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Joe's Garage

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Joe's Garage
album in studio
ArtistaFrank Zappa
Pubblicazione3 settembre 1979 (Act I)
19 novembre 1979 (Acts II & III)
Durata115:21
Dischi3
Tracce18
GenereRock progressivo
Opera rock
Hard rock
Fusion
Rock demenziale
EtichettaZappa Records
RykoDisk (USA)
CBS (Europa)
ProduttoreFrank Zappa
RegistrazioneAprile - Giugno 1979; Village Recorders "B", Hollywood
CopertinaFerenc Dobronyi
Noten. 27 Stati Uniti (bandiera) (Act I)
n. 53 Stati Uniti (bandiera) (Acts II & III)
Certificazioni
Dischi d'oroCanada (bandiera) Canada[1]
(vendite: 50 000+)
Frank Zappa - cronologia
Album precedente
(1979)
Album successivo
(1981)
Singoli
  1. Joe's Garage/Catholic Girls
    Pubblicato: 29 ottobre 1979
  2. Stick It Out/Why Does It Hurt
    Pubblicato: 1979

Joe's Garage (Acts I, II & III) è un triplo album di Frank Zappa, suo decimo lavoro solista, pubblicato nel 1979.

Pubblicato inizialmente come due album separati per la Zappa Records, il progetto fu successivamente rimasterizzato e ripubblicato nel 1987 in un cofanetto triplo intitolato Joe's Garage Acts I, II & III. La vicenda è narrata da un personaggio noto come "Central Scrutinizer", che racconta la storia di Joe, un adolescente qualunque di Canoga Park (Los Angeles): questi fonda un gruppo garage rock, vive relazioni insoddisfacenti con le donne, devolve tutto il suo denaro a una religione ipocrita e sostenuta dal governo, sperimenta pratiche sessuali con elettrodomestici e finisce in prigione. Una volta scarcerato, si ritrova in una società distopica in cui la musica stessa è stata messa al bando e finisce per perdere il senno.

L'album spazia tra numerosi generi musicali, mentre i testi offrono spesso commenti satirici o umoristici sulla società e sulla politica statunitense. L'opera affronta temi quali l'individualismo, il libero arbitrio, la censura, l'industria musicale e la sessualità umana, criticando al contempo governo e religione e facendo satira sul Cattolicesimo e su Scientology. Joe's Garage è noto per l'uso della "xenocronia", una tecnica di registrazione che consiste nel prendere materiale musicale (nello specifico, assoli di chitarra di Zappa tratti da vecchie registrazioni dal vivo) e sovrapporlo a materiale diverso e non correlato. Tutti gli assoli dell'album sono xenocroni, fatta eccezione per quelli di Crew Slut e Watermelon in Easter Hay; quest'ultimo brano è considerato un pezzo fondamentale, definito da Zappa stesso come il migliore dell'album e, secondo il figlio Dweezil, come il miglior assolo di chitarra mai eseguito dal padre.

All'epoca della sua uscita, Joe's Garage ricevette recensioni contrastanti ma tendenzialmente positive: la critica ne lodò la musica innovativa e originale, pur criticando la natura scatologica, sessuale e profana dei testi. Col tempo, l'album è stato rivalutato ed è oggi considerato una delle opere migliori di Zappa.

Joe's Garage Act I raggiunse la ventisettesima posizione nella classifica Billboard 200 negli Stati Uniti, la prima posizione in Norvegia per 2 settimane, la seconda in Svezia e l'ottava in Austria e venne certificato disco d'oro in Canada. Joe's Garage Acts II & III raggiunse la cinquantatresima posizione in classifica negli Stati Uniti.

Il singolo Joe's Garage fallì l'entrata in classifica negli Stati Uniti ma raggiunse la quarta posizione in Norvegia.

