Mariano Tullio Troia
Mariano Tullio Troìa (Palermo, 3 settembre 1933 – Viterbo, 27 marzo 2010) è stato un mafioso italiano, legato a Cosa nostra.
Dal 1992 era inserito nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia fino al suo arresto avvenuto a Palermo nel settembre 1998.[1]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Era figlio di Mariano Troìa, il potente boss mafioso che controllava il quartiere di San Lorenzo a Palermo e che, insieme ai suoi alleati Antonino Matranga di Resuttana, Vincenzo Nicoletti di Pallavicino, Pietro Torretta dell'Uditore e Michele Cavataio dell'Acquasanta, era stato uno degli istigatori della prima guerra di mafia scoppiata a Palermo all'inizio degli anni '60.[2] Troia fuggì a Milano durante la successiva repressione poliziesca, dove morì di cause naturali nel 1967, poco dopo essersi costituito.[3]
Nonostante il coinvolgimento del padre in quel gruppo, la maggior parte dei cui membri furono uccisi nelle successive rappresaglie della mafia, a Mariano Tullio Troia fu permesso di scalare i ranghi di Cosa nostra. Per lungo tempo Troia rimase sconosciuto agli inquirenti, sebbene avesse raggiunto un ruolo di primo piano all'interno della famiglia mafiosa del quartiere di San Lorenzo. Era uno dei luogotenenti più fidati del boss corleonese Totò Riina.[1] Sebbene alcuni collaboratori di giustizia, come Gaspare Mutolo e Giuseppe Marchese[1], lo abbiano originariamente indicato come sostituto di Giuseppe Giacomo Gambino, incarcerato nel 1986, come capo del mandamento di San Lorenzo e nella Commissione provinciale, in realtà rivestiva la carica di consigliere della famiglia di San Lorenzo guidata da Salvatore Biondino, come rivelato da altri collaboratori di giustizia come Giovan Battista Ferrante, Salvatore Cancemi e Giovanni Brusca.[3]
Nel 1992 la polizia ricevette per la prima volta informazioni dettagliate su Troia da Alberto Lo Cicero, il suo ex autista, il quale, dopo essere sopravvissuto a un agguato il 20 dicembre 1991, divenne prima un confidente e poi un collaboratore di giustizia nell'agosto del 1992, affermando che alcuni membri della Commissione provinciale di Cosa Nostra, tra cui Riina, si incontravano nella villa di Troia a San Lorenzo.[2][4] Lo Cicero raccontò anche che Troia fosse implicato nell'uccisione dei giudici antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel maggio e luglio del 1992 ma non fu creduto.[1][5]
Nell'ottobre del 1992, Troia fu incriminato come uno dei mandanti dell'omicidio dell'eurodeputato democristiano Salvo Lima.[4] Il suo nome comparve anche come mandante degli omicidi di Mario Prestifilippo e Giovanni Fici, assassinati nel 1987 e nel 1988 per prevenire rappresaglie dopo l'eliminazione del boss mafioso Pino "Scarpuzzedda" Greco.[1] Fu perciò inserito nella lista dei latitanti di massima pericolosità. La polizia italiana affermò che Troia si era trasferito in Sudafrica, dove era ospitato da Salvatore Morettino, un cittadino italiano naturalizzato sudafricano residente a Houghton (un ricco sobborgo di Johannesburg), secondo quanto riportato dall'intelligence della polizia del Capo Occidentale in un briefing del marzo 1998.[6] Era anche in contatto con Vito Roberto Palazzolo, un uomo d'affari siciliano con legami con la mafia.[6]
Fu arrestato a Palermo il 15 settembre 1998 dagli uomini del vicequestore Saverio Montalbano.[1][4] All'epoca, era considerato il numero tre della mafia siciliana. Fu catturato al secondo piano di una casa nel quartiere di Tommaso Natale, a letto con la padrona di casa, mentre il marito della donna dormiva al piano di sotto in una stanza con le figlie.[4]
