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Adattamento

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La selezione naturale genera l'adattamento, come quello visibile nell'orso polare (Ursus maritimus) che abita l'ambiente artico. Questi orsi si confondono con lo sfondo bianco, il che li agevola nella predazione; l'isolamento termico è assicurato da spessi pannelli adiposi che li proteggono dalle temperature sotto zero

In biologia l'adattamento è la facoltà degli organismi viventi di mutare le proprie caratteristiche morfologiche, anatomiche, fisiologiche, metaboliche e comportamentali, consentendo loro di adattarsi alle condizioni dell'ambiente nel quale vivono.[1]

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La selezione naturale produce organismi che sono finemente adattati al loro ambiente, come questo geco muschiato dalla coda a foglia (Uroplatus sikorae) dalla colorazione mimetica di tipo criptico, che gli permette di confondersi nel suo ambiente naturale e nascondersi da prede e predatori

Gli organismi viventi sono adattati, sia morfologicamente sia funzionalmente, all’ambiente nel quale vivono. Il mondo naturale è pieno di esempi di organismi che si sono ben adattati per la vita nei loro ambienti. Questa relazione tra gli organismi e il loro ambiente mette in evidenza i loro adattamenti, cioè le caratteristiche degli organismi che migliorano la loro fitness, ossia la loro capacità di sopravvivere e riprodursi nel proprio ambiente. Gli adattamenti sono il risultato della selezione naturale: l’adattamento all’ambiente è un prodotto dell’evoluzione per selezione naturale. L’evoluzione e l’ecologia sono associate al concetto di adattamento. Un organismo si evolve per adattarsi all’ambiente mutevole; gli studiosi indicano con il termine adattamento una caratteristica che rende l’organismo più adatto (idoneo) al suo stile di vita in quell’ambiente.[2]

In particolare, l'adattamento è riferito alle modificazioni di una struttura anatomica, un processo fisiologico o un tratto comportamentale di un organismo che si è evoluto in un certo periodo di tempo come effetto della selezione naturale, in maniera tale da aumentare il successo riproduttivo di tale organismo (nelle determinate condizioni ambientali in cui l'organismo si trova).

L'adattamento può aumentare l'efficienza nel procurarsi o utilizzare le risorse fondamentali quali aria, luce, acqua e nutrimento, permettere di sopportare determinate condizioni fisiche difficili, quali basse o elevate temperature, e l'assenza di luce o aumentare la capacità di difendersi da un predatore.

Esempi di adattamenti includono caratteristiche morfologiche ed anatomiche ben visibili, caratteristiche comportamentali ben osservabili, ma anche caratteristiche meno visibili, come può essere, in una pianta del deserto, un enzima che riesce a funzionare a temperature elevate alle quali la maggior parte degli enzimi si denaturerebbe, consentendo alla pianta di crescere nel suo ambiente.[2]

Definizioni amministrative e normative

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Secondo il Glossario Dinamico ISPRA-CATAP, per adattamento si intende l'adeguamento di un organismo, una specie o di un sistema ambientale al modificarsi delle condizioni esterne.[1]

Esempi di adattamento

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Se la stupefacente biodiversità che noi osserviamo è frutto di un processo che porta gli organismi ad adattarsi sempre meglio all’ambiente, l’adattamento deve essere inteso come il punto di partenza di tutte le principali teorie dell’evoluzione: l’adattamento è l’aspetto principale della natura che ogni teoria evoluzionistica deve spiegare.

