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Misticismo nazista

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Il Schwarze Sonne ("Sole Nero"), già utilizzato da antiche popolazioni germaniche e dai Merovingi, è una ruota solare[1] adottata nel sistema iconografico delle SS, della società Società Thule e da altre organizzazioni del periodo nazionalsocialista[2] ma con un significato mai chiarito,[1] spesso associato al mito del Vril.[3]

Il misticismo nazista (in tedesco Nazistischer Okkultismus) è un termine generico per indicare le correnti semireligiose presenti durante il periodo del nazismo in Germania, vere o presunte, che spesso si confondono con l'occultismo, l'esoterismo, la criptostoria, il paranormale e il culto della Dea Madre.[4]

Il dibattito storiografico

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L'associazione tra nazismo e occultismo è oggetto di un ampio dibattito storiografico, che attraversa un continuum che va dalla ricerca accademica alla letteratura popolare sensazionalistica. Queste idee hanno fatto parte della cultura popolare almeno fin dai primi anni quaranta del Novecento e hanno conosciuto una rinnovata diffusione a partire dagli anni sessanta.[5]

Lo storico britannico Nicholas Goodrick-Clarke, nel suo fondamentale studio del 1985 The Occult Roots of Nazism (tradotto in italiano come Le radici occulte del nazismo), ha analizzato in modo sistematico il tema, dimostrando che esiste un legame reale tra alcune idee dell'Ariosofia e l'ideologia nazista, pur sottolineando che la gran parte della letteratura popolare sul tema esagera considerevolmente tale rapporto.[6] Goodrick-Clarke descrive il proprio lavoro come «una storia sotterranea, relativa ai miti, ai simboli e alle fantasie che incidono sullo sviluppo degli stili di pensiero reazionari, autoritari e nazisti», argomentando che «le fantasie possono acquisire uno status causale una volta che siano state istituzionalizzate in credenze, valori e gruppi sociali».[6]

Nel suo giudizio, i numerosi libri sul misticismo nazista pubblicati tra il 1960 e il 1975 erano «tipicamente sensazionali e privi di ricerca adeguata»: la loro caratteristica comune era «una totale ignoranza delle fonti primarie», con «inesattezze e affermazioni infondate ripetute da ogni nuovo autore fino a creare un'abbondante letteratura basata su "fatti" del tutto spuri».[7]

L'origine della moderna mitologia del "nazismo occulto" nella cultura popolare è generalmente ricondotta al libro Il mattino dei maghi (1960) di Louis Pauwels e Jacques Bergier, che dedicava l'intera seconda metà dell'opera alle supposte connessioni tra nazismo e occultismo, scatenando un filone editoriale fortunato ma di scarso rigore storico.[8]

Le origini del mito nelle fonti contemporanee

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Il mattino dei maghi (edizione statunitense del 1964), testo che ebbe una certa fortuna editoriale nel diffondere tesi sul misticismo nazista e sull'occultismo, caratterizzata da rivelazioni e affermazioni autoreferenziali (Goodrick Clarke)

Lo scrittore austriaco Hans Thomas Hakl, in un saggio incluso nell'edizione tedesca di The Occult Roots of Nazism e successivamente tradotto da Goodrick-Clarke in inglese, ha ricostruito con precisione le radici della speculazione sul nazismo e l'occultismo risalendo ai primi testi degli anni trenta e quaranta. Già nel 1933 uno pseudonimo, Kurt van Emsen, aveva descritto Hitler come una «personalità demoniaca», ma la sua opera rimase presto nell'oblio.[9]

Le prime allusioni all'influenza occulta su Hitler che ebbero una certa circolazione provennero dall'esoterista cristiano francese René Kopp, che in due articoli sulla rivista mensile esoterica Le Chariot (giugno 1934 e aprile 1939) cercò di rintracciare nella forza soprannaturale l'origine del potere di Hitler; il secondo articolo era intitolato «L'Enigme du Hitler». Nel 1939 anche l'autore francese Édouard Saby pubblicò Hitler et les Forces Occultes, già citante Hanussen e Ignaz Trebitsch-Lincoln. Hakl considera Saby il vero padre fondatore del mito del nazismo occulto.[9]