Troia morì il 27 marzo 2010 nel reparto riservato ai detenuti dell'ospedale di Viterbo, dopo aver ottenuto il differimento della pena per motivi di salute[7]. Il questore di Palermo dispose che "per ragioni di ordine pubblico" venissero vietati i funerali pubblici, che si svolsero in forma privata.[7]
Processi
[modifica | modifica wikitesto]- Nel 1998, nel processo relativo all'omicidio dell'eurodeputato Salvo Lima, Troia fu assolto dall'accusa di essere uno dei mandanti ma fu condannato a due anni di carcere per il reato di associazione mafiosa.[3]
- Nel 2001 Troia è stato condannato in primo grado all'ergastolo nel maxi-processo “Tempesta” con 150 imputati di 127 omicidi avvenuti a Palermo tra il 1973 e il 1992, tra cui quello dell'agente di polizia Calogero Zucchetto e il triplice delitto del capitano dei Carabinieri Mario D'Aleo, dell'appuntato Giuseppe Bommarito e del carabiniere Pietro Morici.[8] Nel 2005 la Cassazione annullò l'ergastolo a Troia e ad altri 37 boss e dispose la celebrazione di un nuovo processo d'appello[9][10], concluso nel 2007 con una nuova condanna all'ergastolo.[11]
- Nel 2005 Troia è stato condannato all'ergastolo insieme a Michelangelo La Barbera e a Salvatore Montalto per la strage della circonvallazione (16 giugno 1982), in cui persero la vita il boss mafioso Alfio Ferlito insieme ai tre carabinieri che lo stavano scortando in un altro carcere, Salvatore Raiti, Silvano Franzolin e Luigi Di Barca, e all'autista civile Giuseppe Di Lavore.[12]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 la Repubblica/fatti: Nuovo colpo alla mafia arrestato il boss Troia, su www.repubblica.it. URL consultato il 20 giugno 2026.
- 1 2 Un nuovo pentito accusa Riina (PDF), su L'Unità, 13 marzo 1993. URL consultato il 20 giugno 2026.
- 1 2 3 Giuseppe Nobile, Mirella Agliastro, Corte d'Assise di Palermo, II Sez. Pen., Sentenza del 15 luglio 1998 nei confronti di Riina Salvatore + 31 per l'omicidio di Salvatore Lima, (pp. 647-653) (PDF), su archivioantimafia.org. URL consultato il 20 giugno 2026.
- 1 2 3 4 Rino Cascio, Troia, il sudafricano, su il manifesto, 15 settembre 1998. URL consultato il 20 giugno 2026.
- ↑ Strage di Capaci, s’indaga di nuovo sulla pista nera e su Delle Chiaie, su Il Fatto Quotidiano, 23 maggio 2022. URL consultato il 20 giugno 2026.
- 1 2 Rino Cascio, Sudafrica, paradiso miliardario dei boss latitanti, su il manifesto, 16 settembre 1998. URL consultato il 20 giugno 2026.
- 1 2 Funerali blindati per Mariano Tullio Troia, su Giornale di Sicilia, 1º aprile 2010. URL consultato il 20 giugno 2026.
- ↑ Emessa la sentenza del processo 'Tempesta'. Torna in auge il teorema Buscetta - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 17 novembre 2001. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ La Corte di Cassazione conferma solo quindici delle ottantuno condanne per venti anni di delitti nella guerra di mafia Un ergastolo in meno per Provenzano Processo Tempesta, 10 boss si preparano a lasciare il carcere - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 21 aprile 2005. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ Corriere della Sera - Annullato l'ergastolo a Provenzano, su www.corriere.it. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ Passi avanti nelle inchieste di mafia Gotha e Tempesta. Bernardo Provenzano protagonista in entrambe, su Guida Sicilia. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ Strage della circonvallazione tre boss condannati all' ergastolo - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 22 febbraio 2005. URL consultato il 20 giugno 2026.