È TEMPO DI METTERE DA PARTE L’ORIGINALE per abbracciare il nuovo. Miami Vice ’85 potrebbe, infatti, cambiare l’immaginario che associamo alla serie poliziesca più influente per la moda. Tutt’oggi, il menswear guarda a quell’inedito mix & match di colori sorbetto e occhiali da sole a goccia che hanno definito lo stile maschile durante l’estate. Rigorosamente anni Ottanta, profondamente gioioso. E nel futuro prossimo non è detto che una versione molto simile detterà tendenza, ancora una volta.
“Miami Vice ’85”: come cambierà l’estetica della serie poliziesca più influente per la moda
Il sequel della celebre serie televisiva preannuncia un menswear colorato e gioioso. Che guarderà all’originale, ma cambiando qualcosa
Austin Butler e Danny Ramirez sul set di Miami Vice '85. (Jose Perez/Bauer-Griffin/GC Images)
Sonny e Rico, i due detective sotto copertura di Miami Vice. (Getty Images)
La moda di Miami Vice ’85
Intitolato Miami Vice ’85, il film diretto da Joseph Kosinski riporta sullo schermo l’immaginario di una Miami sospesa tra lusso ostentato e criminalità. Ma prima ancora di arrivare al cinema, è il guardaroba dei protagonisti a suggerire quale potrebbe essere la direzione estetica del progetto. Le prime immagini dal set mostrano una palette cromatica che sembra uscita direttamente dagli archivi degli anni Ottanta. Quindi: tonalità pastello, camicie leggere, completi dalle linee morbide e un’eleganza rilassata che non ha bisogno della cravatta per farsi notare.
Il riferimento alla serie originale è inevitabile. Quando Miami Vice debuttò nel 1984, il detective Sonny Crockett - interpretato da Don Johnson - contribuì a ridefinire l’idea di abbigliamento maschile in televisione. A suon di giacche destrutturate, T-shirt sotto i blazer, pantaloni chiari e mocassini portati senza calze. Non più soltanto l’uniforme professionale, ma un insieme di capi capaci di raccontare un modo di vivere informale, sensuale, disinvolto.
Austin Butler (Jose Perez/Bauer-Griffin/GC Images).
Dal guardaroba di Sonny Crockett al nuovo menswear
È proprio quella formula che Miami Vice ’85 sembra voler recuperare. Nonostante si stiano già facendo strada alcuni dubbi, prima dell’uscita prevista nel 2028: cosa il sequel sceglierà di conservarne e che cosa, invece, potrà reinventare? Il rischio di un’operazione nostalgica è quello di trasformare un’estetica nata in un preciso contesto culturale in una successione di citazioni. Dal blazer color crema, alla camicia rosa, fino agli occhiali da sole.
C’è, poi, un elemento che rende l’immaginario di Miami Vice particolarmente attuale: la sua idea di eleganza estiva. Lontana dalla compostezza del completo tradizionale e dall’approccio più rigoroso al quiet luxury, questa estetica privilegia una certa dose di esibizionismo. Vestirsi bene significa, ormai, suggerire un’attitudine. È tutto narrativo, meno pratico, e talvolta nostalgico. Come la moda stessa ci ha insegnato negli ultimi anni.
Così, il lusso non viene raccontato attraverso la qualità dei capi o la precisione della costruzione sartoriale, ma attraverso il modo in cui vengono indossati. Una giacca lasciata aperta, una camicia portata fuori dai pantaloni, un colore insolito accostato a un altro apparentemente incompatibile. Praticamente, dettagli che contribuiscono a creare un’immagine personale, solo in apparenza.
Walton Goggins (Jose Perez/Bauer-Griffin/GC Images).
Cosa ci dice Miami Vice ’85
Se le prime immagini dal set anticipano davvero la direzione del film, Miami Vice ’85 potrebbe riportare al centro della scena un guardaroba maschile più espressivo. In cui il colore torna a essere protagonista e la leggerezza diventa una forma di sicurezza estetica.
Non necessariamente una replica degli anni Ottanta, quindi, ma una loro rilettura alla luce delle sensibilità contemporanea. Incarnata oggi da Austin Butler, nei panni di Sonny Crockett, e Michael B. Jordan, in quelli di Ricardo Tubbs, suo partner in crime.
Del resto, il lascito più importante della serie originale è stato dimostrare che anche un poliziotto televisivo poteva cambiare il modo in cui gli uomini si vestivano. Poteva persino essere cool, diremmo oggi. E, ammettiamolo, addirittura sensuale per via di una maglietta e di una giacca ben messe. Quarant’anni dopo, il sequel potrebbe ripartire proprio dalla possibilità che un guardaroba nato per raccontare una storia criminale finisca, ancora una volta, per dettare le regole della moda.