Dopo aver adempiuto agli obblighi contrattuali con la DiscReet Records e il distributore Warner Bros. Records nel marzo 1977, Zappa fondò la Zappa Records, affidandone la distribuzione negli Stati Uniti e in Canada alla Phonogram Inc.. Pubblicò l'album doppio di successo Sheik Yerbouti (1979; registrato tra l'agosto 1977 e il febbraio 1978) e iniziò a lavorare a una serie di brani per l'album successivo. I brani Joe's Garage e Catholic Girls furono registrati con l'intenzione di pubblicarli come singoli.[2] Attraverso lo sviluppo di Joe's Garage, la band di Zappa registrò lunghe jam session che poi Zappa inserì nell'album.[3] L'album ha inoltre proseguito lo sviluppo della xenocronia, una tecnica che Zappa aveva già impiegato in One Size Fits All (1975) e che consisteva nell'utilizzare elementi tratti da precedenti registrazioni dal vivo per creare nuove composizioni, sovrapponendoli a registrazioni in studio tramite sovrincisione,[4][5] o in alternativa, selezionando un assolo registrato in precedenza e permettere al batterista Vinnie Colaiuta di improvvisare una nuova parte di batteria, interagendo con il brano già registrato.[5]

A metà della registrazione del nuovo album, Zappa si rese conto che i brani erano coerentemente collegati tra loro e scrisse una storia, trasformando così il nuovo album in una rock opera.[6] Joe's Garage fu l'ultimo registrato da Zappa noleggiando uno studio di registrazione.[5] Il suo studio casalingo personale, lo Utility Muffin Research Kitchen, completato alla fine del 1979, venne da lì in avanti utilizzato per registrare e mixare tutte le sue pubblicazioni successive.

L'opera è divisa in tre atti. I tre vinili che originariamente la costituivano non furono, in realtà, pubblicati insieme: per evitare di mettere sul mercato un album triplo difficile da vendere, soprattutto per il costo, venne fatto uscire prima un LP singolo (Act I) e poi un album doppio (Acts II & III).

Si tratta di un vero e proprio concept album il cui filo conduttore è affidato alla narrazione del Central Scrutinizer: una sorta di Grande Fratello che introduce le avventure e disavventure del protagonista che, partendo dal ricordo del garage in cui suonava con la sua band di amici, finisce per perdere la propria spensieratezza incontrando nuove religiosità (nello specifico, seppur non esplicitamente nominata, Scientology. Infatti la frase: «Pays a lot of money to L. Ron Hoover and the Church of Appliantology», contenuta nella canzone A Token of My Extreme, è un chiaro riferimento a L. Ron Hubbard fondatore di Scientology), e sesso virtuale ante-litteram, oltre a ritrovarsi in una nazione in cui è proibita ogni forma di musica.[7]

Alla fine Joe, imprigionato e sull'orlo della follia, può solo immaginare un assolo di chitarra (Watermelon in Easter Hay) per poi lasciare spazio ad un brano liberatorio e volutamente leggero (A Little Green Rosetta): il Central Scrutinizer potrà così affermare che se la storia di Joe non bastasse a convincere l'ascoltatore che la musica sia un male, tale cosa potrà essere più chiara se espressa con la sua reale voce (quella di Zappa).

Trama concettuale

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All'inizio dell'album ci viene presentato "The Central Scrutinizer", il narratore dell'opera, che, attraverso un megafono di plastica, introduce una "presentazione speciale" sugli effetti negativi della musica sull'uomo. Conosciamo Joe, il protagonista della storia: in passato era il cantante di un gruppo musicale amatoriale (una "garage band") che alla fine si è sciolto. Joe continua a suonare finché un vicino non chiama la polizia; gli agenti gli consigliano di dedicarsi piuttosto ad "attività sociali legate alla parrocchia". Joe inizia quindi a frequentare il gruppo giovanile cattolico (CYO) della chiesa locale, guidato da Padre Riley, e si innamora di una ragazza di nome Mary.

