Betulaceae
| Betulacee | |
|---|---|
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superrosidi |
| (clade) | Rosidi |
| (clade) | Eurosidi |
| (clade) | Eurosidi I |
| Ordine | Fagales |
| Famiglia | Betulaceae Gray, 1821 |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Fagales |
| Famiglia | Betulaceae |
| Generi | |
| Areale | |
Le Betulacee (Betulaceae Gray, 1821) sono una famiglia di alberi e arbusti appartenenti all'ordine Fagales[1] diffusi in Europa, Asia, Nordafrica e nelle due Americhe in zone temperate e fredde. La famiglia prende nome dalla betulla (gen. Betula). Vi appartengono circa 150 specie di piante di altezze medie, a crescita rapida e poco longeve.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Le Betulacee sono tutte piante legnose (sia arboree sia arbustive) a foglie semplici, alterne, quasi sempre caduche. Il margine delle foglie è dentato e alla base del picciolo sono presenti le stipole caduche.
I fiori sono poco appariscenti, riuniti in infiorescenze, unisessuali (le specie sono però monoiche). Le infiorescenze pendule prendono il nome di amenti. L'impollinazione è effettuata dal vento.
I frutti secchi (tecnicamente nucule) hanno aspetti vari (assomigliano a piccole pigne nel genere Alnus, sono le ben note nocciole nel genere Corylus) e sono generalmente riuniti in gruppi di 2-3 alla base di una squama che può racchiuderli parzialmente.
Tassonomia
[modifica | modifica wikitesto]Le Betulacee sono state da sempre attribuite all'ordine delle Fagali. Anche la recente classificazione APG conferma questa attribuzione.
In passato, nella classificazione di Cronquist, si mantenevano distinte due famiglie: Betulacee (con i generi Betula ed Alnus) e Corilacee (con i generi Corylus, Ostrya, Carpinus, Ostyopsis). Questa distinzione è ridotta dall'APG a livello di sottofamiglie.
In questa famiglia sono riconosciuti i seguenti generi:[2][3]
per un totale di circa 60 specie.
- Sottofamiglia Coryloideae:
- Carpinus L.
- Corylus L.
- Ostrya Scop.
- Ostryopsis Decne.
per un totale di circa 50 specie.
Le due sottofamiglie si riconoscono per alcuni caratteri:[senza fonte]
Betuloideae: hanno fiori femminili nudi e fiori maschili provvisti di perianzio, i frutti sono separati da brattee e bratteole
Coryloideae: hanno fiori femminili perianziti e fiori maschili nudi, i frutti sono ricoperti da un involucro.
Tutti i generi, escluso Ostryopsis, sono presenti nella flora spontanea italiana.
Storia evolutiva della famiglia
[modifica | modifica wikitesto]Si pensa che la famiglia sia originaria della Cina centrale e si sia differenziata alla fine del Cretaceo (circa 70 milioni di anni fa). L'ipotesi è supportata dal fatto che i sei generi della famiglia sono nativi di queste regioni e che molte delle 52 specie hanno comportamento endemico in Cina.
Fossili
[modifica | modifica wikitesto]I più antichi fossili attribuiti a questa famiglia risalgono a circa 20 milioni di anni fa.
Usi
[modifica | modifica wikitesto]Alla famiglia appartiene il nocciolo (Corylus avellana L.) specie ampiamente coltivata per i suoi frutti eduli. Altri generi, particolarmente le betulle, sono impiegati come essenze ornamentali nei parchi e nei giardini.
Il legno del carpino, duro ed elastico, veniva usato tradizionalmente come legno da lavoro (utensili, manici di attrezzi, ecc.) nelle regioni del Nord Europa.
Il legno dell'ontano è resistente all'acqua e all'immersione, veniva utilizzato per la costruzione di palafitte (secondo alcune fonti parte dei pali su cui poggia Venezia sono o erano in legno di ontano nero, Alnus glutinosa L., oltre che di larice e di rovere). Ancora oggi trova impiego nel consolidamento dei versanti e nei lavori di sistemazione idraulica in cui vi sia immersione del palo. I frutti secchi (comunemente definite pignette di ontano), vengono usati in acquariofilia per abbassare il pH dell'acqua e per rilasciare acidi umici al fine di garantire il benessere di pesci ed invertebrati.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
- ↑ (EN) Betulaceae Gray, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 16 gennaio 2021.
- ↑ (EN) Fagales, su Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 15 gennaio 2021.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Chen, Z.D., Manchester, S.R., & Sun, H.Y., 1999. Phylogeny and evolution of the Betulaceae as inferred from DNA sequences, morphology, and palaeobotany. American Journal of Botany, 86: 1168-1181.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Betulacee, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Betulaceae, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Betulaceae, su Catalogue of Life.
- (EN) Betulaceae, su Fossilworks.org.
- (EN) Betulaceae, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Betulaceae, su npgsweb.ars-grin.gov.
- (EN) Betulaceae, su International Plant Names Index.
- (EN) Betulaceae, su ITIS.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 24688 · LCCN (EN) sh85013490 · GND (DE) 4145679-8 · BNF (FR) cb12260218n (data) · J9U (EN, HE) 987007284614805171 · NDL (EN, JA) 00708279 |
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