Un libro di ben altra risonanza fu tuttavia Conversazioni con Hitler di Hermann Rauschning (1939), in cui si afferma che «Hitler si era consegnato a forze che lo trasportavano con sé», in un capitolo intitolato «Magia nera e bianca». Le sue affermazioni — come Goodrick-Clarke ha documentato — sono quasi certamente in larga parte inventate (cfr. vedi più avanti, sezione dedicata).[10]

Goodrick-Clarke ha classificato questo filone come «criptostoria» (*crypto-history*), definendolo per il fatto che il suo «punto finale di riferimento esplicativo è un agente rimasto nascosto agli storici precedenti del nazionalsocialismo».[11] Tra i testi considerati parte di questo genere dalla letteratura specialistica figurano:

Secondo Goodrick-Clarke questi libri condividono un'«assoluta ignoranza delle fonti primarie», con «inesattezze e affermazioni infondate ripetute da ogni nuovo autore».[7]

Lo storico Eric Kurlander, nel suo studio Hitler's Monsters: A Supernatural History of the Third Reich (2017), ha proposto una lettura più sfumata: le credenze soprannaturali, esoteriche e para-scientifiche non erano un elemento marginale del nazismo, ma contribuivano in modo significativo alla sua capacità di attirare sostenitori, disumanizzare i nemici e giustificare le ambizioni imperiali e razziali.[12]

Contesto culturale

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Il movimento völkisch e l'Ariosofia

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Guido von List esponente dell'Ariosofia i cui scritti ebbero grande influenza su Karl Maria Wiligut ed Heinrich Himmler nell'introdurre aspetti trascendentali nell'ideologia nazionalsocialista
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Josef Lanz, esponente dell'Ariosofia e monaco apostata, che destò l'interesse di Hitler nel suo periodo giovanile a Vienna

Il nazismo fu un movimento völkisch basato su radici ideologiche e teosofiche che affondavano nel pensiero di Adolf Hitler e di altri capi nazisti, spesso mutuate da idee di contemporanei o di precursori come Arthur de Gobineau.[13] Il movimento völkisch — una risposta tradizionalista e pangermanica all'industrializzazione e all'urbanizzazione — aveva associato i problemi della modernità ai presunti misfatti della Massoneria, della Qabbalah e del Rosacrocianesimo, nel tentativo di «dimostrare che il mondo moderno era fondato su princìpi falsi e malvagi».[14]

All'interno di questo clima culturale si sviluppò l'Ariosofia, un movimento occulto-razziale che mescolava nazionalismo popolare, razzismo ariano e occultismo per proclamare la supremazia mondiale germanica. I suoi principali esponenti furono Guido von List e Jörg Lanz von Liebenfels. Quest'ultimo — monaco austriaco apostata e fondatore nel 1907 dell'Ordine del Nuovo Tempio — propugnò nei propri scritti teorie di eugenetica razziale estreme. Fu uno degli idoli giovanili di Hitler a Vienna.[15]

Il rapporto tra Ariosofia e nazismo è stato al centro di un lungo dibattito. Nel 1958 Wilfried Daim aveva sostenuto la tesi, oggi respinta dalla ricerca, che Lanz von Liebenfels fosse «l'uomo che aveva dato le idee a Hitler».[16] Goodrick-Clarke ha invece concluso che l'Ariosofia abbia anticipato l'ideologia nazista senza esserne una causa diretta: Hitler conosceva le opere di List e Lanz e ne fu parzialmente influenzato, soprattutto nel millenarismo e nel manicheismo, ma altri aspetti centrali della dottrina ariosofistica — come il mito di un'età dell'oro ariana o un patrimonio culturale segreto da recuperare — non lo interessarono.[17]