Un giorno, Mary salta l'incontro del gruppo parrocchiale e va all'Armory. Diventa una groupie di una band chiamata Toad-O (Crew Slut). Alla fine, non riuscendo a stare al passo con il carico di bucato della band, Mary viene abbandonata a Miami. Senza soldi per tornare a casa, si iscrive a una gara locale di magliette bagnate (Wet T-Shirt Contest) presso la Brasserie, presentata da Padre Riley (che nel frattempo ha cambiato nome in Buddy Jones) (Wet T-Shirt Nite). Mary vince il primo premio della gara, aggiudicandosi cinquanta dollari: una somma sufficiente per tornare a casa. Tuttavia, Warren, un ex membro della Joe's Garage Band, viene a sapere delle "scappatelle piccanti" di Mary e scrive una lettera a Joe per informarlo dell'accaduto (Toad-O Line). Joe, col cuore spezzato, inizia a frequentare "cattive compagnie" e si lascia sedurre da Lucille, una ragazza che lavora da Jack in the Box; dopo aver avuto un rapporto sessuale con lei, contrae la gonorrea (Why Does It Hurt When I Pee?). Scoraggiato, canta di Lucille e dei sentimenti che prova per lei (Lucille Has Messed My Mind Up).

Joe si trova in "un dilemma, divorato dal vorticoso gorgo dei suoi stessi desideri brucianti" e cerca la redenzione; decide di "pagare una bella somma" alla Prima Chiesa di Appliantology, di proprietà di L. Ron Hoover: ben cinquanta dollari (A Token of My Extreme). Scopre da Hoover di essere un "feticista latente di elettrodomestici", impara il tedesco, si veste da casalinga e frequenta un locale chiamato "Closet", pieno di elettrodomestici a sfondo sessuale. Joe incontra Sy Borg, un "Roto-Plooker pansessuale a energia nucleare modello XQJ-37" – che appare come un "incrocio tra un aspirapolvere industriale e un salvadanaio cromato ricoperto di ausili sessuali" – e se ne innamora (Stick It Out). I due vanno nell'appartamento di Sy e hanno un rapporto sessuale, ma Joe lo uccide accidentalmente quando una "pioggia dorata" provoca il cortocircuito del circuito principale di Sy (Sy Borg).

Dopo aver dato tutti i suoi soldi a Hoover, Joe non ha i mezzi per pagare la riparazione di Sy; viene quindi arrestato e rinchiuso in una prigione speciale popolata da individui finiti dietro le sbarre a causa della musica, i quali trascorrono le giornate a "sniffare detersivo e a scoparsi a vicenda". Qui incontra Bald-Headed John, il "Re degli Scopatori" (Dong Work for Yuda). Alla fine, Joe subisce uno stupro da parte dei vertici del carcere (Keep It Greasey). Poiché gli resta "molto tempo prima di aver saldato il [suo] debito con la società", decide di assumere un atteggiamento "cupo e introverso", passando il tempo a immaginare note per chitarra (Outside Now) fino al momento della scarcerazione (un caso in cui l'arte imita la vita, dato che lo stesso Zappa visse un'esperienza analoga durante la sua detenzione nel 1965).

Joe esce di prigione e si ritrova in una società distopica in cui la musica è stata messa al bando; "cammina attraverso il parcheggio in uno stato di semi-catatonia", sognando note di chitarra. A un certo punto, sente la voce della vicina, la signora Borg, che lo schernisce nella sua mente (He Used to Cut the Grass). Joe inizia a temere i giornalisti rock e canta di loro. Ha una visione in cui appare Mary e gli impartisce una lezione (Packard Goose). Joe torna a casa e sogna le sue ultime note di chitarra immaginarie (Watermelon in Easter Hay). In seguito, "impegna la sua chitarra immaginaria e trova un buon lavoro" presso la Utility Muffin Research Kitchen, dove decora i muffin spremendo rosette di glassa. Come epilogo, il Central Scrutinizer spegne il suo megafono di plastica e canta il brano conclusivo dell'album, A Little Green Rosetta, insieme alla maggior parte delle persone che lavoravano ai Village Recorders intorno al 1979; la canzone diventa sempre più caotica man mano che prosegue, a "dimostrazione" del fatto che la musica è pericolosa.