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Tre esempi di modificazioni del becco nei fringuelli delle Galápagos

Durante il viaggio del Beagle, il naturalista inglese Charles Darwin osservò molti esempi di adattamento, cioè di caratteristiche ereditabili degli organismi viventi che ne favoriscono la sopravvivenza e la riproduzione in determinati ambienti. Più tardi, quando riesaminò le sue osservazioni, Darwin iniziò ad interpretare l’adattamento all’ambiente e la nascita di nuove specie come processi strettamente correlati. Una nuova specie poteva originarsi da una forma ancestrale grazie al progressivo accumulo di adattamenti ad un ambiente differente? Studi compiuti molti anni più tardi rispetto al viaggio di Darwin confermarono che questo era proprio ciò che era accaduto ai diversi gruppi di fringuelli delle Galápagos. Sulle isole Galápagos vive più di una dozzina di specie di fringuelli strettamente imparentate. Alcune di queste specie vivono su un'unica isola. Le differenze più marcate riguardano il becco, adattato ad una dieta specifica: le varie forme del becco e il foraggiamento dei fringuelli si sono adattati al tipo di risorse alimentari disponibili sull’isola di appartenenza.[2]

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Il lungo ed affilato becco del fringuello dei cactus (Geospiza scandens) consente a questo uccello di strappare e mangiare i fiori e la polpa del cactus
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Il fringuello verde canoro (Certhidea olivacea) usa il suo becco stretto ed appuntito per predare gli insetti

Il lungo ed affilato becco del fringuello dei cactus (Geospiza scandens) consente a questo uccello di strappare e mangiare i fiori e la polpa del cactus. Il grosso fringuello di terra (Geospiza magnirostris) ha un grande becco adatto per schiacciare i semi caduti a terra. Il fringuello verde canoro (Certhidea olivacea) usa il suo becco stretto ed appuntito per predare gli insetti.[2]

Darwin si rese conto che la spiegazione di tali adattamenti era fondamentale per comprendere l’evoluzione. Come sarà riportato in seguito, la sua interpretazione sull’origine dell’adattamento era centrata sulla selezione naturale, secondo cui gli individui che hanno ereditato determinati caratteri tendono a sopravvivere più a lungo e a essere più prolifici dal punto di vista riproduttivo rispetto agli altri individui proprio grazie a quei caratteri.[2]

La selezione naturale non è un processo casuale. Quando la selezione naturale opera, gli individui con alcuni alleli lasciano più discendenti di quanto non facciano gli individui con altri alleli. Da sempre favorendo gli individui con alcuni alleli rispetto agli individui con altri, la selezione naturale provoca l’evoluzione adattativa (che chiamiamo semplicemente adattamento), un processo di cambiamento in cui caratteristiche che conferiscono vantaggi riproduttivi o di sopravvivenza tendono ad aumentare di frequenza nel tempo. Questo processo tende ad aumentare l’efficacia di un adattamento su cui agisce la selezione, facendo sì che la relazione tra gli organismi ed il loro ambiente migliori nel tempo.[2]

Il concetto di adattamento per mezzo della selezione naturale ha un ruolo centrale nella scienza dell’ecologia. Secondo un approccio autoecologico, lo studio delle relazioni tra gli organismi e il loro ambiente è lo studio degli adattamenti.[2]

Gli adattamenti rappresentano le caratteristiche che rendono un organismo in grado di sopravvivere, accrescersi e riprodursi in funzione delle condizioni ambientali prevalenti. Allo stesso modo, gli adattamenti governano le relazioni degli organismi tra loro, sia all’interno di una stessa specie sia tra specie diverse. Capire come gli adattamenti possano favorire il funzionamento di un organismo in date condizioni ambientali, così come lo possano ostacolare in ambienti differenti, è fondamentale per la comprensione della distribuzione e dell’abbondanza delle specie, obiettivo prioritario della scienza ecologica. La trasmissione dei caratteri comportamentali, morfologici e fisiologici da una generazione a quella successiva, e il processo di comparsa di caratteri inediti che forniscono un vantaggio adattativo agli individui che li portano sono processi che si spiegano a livello genetico.[2]

  1. 1 2 ISPRA-CATAP, Glossario dinamico per l'Ambiente ed il Paesaggio (PDF), 78.1ª ed., 2012, p. 22, ISBN 978-88-448-0534-0.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 Smith T. M., Smith R. L. Fondamenti di ecologia. Pearson.

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