Un dato storiograficamente rilevante è che, dopo la presa del potere nel 1933, i raggruppamenti ariosofici furono inquadrati dal regime insieme a tutte le organizzazioni occultiste e massoniche come «sette ostili allo Stato», dapprima tenuti sotto sorveglianza e poi progressivamente soppressi.[6] Con un decreto del luglio 1937 tutte queste organizzazioni vennero vietate; nel 1941, sotto la direzione di Reinhard Heydrich, seguirono massicci provvedimenti di polizia contro i loro aderenti — in molti casi internati nei campi di concentramento o condannati ai lavori forzati.[18]

Secondo l'analisi di Giorgio Galli nel saggio Hitler e il nazismo magico, nucleo centrale dell'intreccio tra esoterismo e politica nazista è l'individuazione di motivazioni occulte alla base di scelte altrimenti difficili da spiegare secondo le comuni categorie della razionalità politica. Galli individua nell'antisemitismo il principale di tali obiettivi occulti, seguito dall'asservimento delle popolazioni slave abitanti l'Heartland, il cuore mistico dell'Eurasia e, di conseguenza, l'attacco tedesco all'URSS del 1941, espandendo il Lebensraum (spazio vitale) tedesco, secondo la teoria del geografo Karl Haushofer.[19]

Quando nel 1941 il vertice del Terzo Reich decise di mettere in pratica quest'utima teoria mediante l'Operazione Barbarossa, nella cerchia hileriana si sviluppò un dibattito nel quale l'astrologia ebbe un ruolo rilevante, sino a influenzare la preparazione della missione di Hess in Inghilterra alla ricerca di un possibile accordo prima di iniziare la campagna dell'Est.[19]

La Società Thule

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Un ruolo di incubatrice del pensiero nazionalsocialista lo ebbe la Thule-Gesellschaft, una società occultista e völkisch fondata a Monaco di Baviera il 17 agosto 1918 da Rudolf von Sebottendorff come copertura per la loggia bavarese della Germanenorden Walvater. La Società propugnava l'antisemitismo, la purezza del sangue e della razza, e il ritorno a un'ideale età dell'oro germanica identificata in un arco temporale compreso tra l'età del bronzo e il Basso Medioevo. La concezione di questa ipotetica età antica traeva spunto dalle idee di Guido von List, Jörg Lanz von Liebenfels e dai vari propugnatori della Teosofia.[20]

I membri della Thule dovevano sottoscrivere una «dichiarazione di sangue» ("Blutbekenntnis") in cui attestavano che «nelle proprie vene e in quelle della propria moglie non scorre sangue ebraico né di colore e che tra i propri antenati non figurano appartenenti alle razze di colore». Il motto della Società era «Mantieni puro il tuo sangue», la formula di saluto tra i membri era «Heil und Sieg».[21] Il simbolo adottato combinava una svastica — proposta all'NSDAP da Friedrich Krohn, che apparteneva sia alla Thule sia al Germanenorden — con un cerchio e una spada. L'uso della svastica in direzione opposta rispetto alla proposta originale di Krohn fu però voluto dallo stesso Hitler.[20]

Alla Thule viene attribuita l'ispirazione del quotidiano Münchener Beobachter, poi divenuto Völkischer Beobachter e organo dell'NSDAP. Karl Harrer, attivista della Thule, fu tra i cofondatori della Deutsche Arbeiterpartei (DAP) nel gennaio 1919; l'organizzazione fu poi rifondata da Hitler come NSDAP. Lo stesso Goodrick-Clarke ha riconosciuto che l'attività propagandistica e controrivoluzionaria della Thule creò «un'atmosfera surriscaldata ed emotivamente carica in cui movimenti estremi come il nazionalsocialismo poterono prosperare».[22]

È tuttavia storiograficamente importante precisare che la Thule-Gesellschaft fu sostanzialmente una "organizzazione politica di lotta secolare": non vi si praticavano rituali occultistici o esoterici. La narrativa secondo cui essa sarebbe stata il «centro magico del movimento nazista» o una sorta di centro iniziatico attivo durante il Terzo Reich è considerata dalla storiografia accademica una pura finzione, alimentata in primo luogo dalle memorie esagerate dello stesso Sebottendorff e poi amplificata dalla letteratura popolare di Pauwels e Bergier e dai romanzi pseudostorici di Dietrich Bronder e Trevor Ravenscroft.[22]

