concessionaria, temendo di perdere un'importante vendita, lo obbliga ad acconsentire alle richieste di Peggy. Nel viaggio la ragazza, ormai innamoratasi di Remo, riesce con uno stratagemma a passare la notte in un albergo con lui; Remo, subendone infine il fascino, acconsente alla sua proposta di matrimonio. La notizia viene accolta con sconforto e avvilimento in casa Materassi, dove ormai tutte e tre le zie — anche la riluttante Giselda — e la domestica sono segretamente innamorate del giovane.
Le due zitelle accompagnano Remo in chiesa vestite anche loro con l'abito bianco tra due ali di folla ilare. Tra pianti e strepiti, i novelli sposi partono per l'America e la tristezza ripiomba nella casa, dove le zie riprendono la monotonia della loro vita con il vecchio lavoro.[1]
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Il film si basa sul romanzo omonimo di Aldo Palazzeschi. Con una sceneggiatura firmata da Bernard Zimmer, fu girato a Cinecittà. Il visto censura è del 26 ottobre 1943 n. 32029, ma il film uscì in prima visione pubblica, nelle sale di Roma, solo il 19 dicembre del 1944, a guerra non ancora finita. Fu poi distribuito con modalità molto approssimative, a causa delle vicissitudini italiane dopo l'8 settembre. Tra l'altro fu terminato da Poggioli dopo la liberazione. Il successo del film arriverà nel 1945.[2]
Differenze con il romanzo
[modifica | modifica wikitesto]Oltre a discrepanze minori – come l'inclusione nel film del personaggio della scultrice – le differenze principali col romanzo (nella sua redazione del 1934) si rilevano nelle figure di Remo e Peggy. Remo, in Palazzeschi, è il figlio di Augusta, un'altra sorella Materassi abitante ad Ancona; morta Augusta, le ricamatrici accolgono il nipote quattordicenne, che non avevano mai visto in precedenza, in casa propria, dove si soffermerà per una decina d'anni, nel corso dei quali svariate vicende ne mettono in luce il carattere e le particolarità. In Palazzeschi sono assenti le scene riguardanti il rapporto fra Remo e Peggy: quest'ultima infatti (nel romanzo è statunitense e non argentina) figura solo in prossimità del matrimonio e durante la celebrazione, mentre da parte sua Remo non appare aver trovato lavoro presso un concessionario d'auto.
Un personaggio piuttosto importante nel romanzo (con il nome di Belisario[3], soprannominato "Palle") è Otello, amico di Remo, che nel film appare sporadicamente solo verso l'inizio della pellicola. Le particolari condizioni della loro amicizia sono fatte oggetto di disamina nel libro. Inoltre nel film è passata in secondo piano, se non totalmente sottaciuta, la situazione economica cangiante delle sorelle Materassi, che, dopo un'infanzia e prima giovinezza passate negli stenti in virtù della dissolutezza del padre, hanno saputo, col loro incessante lavoro, risollevarsi fino a raggiungere uno stato di agiatezza, che le intemperanze di Remo hanno gradualmente corroso fino a ridurle, alla partenza del nipote con la moglie, in estrema povertà, dalla quale – di nuovo – pare possano risorgere sempre col duro lavoro[4].
Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Aldo Palazzeschi, Sorelle Materassi – edizione 1934, a cura di Francesca Serra, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2018, ISBN 978-88-04-70157-6.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sorelle Materassi, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Sorelle Materassi, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Sorelle Materassi, su Archivio del Cinema Italiano, ANICA.
- (EN) Sorelle Materassi, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Sorelle Materassi, su AllMovie, All Media Network.
- (EN, ES) Sorelle Materassi, su FilmAffinity.
- (EN) Sorelle Materassi, su Box Office Mojo, IMDb.com.