Stile ed influenze

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Testi e tematiche

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«Alla fine si scoprì che Dio non voleva che fossimo tutti uguali. Questa era una brutta notizia per i governi del mondo, poiché sembrava in contrasto con la dottrina delle "porzioni controllate". L'umanità doveva essere resa più uniforme affinché il futuro potesse funzionare. Si cercarono vari modi per unirci tutti, ma, ahimè, l'uniformità si rivelò impossibile da imporre. Fu proprio in quel periodo che a qualcuno venne l'idea della criminalizzazione totale. Si basava sul principio secondo cui, se fossimo stati tutti dei criminali, avremmo potuto finalmente raggiungere una certa uniformità agli occhi della legge. [...] La criminalizzazione totale fu l'idea più geniale dell'epoca e riscosse un enorme successo, tranne che tra coloro che non volevano diventare criminali o fuorilegge; costoro, naturalmente, dovettero esservi indotti con l'inganno... il che è uno dei motivi per cui, alla fine, la musica fu dichiarata illegale.»
— Joe's Garage Acts II & III, note interne, 1979

Le tematiche dei testi di Joe's Garage riguardano l'individualismo, la sessualità e i pericoli di un governo eccessivamente invasivo. L'album è narrato da un funzionario governativo che si identifica come "The Central Scrutinizer" (il "Grande Censore"); egli racconta una storia a scopo di monito su Joe, un tipico adolescente che fonda un gruppo musicale proprio mentre il governo si appresta a mettere la musica fuori legge. Il Central Scrutinizer spiega che la musica conduce a una "china pericolosa" che porta all'uso di droghe, a malattie, a pratiche sessuali insolite, alla prigione e, infine, alla follia. Secondo Scott Schinder e Andy Schwartz, la narrazione di Zappa sulla censura rifletteva la censura musicale durante la rivoluzione iraniana del 1979, quando la musica rock fu resa illegale dagli estremisti islamici.[8]

La title track è nota per il suo carattere autobiografico, dato che il personaggio di Larry (interpretato dallo stesso Zappa) canta che la band suona ripetutamente lo stesso brano perché «mi piaceva come suonava». Nella vita reale, Zappa disse di scrivere e suonare musica per se stesso, il suo unico pubblico di riferimento. Il testo della canzone trae inoltre ispirazione dalle esperienze vissute da band che si esibivano nei locali, come un tempo accadeva ai Mothers of Invention, e dai contratti discografici poco trasparenti che Zappa aveva affrontato in passato. In Joe's Garage, Joe scopre che l'industria musicale "non è tutto ciò che si dice". Il brano fa riferimento a diverse mode musicali, tra cui new wave, heavy metal, disco e glitter rock, e muove una critica all'industria musicale della fine degli anni Settanta.

Catholic Girls è critica verso la Chiesa cattolica, e satirizza "l'ipocrisia del mito della brava, virtuosa e casta ragazza cattolica". Sebbene Zappa fosse favorevole alla rivoluzione sessuale, si considerava un pioniere nel promuovere un discorso pubblico onesto sui rapporti sessuali, affermando:

«Gli atteggiamenti sessuali degli americani sono controllati come strumento necessario al mondo degli affari e al governo per perpetuare se stessi. Finché le persone non inizieranno a vedere oltre le apparenze, a comprendere la vera natura del sesso, continueranno ad avere gli stessi atteggiamenti nevrotici. È tutto confezionato ad arte. Il meccanismo funziona in stretta sinergia con le chiese e i leader politici in vista delle elezioni.[9]»

Questo punto di vista ispirò il testo di Crew Slut, nel quale Mary, la ragazza di Joe, cade preda dello stile di vita da groupie, finendo per partecipare a una "gara di magliette bagnate" nella traccia seguente, Fembot in a Wet T-Shirt.[9]

La stesura di Why Does It Hurt When I Pee? risale all'estate del 1978.[10] Il road manager di Zappa, Phil Kaufman, sostenne che la canzone fosse stata scritta dopo che lui aveva posto proprio quella domanda; nel contesto della trama dell'album, il brano è cantato da Joe dopo aver contratto una malattia sessualmente trasmissibile da Lucille, "una ragazza che lavora da Jack in the Box".[10] Il Central Scrutinizer continua a sostenere l'ipotesi secondo cui "ragazze, musica, malattie, pene d'amore [...] siano tutte cose strettamente legate tra loro". A metà del libretto dell'album, Zappa espresse la convinzione che i governi ritengano le persone intrinsecamente criminali e continuino a inventare leggi, fornendo così agli Stati il ​​fondamento giuridico per effettuare arresti, portando alla criminalizzazione fittizia della musica che si verifica verso la fine della trama dell'album.