Goodrick-Clarke ha tuttavia avvertito che le liste di presunti membri della Thule apparse nelle opere popolari sono per lo più «spurie e fantasiose»: Feder, Eckart e Rosenberg non erano mai stati altro che ospiti a cui la Società aveva esteso la sua ospitalità, anche se in seguito ha riconosciuto che Hess e Frank erano effettivamente stati membri prima di diventare prominenti nel partito nazista.[23] La Thule sponsorizzò il Deutsche Arbeiterpartei (DAP), il diretto predecessore dell'NSDAP.[21]

La mistica nazista fu tuttavia un fenomeno complesso, in cui il regime si servì di elementi esoterici a scopo propagandistico pur non avendo radici esclusive nelle tradizioni prenaziste del misticismo germanico. Come nota Galli, essa ha attinto alle più svariate tradizioni che avessero come base una qualche linea di collegamento con l'idea di una razza superiore investita di una missione salvifica per l'intero genere umano.[19]

L'Oera Linda e la pseudostoria razziale

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Un ruolo significativo nell'alimentare le fantasie pseudostoriche del nazismo lo ebbe l'Oera Linda, un manoscritto redatto in antico frisone che i filologi moderni ritengono un falso della seconda metà del XIX secolo. Il testo, che tratta dell'epopea dei Frisoni in un arco temporale tra il 2194 a.C. e l'803 d.C., fu tradotto in tedesco nel 1933 e affascinò profondamente Heinrich Himmler, poiché descriveva gli abitanti della mitica Thule come la popolazione più sapiente dell'antichità, connotati fisicamente come giganti dalla pelle chiara, dai capelli biondi e dagli occhi azzurri: il prototipo della razza ariana pura.[6]

La componente mistica nei vertici nazisti

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Heinrich Himmler e l'hitlerismo esoterico

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La rappresentazione del sole nero voluta dal Heinrich Himmler nel castello di Wewelsburg

Il più convinto sostenitore del misticismo esoterico tra i vertici nazisti fu Heinrich Himmler, che, più di qualunque altro alto ufficiale del Terzo Reich, era affascinato dalle teorie sulla razza ariana e da certe forme di neopaganesimo germanico.[24] Si diceva che Himmler si considerasse il successore spirituale, o addirittura la reincarnazione, di Enrico I di Sassonia: aveva stabilito speciali rituali delle SS dedicati a questo re e aveva fatto rientrare le sue ossa nella cripta della Cattedrale di Quedlinburg.[19]

Fu grazie all'influenza dell'occultista austriaco Karl Maria Wiligut — noto come "Weisthor" e soprannominato il "Rasputin tedesco" — che Himmler stabilì il centro iniziatico delle SS nel castello di Wewelsburg, in Vestfalia. Wiligut, che godeva dell'appoggio incondizionato di Himmler al punto da essere promosso al grado di SS-Brigadeführer, rivendicava una memoria ancestrale risalente a 228.000 anni prima e la discendenza da divinità germaniche precristiane.[24] Gli adepti scelti per le carriere di vertice nelle SS eseguivano a Wewelsburg rituali che evocavano quelli dei Cavalieri della Tavola Rotonda, dei Cavalieri Teutonici e dei Templari.[19]

Himmler scrisse nel 1939: «Compito dell'Ahnenerbe è quello di ricercare ogni singola traccia della presenza degli antenati ed esplorare lo spazio, l'azione, lo spirito e l'eredità delle razze nordiche e indo-germaniche, così da trasmettere tutti questi preziosi insegnamenti al popolo».[6]

Alfred Rosenberg

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Alfred Rosenberg, ideologo ufficiale dell'NSDAP, fu autore de Il mito del XX secolo (1930), un'opera che — tra gli altri temi — richiamava il ritorno alle origini pagane del popolo tedesco e la superiorità della razza nordico-ariana. Rosenberg portò nel nazismo elementi del pensiero völkisch e dell'Ariosofia, conferendo loro una veste di sistema filosofico coerente.[19]

