Louis Vincent Joseph Le Blond de Saint-Hilaire
| Louis Vincent Le Blond de Saint-Hilaire | |
|---|---|
| Nascita | Ribemont, 4 settembre 1766 |
| Morte | Vienna, 5 giugno 1809 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Grado | Generale di divisione |
| Guerre | Guerre rivoluzionarie francesi Guerre napoleoniche |
| Campagne | Campagna d'Italia (1796-1797) |
| Battaglie | Assedio di Tolone Battaglia di Loano Battaglia di Castiglione Battaglia di Austerlitz Battaglia di Eylau Battaglia di Aspern-Essling |
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Louis Vincent Joseph Le Blond de Saint-Hilaire (Ribemont, 4 settembre 1766 – Vienna, 5 giugno 1809) è stato un generale francese. Fu attivo durante le guerre rivoluzionarie francesi e le guerre napoleoniche. Il suo nome è inciso sul Pilastro Sud dell'Arco di Trionfo di Parigi.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Gli inizi e le guerre rivoluzionarie francesi
[modifica | modifica wikitesto]Nacque a Ribemont il 4 settembre 1766.[2][3][4] La introduzione alla carriera militare fu molto precoce: il padre, capitano di cavalleria, lo fece arruolare come cadetto all'interno del reggimento di cavalleria Conti già nel 1777. Quattro anni più tardi salpò per le Indie Orientali, rimanendovi sino al 1785 ed ottenendo in questo periodo il ruolo di portabandiera per il suo reggimento e una promozione a sottotenente, quest'ultima concessa nell'aprile 1783. Tornato in Francia, ottenne la promozione a tenente nel 1788 e a capitano il 1° luglio 1792.[2][3] Al momento in cui la guerra della Prima coalizione ebbe inizio, Saint-Hilaire era un ufficiale degli ussari.[4] Fu aggregato all'Armata delle Alpi[2][3] e fu messo a comando di un corpo di cacciatori a piedi nel dipartimento delle Alte Alpi.[2] Nel 1793 fu indirizzato a Tolone, città coinvolta in una rivolta realista. In quest'occasione prese il comando dell'ala sinistra dell'avanguardia.[2][3] Durante l'assedio della città ebbe modo di conoscere Bonaparte.[4]
Dopo che la città tornò in mano ai repubblicani, Saint-Hilaire prestò servizio in Italia come aiutante generale provvisorio,[2][3] ricevendo la conferma del grado dai rappresentanti del popolo Saliceti e Barras il 27 dicembre 1793.[2] Il suo carattere buono e onesto, quasi cavalleresco, fece di lui un ufficiale particolarmente apprezzato,[4] tanto che Laharpe, suo superiore nell'Armata d'Italia, riportò su di lui parole positive, proprio elogiandone la condotta e la rettitudine morale.[2] Il 14 aprile 1795 riesce ad impadronirsi del Colla dei Termini nei pressi di Ormea, facendo 300 prigionieri nell'impresa. Difese poi la posizione di Borghetto Santo Spirito durante la controffensiva degli alleati, resistendo alla pressione di 9000 austriaci per l'intera giornata del 19 settembre e catturando oltre 600 prigionieri. A seguito dell'accaduto, ottenne la nomina provvisoria a generale di brigata. Nel successivo novembre, durante la battaglia di Loano, si impadronì delle ridotte di Rocca Barbena. Durante gli scontri fu ferito alla mano sinistra da un proiettile austriaco, perdendo due dita. Il 24 dicembre gli fu conferito il comando della 3ª brigata della divisione Laharpe.[2][5] Lasciò temporaneamente il fronte nel marzo 1796, affidando la sua brigata al generale Cervoni. Al suo ritorno, nel successivo luglio, fu inizialmente collocato nella divisione Massena e solo quattro giorni dopo, il 6 luglio, fu trasferito nella divisione Augereau.[2] Spostato nuovamente, stavolta nella divisione Sauret, Saint-Hilaire prese parte alle battaglie di Lonato e di Castiglione, riuscendo a catturare il paese di Gavardo il 4 agosto e Rocca d'Anfo il 7. Fu trasferito agli inizi di settembre nella divisione Vaubois e con essa prese parte alla battaglia di Bassano. A pochi giorni di distanza, si distinse nuovamente in uno scontro a Duecastelli, dove venne ferito ad entrambe le gambe da un colpo d'artiglieria, e nella battaglia di San Giorgio, dove fu invece colpito da un colpo di moschetto.[2][5] Ottenne la conferma del suo grado il 25 settembre.[5]
