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Codice catastale

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Con codice catastale si indica un codice utilizzato dall'amministrazione italiana per identificare un comune italiano o uno Stato estero. Esistono però due diversi tipi di codice che sono utilizzati a fini catastali, il codice nazionale e il codice catastale.

Codice nazionale

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Il codice nazionale è indicato anche come codice Belfiore o codice amministrativo catastale o codice catastale. È un codice identificativo univoco assegnato a ogni comune italiano e Stato estero. L'assegnazione in passato era effettuata dalla Direzione generale del catasto e dei servizi tecnici erariali del Ministero delle finanze che provvedeva alla loro pubblicazione;[1] attualmente è invece assegnato dall'Agenzia delle entrate.[2]

È composto da un carattere alfabetico seguito da tre caratteri numerici[1] (ad esempio per Roma è H501, mentre per Milano è F205). Il codice non è parlante, ma è specificato che la lettera Z iniziale è riservata agli Stati esteri (utilizzabili da Z001 a Z997; Z000 è utilizzato per indicare l'Italia nei moduli in cui il campo codice catastale del comune sia separato da e non equipollente al campo codice catastale della nazione, mentre i codici Z998 e Z999 indicano rispettivamente nazione sconosciuta e apolidia). Poiché il codice fiscale italiano è da calcolarsi secondo la situazione politica al momento della nascita, continuano a rimanere in vigore i codici di paesi ormai dissoltisi, anche se non è raro che molti richiedenti indichino il proprio luogo di nascita secondo i confini più recenti (ad esempio, un nato a Priština nel 1990 dovrebbe ricevere il codice catastale Z118 della Iugoslavia, ma se il suo luogo di nascita è indicato come Prishtinë, Kosovo, gli può venir assegnato il codice Z160 del Kosovo). Sono altresì presenti anche codici catastali di territori non-sovrani, come ad esempio l'Isola di Man oppure l'Isola di Pasqua, che però sono sconsigliati perché offuscano la sovranità del territorio al momento della nascita del contribuente. Eccezione fa il codice catastale Z260, per Gerusalemme, che si riferisce ad una singola città di sovranità contesa.

Inizialmente il codice fu attribuito in ordine alfabetico a tutti i comuni (anche se già soppressi o precedenti all'annessione all'Italia) utilizzando i codici da A001 Abano Terme a M206 Zuri (comune soppresso nel 1927). Successivamente il codice fu assegnato in ordine cronologico: M207 a Lariano, costituito dal 15 ottobre 1967;[3] M208 a Lamezia Terme, costituito dal 28 novembre 1968.[4]

Il codice nazionale è inserito nel codice fiscale delle persone fisiche residenti in Italia per indicare il comune o lo Stato estero di nascita; nel codice fiscale, composto da 16 caratteri alfanumerici, il codice nazionale occupa le posizioni da 12 a 15, appena prima del carattere finale di controllo.[1]

Codice catastale

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Il codice catastale effettivo è utilizzato per identificare i comuni italiani (non sono perciò considerati gli stati esteri).

Questo codice è composto da quattro caratteri:

  • un carattere alfabetico e uno numerico, che identificano la provincia in cui era posto il comune all'epoca della creazione del codice
  • due caratteri alfabetici che identificano il comune, con la sequenza AA che identifica il capoluogo di provincia (non per le nuove province)

Ad esempio per Roma il codice è M1AA e per Milano C1AA. Poiché il codice non viene modificato in caso di cambio di provincia, i comuni dell'attuale provincia di Biella (creata nel 1992) hanno identificativo che inizia con A6 relativo alla provincia originaria di Vercelli.[5]

Per i comuni divisi in più sezioni censuarie, una quinta lettera indica la sezione. Ad esempio il comune di Pavia ha codice C7AA, ma sono presenti sezioni censuarie da A a G.[6]

  1. 1 2 3 Articolo 5 in Sistemi di codificazione dei soggetti da iscrivere all'anagrafe tributaria, in Gazzetta Ufficiale, 15 marzo 1974.
  2. Attribuzione del codice M432, nell’Archivio Comuni e Stati Esteri, per il nuovo Comune di Misiliscemi, su Agenzia delle entrate.
  3. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 agosto 1967, n. 852, in Gazzetta Ufficiale, 30 settembre 1967.
  4. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 settembre 1968, n. 1134, in Gazzetta Ufficiale, 13 novembre 1968.
  5. Consultazione Archivio Comuni e Stati Esteri, su Agenzia delle entrate. URL consultato l'11 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2022).
  6. Geoportale Cartografico Catastale, su Agenzia delle entrate.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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