Per la pace senza riparazioni che Rudolf Hess stava segretamente trattando con circoli aristocratici britannici favorevoli a un accordo, vi era una discreta sintonia con le mistiche naziste, volte a enfatizzare il ceppo comune delle popolazioni di origine germanica e la necessità di un'alleanza anglo-tedesca. Tale prospettiva era del resto coerente con le connessioni tra i circoli esoterici tedeschi e quelli britannici che Galli analizza nel suo studio.[19]

Adolf Hitler e l'occulto

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La relazione di Hitler con l'occultismo fu ambigua e contraddittoria. Secondo Kurlander, Hitler era perfettamente rappresentativo del tipico membro del partito nazista riguardo alle idee soprannaturali: non quanto Himmler, Hess o Rosenberg, ma neppure estraneo a questo universo.[12] Albert Speer riferì che Hitler chiamava a volte «sciocchezze» le ossessioni occulte di Himmler, ma di fatto le tollerava, considerando probabilmente la fedeltà incondizionata delle SS più importante di qualsiasi approccio razionale alla gestione del potere.[25]

La biblioteca privata di Hitler: il libro di Ernst Schertel

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Un articolo di Timothy W. Ryback pubblicato su The Atlantic nel maggio 2003, intitolato «Hitler's Forgotten Library», segnalò la presenza nella biblioteca privata di Hitler di un volume dell'autore Ernst Schertel. Schertel — i cui interessi spaziavano dall'occultismo alla flagellazione e al nudismo — era stato attivista per la liberazione sessuale prima del 1933, poi imprigionato per sette mesi nel regime nazista e privato del suo dottorato. Si suppone che abbia inviato a Hitler, intorno alla metà degli anni venti, una copia con dedica della sua opera del 1923 Magia: storia, teoria, pratica (Magie: Geschichte, Theorie, Praxis). Hitler avrebbe annotato estesamente alcuni passaggi, tra cui uno che recita: «Colui che non ha in sé il seme demoniaco non darà mai alla luce un mondo magico».[26]

Il mentore di Hitler, Dietrich Eckart — a cui è dedicato il Mein Kampf — scrisse nel 1923 a un amico: «Seguite Hitler! Ballerà, ma sono io che ho composto la melodia. Gli ho dato i mezzi di comunicare con Loro. Non piangetemi: avrò influenzato la storia più di qualunque altro tedesco». Questa frase, riportata da J. H. Brennan in The Occult Reich, è citata da Kurlander come testimonianza dei legami tra i circoli esoterici e la formazione ideologica di Hitler.[27]

Aleister Crowley e Hitler: una leggenda senza prove

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Circolano da decenni voci non verificabili secondo cui l'occultista britannico Aleister Crowley avrebbe cercato di mettersi in contatto con Hitler durante la seconda guerra mondiale. Nonostante numerose speculazioni in merito, non esiste alcuna prova di un simile incontro.[9] Nel 1991 John Symonds, uno dei curatori letterari di Crowley, pubblicò un libro intitolato The Medusa's Head or Conversations Between Aleister Crowley and Adolf Hitler, dimostratosi definitivamente un'opera di finzione letteraria: la tiratura limitata a 350 copie contribuì ad alimentare il mistero circostante.[9] Un accenno a un contatto tra Crowley e Hitler — privo di qualsiasi fonte o evidenza — compare anche in una lettera di René Guénon a Julius Evola datata 29 ottobre 1949, che in seguito raggiunse un pubblico più ampio.[9]

Durante la prima guerra mondiale

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Nel 1915, mentre era sul fronte occidentale con l'esercito tedesco, Hitler compose questa poesia con riferimenti alla divinità germanica precristiana Wotan:[28]

(tedesco)
«Ich gehe manchmal in rauhen Nächten

Zur Wotanseiche in den stillen Hain,
Mit dunklen Mächten einen Bund zu flechten -
Die Runen zaubert mir der Mondenschein.

Und alle, die am Tage sich erfrechten,
Sie werden vor der Zauberformel klein!
Sie ziehen blank - doch statt den Strauß zu fechten,
Erstarren sie zu Stalagmitgestein.