Terminato il conflitto, nel maggio 1798 fu scelto come comandante dei depositi dell'Armata d'Oriente presso Tolone. Un anno dopo fu incaricato del comando dell'8ª divisione militare presso Marsiglia. Ottenuto il grado di generale di divisione, si unì al generale Suchet nella difesa della linea del Var dalle forze del generale von Melas nel maggio del 1800, portando con sé numerosi volontari della sua divisione e della Guardia Nazionale dei dipartimenti del Var e delle Bocche del Rodano.[5][6] Il 12 novembre assunse il comando della 15ª divisione militare a Rouen.[5] Il 31 agosto fu inviato al comando della 1 divisione del campo di Saint-Omer.[5][6] Nominato membro della Legion d'Onore l'11 dicembre 1803, fu elevato a Grand'Ufficiale il 14 giugno 1804.[6]
Sotto l'Impero
[modifica | modifica wikitesto]Con lo scoppio della guerra della Terza coalizione, si unì al IV Corpo della Grande Armée sotto la guida del maresciallo Soult. Combatté e fu ferito ad Austerlitz, segnalandosi in particolare nella presa dell'altura di Pratzen insieme al generale Vandamme. L'anno successivo combatté a Jena e nel 1807 prese parte alle battaglie di Eylau e di Heilsberg nel corso della guerra della Quarta coalizione.[4][5][6] Il valore dimostrato sul campo fu ricompensato generosamente: ottenne diverse rendite nell'Hannover, nella Polonia e nella Vestfalia; fu elevato a Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore il 27 dicembre 1805; fu nominato Commendatore dell'Ordine della Corona ferrea e Conte dell'Impero nel 1808.[5][6]
Il 12 ottobre 1808 fu nominato comandante della 1ª divisione dell'Armata del Reno sotto il maresciallo Davout.[5][7] Si trovava ancora in Germania al momento dello scoppio della guerra del 1809. Durante la campagna ebbe l'occasione di distinguersi in varie delle battaglie a cui prese parte: sotto il comando del maresciallo Lannes, partecipò agli scontri di Teugn-Hausen, di Schierling, di Eckmühl e di Ratisbona.[5] Napoleone, dopo essere entrato a Vienna, gli promise che a breve sarebbe diventato uno dei suoi marescialli.[8] Purtroppo, non visse abbastanza da ottenere tale onore: fu ferito gravemente nel corso della battaglia di Aspern-Essling, dove perse il piede destro, colpito da colpo dell'artiglieria austriaca.[9] La gamba in seguito sviluppò una gangrena che lo portò alla morte il 5 giugno.[8] Napoleone ne dispose l'inumazione della salma al Pantheon, insieme a quella del maresciallo Jean Lannes, facendo erigere una sua statua sul ponte de la Concorde.[4][7]
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Stemma
[modifica | modifica wikitesto]| Immagine | Blasonatura | |
| Louis Vincent Joseph Le Blond de Saint-Hilaire Conte dell'Impero francese Coupé : au 1, parti du quartier des comtes militaires de l'Empire et d'or, au croissant de gueules, accompagné de trois merlettes mal-ordonnées de sable ; au 2, d'hermine, à la barre de gueules, chargée de trois molettes (ou étoiles à cinq rays) d'argent. |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Mullié, p. 520.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Lievyns, p. 535.
- 1 2 3 4 5 Six, p. 413.
- 1 2 3 4 5 6 Mullié, pp. 519-520.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Six, p. 414.
- 1 2 3 4 5 Lievyns, pp. 535-536.
- 1 2 Lievyns, p. 536.
- 1 2 Andrew Roberts, Napoleone il Grande, p. 612.
- ↑ (FR) Alexandre Gourdon , Alain Guittard , Les Autographes des Généraux de l'Empire, Ed. Alain Piazzola
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) Charles Mullié, Biographie des célébrités militaires des armées de terre et de mer: de 1789 à 1850, vol. 2, Poignavant, 1851.
- (FR) A. Lievyns, Jean Maurice Verdot e Pierre Bégat, Fastes de la Légion-d'honneur, vol. 3, Parigi, Bureau de l'administration, 1844.
- (FR) George Six, Dictionnaire biographique des généraux et amiraux français de la Révolution et de l'Empire : 1792-1814, vol. 2, Parigi, Librairie historique et nobiliaire, 1934.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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- Morti il 5 giugno
- Nati a Ribemont
- Morti a Vienna
- Sepolti nel Pantheon (Parigi)
- Generali francesi delle guerre napoleoniche
- Gran croce della Legion d'onore
- Persone iscritte sull'Arco di Trionfo a Parigi
