E se Internet fosse una fregatura?
Caro Beppe, mi sorge un dubbio, ma se Internet, oltre ai mille pregi che ha, in realt� fosse solo una gran fregatura? Mi spiego: e se fosse un modo in cui le informazioni che realmente cerchiamo fossero nascoste e in superficie venissimo martellati solo da ci� che i gestori della rete vogliono? Che sia un modo per orientare i nostri consumi, il nostro stile di vita, il nostro inseguire qualcosa che in fondo non � tanto importante? Si dice che con Internet si trovi lavoro (io lavoro grazie ad Internet e per questo ho iniziato dicendo "oltre ai mille pregi"), ma quando Internet non c'era eravamo ignoranti? Disoccupati? Senza amici? O forse ora siamo completamente dipendenti dallo strumento e non � lo strumento a nostra disposizione?
Gianluca Marras, gianluca.marras@libero.it Io non credo che Internet sia "una gran fregatura": anzi, al contrario, penso sia un'invenzione epocale. E' vero per� che si stanno creando alcuni snodi cruciali. Google � forse il principale. Wikipedia � un altro.
L'"enciclopedia partecipata" mi preoccupa meno: la uso regolarmente, e trovo che la qualit� e l'affidabilit� delle informazioni sia notevole. Qualche problema c'� solo quando il soggetto � estremamente controverso. In questo caso la neutralit�, e le reciproche obiezioni, spingono verso il minimo comun denominatore, e bisogna accontentarsi. Ma questo � inevitabile, e in fondo accadeva gi� con le enciclopedie tradizionali.
Google � diverso e pi� delicato. Non sto qui a dire quant'� utile e geniale. Credo per� che la sua importanza la renda vulnerabile. Almeno in teoria.
Mettiamoci nei panni della grande societ� XYZ che ha combinato un grosso casino, o ha scheletri nell'armadio. Non � contenta di sapere che una semplice ricerca su Google ("societ� XYZ") fornisce subito, tra i primi risultati, tutte le informazioni imbarazzanti. Non cercher�, almeno a livello nazionale, di premere su Google - che � una societ� fatta di uomini, mica lo Spirito Santo - per evitare quell'esposizione imbarazzante? Potr� addurre motivi legali, di sicurezza. Magari tenter� qualche pressione pubblicitaria o d'altro tipo.
Domanda: queste cose accadono? Non conosco la risposta, ma intendo chiederla a Massimilano Magrini, country manager di Google Italia. Anzi, lo invito fin d'ora a una diretta-video al "Corriere", insieme a Marco Pratellesi.
Molta informazione oggi passa su Google, ed � importante capire.
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