So scheiden sich die Falschen von den Echten -
Ich greife in das Fibelnest hinein
Und gebe dann den Guten und Gerechten

Mit meiner Formel Segen und Gedeihn.»
(italiano)
«Talvolta mi reco nelle notti amare

Alla quercia di Wotan nella placida macchia,
Per tessere un patto con occulti poteri -
Le rune mi prendono nel loro incantesimo lunare.

E tutti quelli che durante il giorno erano impudenti,
Dalla formula magica sono fatti minuscoli!
Si spogliano - ma invece di andar alla pugna,
Si irrigidiscono in stalagmiti.

Così si separano i retti dagli empi
Ficco la mano nel sacco delle parole
E do ai buoni e ai puri
La mia formula di augurio e prosperità.»

Hitler affermò di aver avuto un risveglio religioso durante la prima guerra mondiale, in particolare nel periodo in cui, colpito da un attacco con gas, rimase temporaneamente privo della vista nell'ottobre 1918. Attribuì significato mistico anche ad altri episodi bellici, interpretandoli come segni di una protezione soprannaturale e di una "missione" a lui riservata.[28]

Nell'ascesa al potere

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Sin dai primi anni della sua entrata in politica, Hitler si circondò di astrologi, veggenti e occultisti, che non esitò a mettere nell'ombra una volta asceso al potere. Dopo il 1933, le attività divinatorie e astrologiche non furono più tollerate nella sfera pubblica, a meno che non fossero al servizio esclusivo delle SS.[29]

  • Nel 1927 Hitler allontanò il Gauleiter della Turingia, Artur Dinter, perché propugnava con troppa forza una religione della purezza della razza ariana; l'anno seguente lo stesso Dinter fu espulso dal partito dopo aver pubblicamente attaccato Hitler riguardo a tale decisione.
  • Hitler apprezzava in particolare il dipinto L'isola dei morti del pittore svizzero Arnold Böcklin, di cui collocò una versione nel proprio ufficio alla Cancelleria.[29]
  • Uno degli occultisti più seguiti da Hitler fu Erik Jan Hanussen, un personaggio di origine ebraica che lo aveva aiutato a perfezionare le tecniche oratorie e la teatralità dei gesti. Tuttavia, la storicità dei presunti stretti rapporti tra i due è contestata dagli studiosi: non è accertato che Hitler lo abbia incontrato prima del marzo 1927, e le previsioni politiche che Hanussen faceva sul proprio giornale variavano ancora fino alla tarda estate del 1932.[12] Hanussen morì in circostanze oscure nella primavera del 1933.

La dottrina nazista attribuì ad Hitler un significato semireligioso di "uomo della Provvidenza". La coreografia delle adunate naziste era mutuata dalle solenni festività cristiane, con evidenti componenti neopagane.[19] In un orfanotrofio dell'epoca circolava questa preghiera:

(tedesco)
«Führer, mein Führer, von Gott mir gegeben, beschütz und erhalte noch lange mein Leben

Du hast Deutschland errettet aus tiefster Not, Dir verdank ich mein tägliche Brot
Führer, mein Führer, mein Glaube, mein Licht

Führer mein Führer, verlasse mich nicht»
(italiano)
«Führer, mio Führer, datomi da Dio, proteggimi e sostieni la mia vita per ancora molto tempo

Hai salvato la Germania dalla miseria più nera, a te devo il pane quotidiano
Führer, mio Führer, mia fede, mia luce
Führer mio Führer, non mi abbandonare»

Alla guida della Germania

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Image Lo stesso argomento in dettaglio: Pensiero religioso di Adolf Hitler.
  • Hitler aveva dato ordine di epurare il Vangelo e la Bibbia da ogni traccia di "giudaismo", rivendicando origini ariane di Cristo.
  • Otto Rahn, studioso delle eresie medievali — in particolare del movimento dei Catari — venne arruolato nelle SS per ordine diretto di Himmler, che finanziò le sue ricerche archeologiche nei pressi di Montségur in cerca del presunto Santo Graal.[29]
  • La svastica, antichissimo simbolo solare presente in molte civiltà indoeuropee, fu adottata dall'NSDAP provenendo dall'ambiente della Thule-Gesellschaft e dell'Ariosofia.[30]
  • Hitler, nel 1938, dopo l'ingresso in Vienna, si impossessò della Lancia Sacra (Heilige Lanze), che la tradizione vuole appartenuta al centurione Longino.[19]