A Token of My Extreme prende in giro Scientology e L. Ron Hubbard, come anche la filosofia new age e la rivoluzione sessuale.[11] Il pezzo descrive una religione ipocrita, che collabora con un "regime totalitario malvagio".[12] Stick It Out contiene riferimenti testuali ai brani di Zappa What Kind of Girl, Bwana Dik, Sofa No. 2 e Dancin' Fool.[13] Dong Work For Yuda è stata scritta come omaggio alla guardia del corpo di Zappa, John Smothers, e vede Terry Bozzio imitare il dialetto e il modo di parlare di Smothers.[14] Keep It Greasy è un omaggio testuale al sesso anale. In seguito alla prigionia e alla scarcerazione di Joe, il libretto descrive un futuro distopico, accompagnato musicalmente da lunghi assoli di chitarra, che Joe immagina nella propria mente.[6] Il penultimo brano, Packard Goose, critica il giornalismo rock e presenta un monologo filosofico pronunciato da un'apparizione del personaggio di Mary, assente sin dal primo atto. Nell'epilogo A Little Green Rosetta, Joe abbandona la musica, ritrova la lucidità, impegna la sua chitarra immaginaria e ottiene "un buon lavoro" presso la Utility Muffin Research Kitchen Facility (un riferimento allo studio di registrazione personale di Zappa). Il Central Scrutinizer canta l'ultimo brano dell'album con la sua "voce normale" e partecipa a un lungo numero musicale insieme alla maggior parte delle altre persone che hanno collaborato con Zappa intorno al 1979.

Musica ed esecuzione

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Image
Joe's Garage è noto per il suo vasto lavoro incentrato sulla chitarra, incluse le improvvisazioni dal vivo poi incorporate in nuove composizioni in studio mediante la tecnica della xenocronia

La musica di Joe's Garage abbraccia una grande varietà di stili, includendo blues, jazz, doo wop, lounge, musica orchestrale, rock, pop e reggae. Catholic Girls contiene un riferimento musicale al controverso brano di Zappa Jewish Princess: un sitar esegue infatti la melodia di quest'ultimo durante la sfumatura in chiusura di Catholic Girls. Crew Slut è eseguita come un lento blues, caratterizzato da riff di chitarra slide e un assolo di armonica. Secondo la musicologa Kelly Fisher Lowe, il brano ricorda "più i Rolling Stones o gli Aerosmith che Gatemouth Brown o Guitar Watson". L'esteso assolo di chitarra in due parti, della durata di tre minuti e mezzo, presente in Toad-O-Line è tratto da un precedente brano di Zappa, Inca Roads.[15]

A Token of My Extreme nacque come brano strumentale eseguito durante conversazioni improvvisate dal sassofonista Napoleon Murphy Brock e da George Duke alle tastiere. Solitamente apriva i concerti di Zappa nel 1974; una registrazione di questa versione del brano fu pubblicata con il titolo Tush Tush Tush (A Token of My Extreme) in You Can't Do That on Stage Anymore, Vol. 2.

Lucille Has Messed My Mind Up apparve dapprima nell'omonimo album di Jeff Simmons, dove la scrittura è attribuita a "La Marr Bruister", uno degli pseudonimi di Zappa.[16] L'arrangiamento di Joe's Garage è radicalmente diverso ed è eseguito in stile reggae.[16] Stick It Out nacque come parte della sequenza di Sofa eseguita dai Mothers of Invention nei primi anni settanta. La versione di Joe's Garage è musicalmente influenzata dal funk e dalla disco, con il testo eseguito prima in tedesco e poi in inglese.[17] Sy Borg deriva dal funk, dal reggae e dal R&B.

