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Sualocin

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Sualocin A / Ba / Bb
Sualocin
Image
ClassificazioneStella binaria
Classe spettraleB9IV (A)
Distanza dal Sole254 anni luce[1]
CostellazioneDelfino
Coordinate
(all'epoca J2000.0)
Ascensione retta20h 39m 38,287s
Declinazione+15° 54 43,49
Parametri orbitali
Semiasse maggioreA-B: 12,7 UA
Ba-Bb: 0,281 UA[2]
Periodo orbitaleA-B: 19,9 anni
Ba-Bb: 29,987 giorni[2]
Inclinazione orbitaleA-B: 161,01°
Ba-Bb: 22,11°[2]
EccentricitàA-B: 0,4615
Ba-Bb: 0,076[2]
Dati fisici
Raggio medio4,1 / ? R
Massa
3,83 / 1,82 / 1,49 M
Temperatura
superficiale
  • A: 11643±396 K[3] (media)
Luminosità
175 / 18 L
Età stimata140[4]-227 milioni di anni[3]
Dati osservativi
Magnitudine app.+3,9 / 6,4
Magnitudine ass.
  • -0,57 (A+B)
Parallasse12,85±0,44 mas[1]
Velocità radiale-3,4
Nomenclature alternative
α Del, 9 Del, BD +15 4222, CCDM J20396+1555A/G, HD 196867, HIP 101958, HR 7906, SAO 106357

Sualocin (α Delphini) è un sistema stellare triplo della costellazione del Delfino. Dista circa 254 anni luce dal Sole.

Si tratta di una stella situata nell'emisfero celeste boreale; grazie alla sua posizione non fortemente boreale, può essere osservata dalla gran parte delle regioni della Terra, sebbene gli osservatori dell'emisfero nord siano più avvantaggiati. Nei pressi del circolo polare artico appare circumpolare, mentre resta sempre invisibile solo in prossimità dell'Antartide. Essendo di magnitudine 3,8, la si può osservare anche dai piccoli centri urbani senza difficoltà, sebbene un cielo non eccessivamente inquinato sia maggiormente indicato per la sua individuazione

Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra fine giugno e novembre; nell'emisfero sud è visibile anche per tutta la primavera, grazie alla declinazione australe della stella, mentre nell'emisfero nord può essere osservata in particolare durante i mesi della tarda estate boreale.

Caratteristiche del sistema

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Sualocin A ha una magnitudine apparente di +3,77, ed è di tipo spettrale B9IV[5]; questo indicherebbe una stella subgigante blu, con massa quasi 4 volte quella del Sole e con un raggio 4 volte superiore.[2] Possiede un'alta velocità rotazionale: circa 160 km/s, 70 volte maggiore rispetto a quella solare[6].

Sualocin-B, separata di 1 secondo d'arco dalla principale, è una stella di classe A di sequenza principale. Tramite il satellite Hipparcos si è potuto stabilire che Sualocin-B presenta una luminosità pari ad un decimo rispetto a quella della sua compagna. Le due stelle orbitano fra loro ad una distanza di circa 12 UA con un periodo di 17 anni.[2]

Nel 2021 si è scoperto che la componente secondaria è a sua volta doppia, le cui componente sono distanziate tra loro circa 0,28 UA e orbitano una attorno all'altra in 30 giorni; l'orbita è quasi circolare ma atipica, poiché è retrograda rispetto alla loro orbita attorno alla componente principale. Le masse delle due componenti Ba e Bb sono rispettivamente di 1,82 e 1,49 quella del Sole.[2]

Lo Washington Double Star Catalog elenca altre cinque deboli compagne visuali, a distanze che vanno da 36 a 72 secondi d'arco, molto probabilmente solo ottiche, in quanto le parallassi misurate dal satellite Gaia indicano una diversa distanza dalla Terra rispetto al sistema triplo.[7]

Il misterioso nome Sualocin, così come quello di Rotanev (β Delphini), comparve per la prima volta nel catalogo stellare di Palermo del 1814. Con un lavoro quasi da detective, l'astronomo inglese del XIX secolo Thomas Webb scoprì l'origine di questi due nomi alquanto bizzarri: non erano altro che il nome (Nicolaus) e il cognome (Venator) latinizzati e scritti al contrario dell'assistente del famoso astronomo Giuseppe Piazzi, Nicolò Cacciatore (Nicolaus Venator, appunto)[8].

  1. 1 2 F. van Leeuwen, Validation of the new Hipparcos reduction, in Astronomy and Astrophysics, vol. 474, n. 2, Novembre 2007, pp. 653–664, DOI:10.1051/0004-6361:20078357.arΧiv:0708.1752
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Tyler Gardner, ARMADA. I. Triple Companions Detected in B-type Binaries α Del and ν Gem, in The Astronomical Journal, vol. 161, n. 1, 2021, DOI:10.3847/1538-3881/abcf4e.
  3. 1 2 Trevor J. David e Lynne A. Hillenbrand, The ages of early-type stars: strömgren photometric methods calibrated, validated, tested, and applied to hosts and prospective hosts of directly imaged exoplanets, in The Astrophysical Journal, vol. 804, n. 2, 2015.
  4. G. H. Rieke, K. Y. L. Su, J. A. Stansberry, D. Trilling, G. Bryden, J. Muzerolle, B. White, N. Gorlova, E. T. Young, C. A. Beichman, K. R. Stapelfeldt & D. C. Hines, Decay of Planetary Debris Disks, in Astrophysical Journal, vol. 620, n. 2, 2005, pp. 1010-1026.
  5. Alfa Delphini - Star in double system (SIMBAD)
  6. Sualocin (Stars, Jim Kaler), su stars.astro.illinois.edu (archiviato il 6 settembre 2008).
  7. A. Vallenari et al., Gaia Data Release 3. Summary of the content and survey properties, in Astronomy and Astrophysics, vol. 674, A1, 2023, Bibcode:2023A%26A...674A...1G, DOI:10.1051/0004-6361/202243940, arXiv:2208.00211. [ Dati di Gaia DR3 della stella su VizieR]
  8. Sualocin (The Fixed Stars), su constellationsofwords.com.
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