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Mystic Quest

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Mystic Quest
videogioco
Titolo originale聖剣伝説 ~ファイナルファンタジー外伝~
PiattaformaGame Boy, telefono cellulare
Data di pubblicazioneGiappone 28 giugno 1991
America del Nord novembre 1991
Europa 1993
GenereAction RPG
TemaFantasy
OrigineGiappone
SviluppoSquare
PubblicazioneSquare
Modalità di giocoGiocatore singolo
SupportoCartuccia
SerieMana
Seguito daSecret of Mana
Image
Logo della versione statunitense del gioco, intitolata Final Fantasy Adventure

Mystic Quest (聖剣伝説 ~ファイナルファンタジー外伝~?, Seiken Densetsu: Fainaru Fantajī Gaiden), distribuito in America settentrionale come Final Fantasy Adventure, è un videogioco del genere action RPG sviluppato e pubblicato nel 1991 da Square per Game Boy. È il primo titolo della saga Mana, spin-off per console portatile della serie Final Fantasy.

L'uso del nome Final Fantasy in Nord America deriva dalla popolarità del marchio, allora scarsamente conosciuto in Europa. Benché intitolato come Mystic Quest, non ha nulla in comune con il Mystic Quest Legend per Super Nintendo.

Il videogioco ha avuto due remake: il primo nel 2003 per Game Boy Advance intitolato Sword of Mana, il secondo pubblicato nel 2017 per dispositivi mobili e PlayStation Vita come Adventures of Mana.

Modalità di gioco

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Mystic Quest è un videogioco d'avventura con elementi dei giochi di ruolo. Molto simile, nella struttura, al primo The Legend of Zelda per Nintendo Entertainment System, nel titolo il giocatore muoverà il personaggio principale all'interno di riquadri con la possibilità di accedere agli schemi adiacenti muovendolo verso l'alto, il basso e lateralmente. Gli elementi gdr presenti nel gioco sono: la crescita del personaggio attraverso livelli, punti esperienza e statistiche, le alterazioni di stato l'interazione con gli altri personaggi, il commercio, l'equipaggiamento e i dungeon che necessitano della risoluzione di puzzle per essere portati a termine. Inoltre nel gioco è possibile salvare in qualsiasi momento in uno dei due slot di salvataggio disponibili.

Ad ogni avanzamento di livello viene data la possibilità al giocatore di scegliere quale caratteristica del personaggio aumentare tra Power (Forza), Stamina (Resistenza), Wisdom (Saggezza) e Will (Volontà). Power conferirà al personaggio una maggiore potenza d'attacco, Stamina incrementerà il numero di HP massimi e la difesa, Wisdom aumenterà il numero di MP massimi e l'efficacia degli incantesimi mentre Will ridurrà il tempo di caricamento della Will Bar.

La Square registrò il nome Seiken Densetsu nel 1987 con l'intenzione di usarlo per un progetto di gioco The Emergence of Excalibur, guidato da Kazuhiko Aoki per il Famicom Disk System. Secondo i primi annunci, il gioco avrebbe dovuto essere composto da ben cinque floppy disk, il che lo rende uno dei titoli più grandi sviluppati per Famicom fino a quel momento. Sebbene Square abbia sollecitato i preordini per il gioco, Kaoru Moriyama, un ex dipendente di Square, afferma che la direzione ha annullato l'ambizioso progetto prima che andasse oltre le iniziali fasi di pianificazione. Nell'ottobre del 1987, ai clienti che avevano effettuato ordini venne inviata una lettera per informarli dell'annullamento e i loro acquisti vennero rimborsati. Nella lettera si suggeriva anche di valutare l'idea di ordinare un altro gioco di ruolo della Square in uscita simile: Final Fantasy.

Dopo l'uscita del terzo titolo della serie di Final Fantasy nel 1990, la Square offrì al designer Koichi Ishii di dirigere uno spinoff della serie.[1][2] Inizialmente fu sviluppato per il Game Boy come Gemma Knights; infine la Square riprese il precedente titolo registrato e pubblicò il gioco come Seiken Densetsu: Final Fantasy Gaiden. In seguito uscì in Europa col nome di Mystic Quest. Ishii suggerì le basi per la storia del gioco, mentre lo sceneggiatore Yoshinori Kitase aiutò nella scrittura della sceneggiatura del gioco. Ishii disegnò personalmente tutti i personaggi, invece Goro Ohashi fu il responsabile dello sviluppo del sistema di gioco.

La serie Mana, di cui Final Fantasy Adventure fu il primo gioco, fu il risultato del desiderio di Koichi Ishii di creare un mondo fittizio. Secondo l'opinione di Ishii, Mana non è una serie di videogiochi, bensì un mondo illustrato e esplorabile attraverso i videogiochi. Lavorando alla serie, Koichi Ishii ha tratto ispirazione da immagini astratte dei suoi ricordi d'infanzia, nonché da film e libri fantasy che lo avevano affascinato fin da bambino. Ishii ha avuto cura di evitare convenzioni prestabilite e le sue influenze sono, di conseguenza, molto ampie e non specifiche. Tuttavia, tra le sue influenze letterarie, riconosce Mumin di Tove Jansson, Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll e Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien.

Colonna sonora

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Seiken Densetsu: Final Fantasy Gaiden Original Soundtrack uscì in Giappone il 15 luglio 1991. La maggior parte dei brani sono stati composti da Kenji Itō, mentre la traccia 16, Chocobo Tanjou ("nascita di Chocobo"), è attribuita al compositore di Square Nobuo Uematsu. Seiken Densetsu/Arranged Version Omoi wa Shirabe ni Nosete è una serie di brani arrangiati, pubblicata il 30 settembre dello stesso anno. Entrambi gli album sono stati raccolti in Seiken Densetsu: Final Fantasy Gaiden Sound Collections, pubblicato originariamente il 18 agosto 1995. La musica del gioco è stata inclusa in una raccolta su CD per il 20º anniversario di tutte le colonne sonore dei giochi della serie Mana. Un secondo album arrangiato, intitolato Tanoshī Baieru Heiyō Seiken Densetsu, è stato pubblicato il 10 dicembre 1998. L'album è stato composto da Yu Hong Ishikawa e Kushiro Negishi.

Mystic Quest ha avuto due remake, uno per Game Boy Advance e uno per Android, iOS e PSVita.

Sword of Mana

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L'aumento di tasti disponibili ha dato la possibilità agli sviluppatori di aumentare i comandi disponibili, i quali sono in totale: A per l'azione, B per correre, R per le magie, L per saltare. Tuttavia le modifiche che risaltano di più sono la grafica con personaggi e gli sfondi che sono ottimamente disegnati ed animati, ad alcune location che riescono nel piacevole intento di stupire il giocatore, grazie ai colori brillanti ed all´architettura generale degli ambienti che trasmettono un pesante, ma piacevole, effetto retró[3]

Adventure of Mana

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Per il remake gli sviluppatori hanno optato per una grafica 3D in cel-shading e per i personaggi con uno stile deformed. A causa dell'assenza di tasti sulla maggior parte dei dispositivi Android e iOS, è stata implementata la compatibilità con i controller come comandi alternativi al touchscreen.

  1. ↑ 97. Koichi Ishii, in IGN, IGN Entertainment, Top 100 Game Creators Of All Time. URL consultato il 23 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2013).
  2. ↑ Fredrik Schaufelberger, Sanningen om Mana, in LEVEL, n. 6, Reset Media AB, 2006, pp. 124–132.
  3. ↑ Redazione, Recensione Sword of Mana, su Everyeye.it, 8 aprile 2004.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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