Keep It Greasy veniva suonata da Zappa in concerto sin dal 1975; la versione inclusa in Joe's Garage include un assolo di chitarra tratto da un'esibizione del marzo 1979 della canzone City of Tiny Lights. Un altro assolo di chitarra del marzo 1979, tratto da City of Tiny Lights, venne inserito nel brano Outside Now utilizzando la medesima tecnica di registrazione. Anche Packard Goose, brano scritto da Zappa nel 1975, impiega la xenocronia: il suo assolo di chitarra proviene infatti da un'esecuzione di Easy Meat del marzo 1979.

L'album si chiude con un lungo brano strumentale per chitarra elettrica, Watermelon in Easter Hay, l'unico assolo di chitarra registrato appositamente per l'album, in tempo di 9/4; tutti gli altri assoli presenti nel disco sono di natura xenocrona, ovvero sovraincisi a partire da registrazioni dal vivo precedenti.[18] Nella sua recensione dell'album, la rivista Down Beat espresse giudizi negativi sul brano, ma i critici successivi lo hanno celebrato come il capolavoro di Zappa. Lowe lo ha definito il "culmine dell'album" e "uno dei brani musicali più splendidi mai realizzati". Zappa disse a Neil Slaven di ritenerla egli stesso la "canzone migliore sull'album".[18] Si ritiene che il titolo del brano derivi da una frase detta da Zappa durante la registrazione dell'album: «Playing a guitar solo with this band is like trying to grow watermelon in Easter hay» ("Suonare un assolo di chitarra con questa band è come cercare di far crescere angurie nel fieno di Pasqua").[19] Dopo la morte di Zappa, Watermelon in Easter Hay divenne nota come uno dei suoi pezzi più caratteristici, e suo figlio, Dweezil Zappa, in seguito lo definì "il miglior assolo che Zappa abbia mai suonato".[20]

Il brano è seguito da A Little Green Rosetta, una canzone originariamente destinata ad apparire nell'album accantonato di Zappa Läther, ma riregistrata con un testo differente per Joe's Garage.[21]

Origini degli assoli di chitarra

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Tutte le date si riferiscono al 1979.

Brano Fonte Note
Toad-O Line/On the Bus 21 marzo
Rhein-Neckar-Halle, Eppelheim, Germania
Estratto da Inca Roads (appare anche in One Shot Deal come Occam's Razor)
Keep It Greasy 31 marzo (show serale),
Rudi-Sedlmayer Sporthalle, Monaco di Baviera, Germania
Prima sezione estratta da City of Tiny Lites (appare anche in Guitar come Outside Now (Original Solo))
31 marzo (show pomeridiano),
Rudi-Sedlmayer Sporthalle, Monaco di Baviera, Germania
Seconda sezione estratta da City of Tiny Lites
Outside Now Secondo assolo estratto da City of Tiny Lites
1º aprile,
Hallenstadion, Zurigo, Svizzera
Primo assolo estratto da City of Tiny Lites
Packard Goose Prima sezione estratta da Easy Meat
27 marzo (show serale),
Rhein-Main-Halle, Wiesbaden, Germania
Seconda sezione estratta dall'assolo d'apertura (Persona Non Grata)
He Used to Cut the Grass 23 marzo,
Liebenau Station, Graz, Austria
Estratto dall'assolo d'apertura (Persona Non Grata)

Pubblicazione

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Joe's Garage fu inizialmente pubblicato in parti separate, a partire dal singolo LP Act I nel settembre del 1979. Per la copertina dell'album, Zappa fu fotografato con il viso dipinto di nero in un trucco molto simile al blackface,[22] mentre regge un mocio, in linea con il tema dell'officina meccanica.[18] La copertina apribile di Act I venne realizzata da John Williams e presenta un collage che include una figura Maya nuda, vaghi disegni tecnici, piramidi e dita sulla tastiera di una chitarra.[18] L'inserto con i testi presentava illustrazioni simili, legate ai contenuti dei brani e alla trama.[18] La title track fu pubblicata su singolo, ma il 45 giri non entrò in classifica negli Stati Uniti.[23]