La questione di Rauschning

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Hermann Rauschning nel suo Hitler parla (1939) descrisse episodi di stato alterato di coscienza del dittatore e affermò che «Hitler si era consegnato a forze che lo trasportavano con sé». Tuttavia la storiografia contemporanea giudica Rauschning una fonte inaffidabile: come sintetizza Goodrick-Clarke, «le ricerche più recenti hanno quasi certamente dimostrato che le conversazioni di Rauschning erano per lo più inventate».[10] Il medesimo cauto giudizio va esteso alle testimonianze di August Kubizek, il cui racconto di Hitler diciassettenne che parlava «come se un altro essere parlasse attraverso il suo corpo» si colloca nello stesso genere di aneddotica difficilmente verificabile.[10]

Image Lo stesso argomento in dettaglio: Ahnenerbe.

L'Ahnenerbe Forschungs- und Lehrgemeinschaft — la «Società di ricerca ed insegnamento dell'eredità ancestrale» — fu fondata nel 1935 come istituto dedicato alle ricerche riguardanti la storia antropologica e culturale della razza germanica. I suoi scopi iniziali, sotto la guida di Heinrich Himmler, Hermann Wirth e Walter Darré, miravano a riscoprire la grandezza delle popolazioni dell'antica Germania; le attività si ampliarono progressivamente con la spinta crescente del mito della razza superiore.[31]

Tra il 1937 e il 1938, la guida dell'Ahnenerbe passò dal pacifista Herman Wirth all'aggressivo Walther Wüst, segnando il passaggio dalla ricerca sulle antiche società matriarcali alla diffusione del credo razziale. Nel 1939 l'istituto fu incorporato nello Persönlicher Stab RfSS.

Come molte altre organizzazioni della Germania nazionalsocialista, l'Ahnenerbe fu coinvolto in attività nei lager, in particolare negli esperimenti su essere umani. Ne facevano parte il dottor August Hirt, docente di anatomia all'Università di Strasburgo (impegnato nella raccolta di crani ad Auschwitz per misure antropometriche), e il medico Sigmund Rascher, che organizzò esperimenti di decompressione nel Campo di concentramento di Dachau.[6]

Nella cultura popolare, la figura degli "archeologi nazisti" alla ricerca di antichi manufatti — portata alla notorietà dal film Indiana Jones e i predatori dell'arca perduta (1981) — è assurta a stereotipo narrativo che esagera e mistifica la realtà storica dell'Ahnenerbe.[12]

Le spedizioni pseudoscientifiche

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L'Ahnenerbe finanziò diverse spedizioni con scopi pseudoscientifici. Tra il 1937 e il 1938 fu organizzata una spedizione in Tibet alla ricerca delle origini della razza ariana, guidata da Ernst Schäfer e dall'antropologo Bruno Beger; il resoconto di Schäfer non avallò peraltro le teorie occulte che avevano motivato il viaggio.[6] Nell'estate del 1942, alpinisti delle SS scalarono la vetta del Monte Elbrus, ritenuta sede dell'antica popolazione progenitrice degli Ariani, piantandovi il vessillo nazista. Nell'inverno 1938-1939 fu organizzata anche una spedizione in Antartide, collegata al mito della Terra cava e alla leggenda di Neu Schwabenland.[30]

L'archeologo Otto Rahn e, dopo di lui, Alfred Rosenberg cercarono il Santo Graal a Montségur, presso i Pirenei.[32]

Astrologia e pratiche occulte nel Terzo Reich

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Durante la seconda guerra mondiale, in Germania si fece largo uso di pratiche occulte e astrologia, nella convinzione che potessero essere utili a scopi bellici. Le SS assoldate numerosi astrologi e occultisti. Tre dei più conosciuti, che lavorarono per Walter Schellenberg e per lo stesso Himmler, furono Ludwig Straniak (1879–1951) — esperto nell'uso del pendolo — il dottor Wilhelm Gutberlet e l'astrologo Wilhelm Wulff.[29]

Assieme a Wulff, un altro celebre astrologo fu Karl Ernst Krafft.