Act I raggiunse la posizione numero 27 nella classifica Pop Albums di Billboard. Fu seguito dal doppio album Acts II & III in novembre. L'interno della copertina apribile di Acts II & III presentava collage tratti da una rivista medica, mentre la copertina vera e propria ritraeva un truccatore intento ad applicare del trucco sul volto di Zappa.[18] Acts II & III raggiunse la posizione numero 53 in classifica.[24]

Nel 1987 Joe's Garage fu ristampato come album triplo in vinile, accorpando insieme Acts I, II & III, e come doppio album in formato compact disc. La canzone Wet T-Shirt Nite ricevette due titoli alternativi al momento della pubblicazione dell'album su CD: il libretto indicava il brano come The Wet T-Shirt Contest, mentre il retro di copertina lo riportava come Fembot in a Wet T-Shirt.[25] In un'intervista, Zappa spiegò che "fembot" era il nome dato a un robot dalle sembianze femminili in un episodio della serie televisiva L'uomo da sei milioni di dollari.[25] La traccia strumentale Toad-O Line venne ribattezzata On the Bus.[26] Il monologo del Central Scrutinizer alla fine di Lucille Has Messed My Mind Up, che conclude la storia del primo atto, fu indicizzata come traccia a sé stante nella ristampa in CD, con il titolo Scrutinizer Postlude.

Accoglienza critica

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Recensioni professionali
RecensioneGiudizio
AllMusicImageImageImageImageImage (Acts I, II & III)[27]
ImageImageImageImageImage (Acts I)[28]
ImageImageImageImageImage (Acts II & III)[29]
Down BeatImageImageImageImageImage[30]
QImageImageImageImageImage[31]
Rolling StoneImageImageImageImageImage[32]
The Rolling Stone Album GuideImageImageImageImageImage[33]
Ondarock7/10[34]
Piero Scaruffi6,5/10[35]
Dizionario del pop rockImageImageImageImageImage[36]

AllMusic assegnò 3 stelle su 5 alle uscite individuali di Act I e Acts II & III.[28][29] William Ruhlmann scrisse a proposito di Act I: "Sebbene la sua preoccupazione per la censura governativa avrebbe trovato piena espressione in seguito, nelle sue battaglie contro il Parents Music Resource Center (P.M.R.C.), in questo caso non riuscì a sfruttarla per assolvere a una funzione drammatica soddisfacente".[28] Inoltre Ruhlmann ritenne che Acts II & III "fosse così esile e raffazzonato, sia dal punto di vista musicale che da quello drammatico".[29]

Il critico Larry Birnbaum della rivista Down Beat, nell'aprile 1980 liquidò Joe's Garage definendo il disco un'opera rock concettuale "noiosa, volgare, misogina e scatologica".[37] La recensione sosteneva che l'album mancasse di sostanza musicale, affidandosi invece a oscenità puerili e a uno stile elementare e regressivo, incapace di coinvolgere a un livello più profondo. Tra le critiche negative, la rivista mise però in risalto e lodò la prestazione eccezionale del batterista Vinnie Colaiuta.

Don Shewey della rivista Rolling Stone scrisse: "Se la superficie di quest'opera è ingombra di gag dozzinali e di un guazzabuglio musicale, la sua anima risiede in un profondo dolore esistenziale. Gli assoli di chitarra che Zappa esegue nell'immaginazione di Joe bruciano di una bellezza desolata e devastante. Difetti a parte, Joe's Garage è l'Apocalypse Now di Frank Zappa".[38] Il triplo album Acts I, II & III ricevette 4.5 stelle su 5 da Steve Huey di AllMusic, che scrisse: "Nonostante i suoi difetti, Joe's Garage possiede abbastanza sostanza da imporsi come una delle opere più significative di Zappa degli anni '70 e come una delle sue dichiarazioni politiche più rilevanti, anche se manca della compattezza necessaria per collocarsi al livello dei primi capolavori realizzati con le Mothers of Invention".[27]

Il critico musicale Piero Scaruffi definì Joe's Garage "un'opera dignitosa e al tempo stesso di facile consumo, che però poco aggiunge al repertorio di base di Zappa"[35], mentre invece per il recensore di Ondarock Massimo Marchini il disco "rappresenta una delle vette creative dello Zappa-rock".[39]

Per il lavoro svolto in Joe's Garage, Vinnie Colaiuta è stato definito "il batterista tecnicamente più avanzato di sempre" dalla rivista Modern Drummer, che ha inserito l'album tra le 25 migliori performance batteristiche di tutti i tempi.[40]

Testi e musiche di Frank Zappa.

  1. The Central Scrutinizer – 3:28
  2. Joe's Garage – 6:10
  3. Catholic Girls – 4:26
  4. Crew Slut – 6:31
  5. Fembot in a Wet T-Shirt – 4:45
  6. On the Bus (Toad-O Line) – 4:19
  7. Why Does It Hurt When I Pee? – 2:36
  8. Lucille Has Messed My Mind Up – 5:43
  9. Scrutinizer Postlude – 1:35

Durata totale: 39:33

  1. A Token of My Extreme – 5:30
  2. Stick It Out – 4:34
  3. Sy Borg – 8:56
  4. Dong Work for Yuda – 5:03
  5. Keep It Greasey – 8:22
  6. Outside Now – 5:50

Durata totale: 38:15

  1. He Used to Cut the Grass – 8:35
  2. Packard Goose – 11:34
  3. Watermelon in Easter Hay – 9:09
  4. A Little Green Rosetta – 8:15

Durata totale: 37:33

Crediti tecnici

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  • Frank Zappa – Produttore
  • Steve Alsberg – Project Coordinator
  • Joe Chiccarelli – Ingegnere e tecnico del suono
  • Tom Cummings – Assistant
  • Ferenc Dobronyi – Cover Design
  • Mick Glossop – Remixing
  • Jack Hunt – Mastering
  • Thomas Nordegg – Assistant
  • Steve Nye – Remixing
  • Stan Ricker – Mastering
  • Norman Seeff – Fotografo
  • John Williams – Artwork
  1. ↑ (EN) Joe's Garage – Gold/Platinum, su Music Canada. URL consultato il 3 aprile 2018.
  2. ↑ John Swenson, Frank Zappa: The Myth Of 'Joe's Garage', in Rolling Stone, 13 dicembre 1979.
  3. ↑ Kevin Courrier, Dangerous Kitchen: The Subversive World of Zappa, ECW Press, 2002, ISBN 1-55022-447-6.
  4. ↑ Bob Gulla, Guitar Gods: The 25 Players Who Made Rock History, ABC-CLIO, 2008, ISBN 978-0-313-35806-7.
  5. 1 2 3 Michie, Chris, We are the Mothers...and This Is What We Sound Like!, in Mix, 1º gennaio 2003. URL consultato il 21 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2012).
  6. 1 2 Kelly Fisher Lowe, The Words and Music of Frank Zappa, University of Nebraska Press, 2007, ISBN 978-0-8032-6005-4.
  7. ↑ Jonathan C. Friedman, The Routledge History of Social Protest in Popular Music, Routledge, 2013, .
  8. ↑ Scott Schinder, Icons of Rock, vol. 2, Greenwood Publishing Group, 2008, ISBN 978-0-313-33847-2.
  9. 1 2 Barry Miles, Zappa, Grove Press, 2004, p. 284–285, ISBN 0-8021-1783-X.
  10. 1 2 François Couture, Why Does It Hurt When I Pee?, su AllMusic. URL consultato il 19 febbraio 2012.
  11. ↑ L. Ron Hubbard (1911–86), in Fifty Key Figures in Science Fiction, Taylor & Francis, 2009, p. 114, ISBN 978-0-415-43950-3.
  12. ↑ Michael J. Prince, The Science Fiction Protocols of Frank Zappa, in Chapter&Verse, PopMatters Media, Inc., primavera 2005.
  13. ↑ François Couture, Stick It Out, su AllMusic. URL consultato il 19 febbraio 2012.
  14. ↑ François Couture, Dong Work for Yuda, su AllMusic. URL consultato il 19 febbraio 2012.
  15. ↑ Inca Roads, su globalia.net.
  16. 1 2 François Couture, Lucille Has Messed My Mind Up, su AllMusic. URL consultato il 19 febbraio 2012.
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Collegamenti esterni

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