Nel libro di Peter Levenda, Unholy Alliance, è narrato che, quando Hitler ordinò di localizzare la posizione di Mussolini dopo la sua caduta nel luglio 1943, fu tra l'altro impiegato un presunto "Maestro del Pendolo Sidereo" il quale avrebbe indicato la posizione dell'isola di Ponza.[33] Anche Wulff, nel suo Lo Zodiaco e la Svastica, sostiene di aver scoperto la stessa risposta.

L'architetto Ludwig Straniak pare avesse un dono nel localizzare oggetti su mappe usando il pendolo: secondo quanto riferito, gli organi della Marina tedesca lo utilizzarono in un test per localizzare la nave da guerra Prinz Eugen in missione segreta.[senza fonte]

Proseguimenti dopo la caduta del Terzo Reich

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Image Lo stesso argomento in dettaglio: Neonazismo esoterico.

In seguito al massiccio utilizzo bellico, il mondo dell'occulto presente in Germania fu visto dopo il 1945 come retaggio del periodo nazista e fortemente stigmatizzato. Conobbe nuova linfa attraverso l'opera di Karl Spiesberger (Frater Eratus), e dal 1955 il sistema runico di Armanen e l'uso del pendolo tornarono in auge nei salotti tedeschi.[10]

  1. 1 2 (EN) Daniela Siepe, The Sun Wheel as a "Black Sun" in Wewelsburg Castle's Obergruppenführer Hall (XML), in Myths of Wewelsburg Castle, § 5, Brill, 2022, pp. 143–162, DOI:10.30965/9783657792009_006.
  2. Nicholas Goodrick-Clarke, Black Sun: Aryan Cults, Esoteric Nazism and the Politics of Identity, New York University Press, 2003, ISBN 0-8147-3124-4.
  3. (EN) Victor Ordell L. Kasen, Black Sun, su oocities.org, 1997.
  4. «Il Misticismo Nazista […] racchiude molti elementi, sui quali peraltro si è anche fantasticato molto, come l'occultismo, l'esoterismo stesso, il paranormale, la pseudostoria, il culto della Dea Madre, il richiamo alle antiche mitologie nordiche, la criptoarcheologia, la Teosofia, l'Ariosofia. Questi ambiti, che furono parte integrante dell'esperienza nazista, per il fanatismo degli adepti e il livello dei gerarchi coinvolti, assunsero un carattere quasi religioso (dalla quarta di copertina di: Mauro Tonino, Nazismo esoterico. Il lato oscuro del III Reich. Dal Santo Graal all'Ultima Thule, Arkadia, 2023).
  5. GoodrickClarke 2005, p. 217
  6. 1 2 3 4 5 6 7 GoodrickClarke 2005
  7. 1 2 GoodrickClarke 2005, p. 222
  8. GoodrickClarke 2005, p. 218
  9. 1 2 3 4 5 Hakl 2000
  10. 1 2 3 4 GoodrickClarke 2002, p. 110
  11. GoodrickClarke 2002, pp. 114, 218
  12. 1 2 3 4 Kurlander 2017
  13. GoodrickClarke 2005, p. 194
  14. GoodrickClarke 2005, p. 22
  15. GoodrickClarke 2005, p. 28
  16. GoodrickClarke 2005, p. 193
  17. GoodrickClarke 2005, pp. 192-203
  18. Kurlander 2017, p. 53
  19. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Galli 2005, p.75
  20. 1 2 GoodrickClarke 2005, p. 143
  21. 1 2 Sebottendorff 1987
  22. 1 2 GoodrickClarke 2005, p. 148
  23. GoodrickClarke 2005, pp. 148-149
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