Perfugas
| Perfugas comune | |
|---|---|
| (IT) Perfugas (SC) Pèifugas (SDN) Pèlfica | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Giovanni Filiziu (lista civica) dal 26-10-2020 |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°49′56″N 8°53′04″E |
| Altitudine | 90 m s.l.m. |
| Superficie | 60,88 km² |
| Abitanti | 2 200[1] (31-5-2026) |
| Densità | 36,14 ab./km² |
| Frazioni | Lumbaldu, Sas Tanchittas, Sa Contra, Modditonalza, Campudulimu, Sas Contreddas, Falzittu, Su Aldosu, Salconatzos. |
| Comuni confinanti | Bortigiadas (OT), Bulzi, Chiaramonti, Erula, Laerru, Martis, Santa Maria Coghinas, Tempio Pausania (OT) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 07034 |
| Prefisso | 079 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 090056 |
| Cod. catastale | G450 |
| Targa | SS |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa)[2] |
| Nome abitanti | (IT) perfughesi[3] (SC) peifughesos (SDN) pelfichesi |
| Patrono | Madonna degli Angeli |
| Giorno festivo | 2 agosto |
| Cartografia | |
nella città metropolitana di Sassari | |
| Sito istituzionale | |
Perfugas (Pèifugas in sardo, Pèlfuca/Pèifuga in gallurese) è un comune italiano di 2 200 abitanti[1] della città metropolitana di Sassari. Si trova nella regione storica dell'Anglona.
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Il nome Perfugas continua quello latino perfugas, ossia "immigrati, fuggiaschi" con riferimento alla leggenda sull'origine della popolazione protosarda dei Bàlari che in antichità dimorava in queste terre[4].
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'area fu abitata già nel Paleolitico inferiore, nel Neolitico, in epoca prenuragica e nuragica e in epoca romana. Si trovano numerose testimonianze archeologiche risalenti a queste epoche, tra cui alcune tombe dei giganti, circa 15 domus de janas e 60 nuraghi.
Nel Medioevo fece parte del Giudicato di Torres, nella curatoria dell'Anglona. Alla caduta del giudicato (1259) passò ai Doria e successivamente (intorno al 1450) agli Aragonesi. Sotto i Doria sorgevano a Perfugas alcune torri costruite probabilmente nella seconda metà del 1200. Nel XVIII secolo il paese venne incorporato nel principato d'Anglona, sotto la signoria prima dei Pimentel e poi dei Tellez-Giron d'Alcantara, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma e il gonfalone del comune di Perfugas sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 24 febbraio 2003.[5]
Il gonfalone è un drappo di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Di notevole interesse sono
- la chiesa parrocchiale di Nostra Signora degli Angeli (sec. XVI), che ospita il retablo di San Giorgio
- la chiesa di San Giorgio de Ledda (metà del 1400), a un km dall'abitato, con il vicino e omonimo nuraghe
- la chiesa di Santa Vittoria di Su Sassu, del 1120, dove venne rinvenuta la pergamena di consacrazione che costituisce l'attestazione più antica in scrittura carolina della Sardegna.
- la chiesa di Santa Maria della Concezione (1160), detta Santa Maria de foras, che fu la prima parrocchiale.
Altre chiese nel capoluogo comunale sono
- la chiesa di Santa Croce (sec. XVII)
- la chiesa di San Giovanni Battista (sec. XVII)
- la chiesa di Mater Purissima (1967)
- Inoltre nell'agro sorgono:
- la chiesa di Sant'Antonio da Padova nella frazione di Sa Contra
- la chiesa di Sant'Anna nella frazione di Lumbaldu
Siti archeologici
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio del paese è ricchissimo di testimonianze archeologiche. Sono stati rinvenuti numerosi reperti risalenti al Paleolitico e all'interno del centro storico si trova un complesso nuragico comprendente un raffinato pozzo sacro detto del Predio Canopoli. Nella località di Niedda è stata riscoperta una fonte sacra del medesimo periodo. Nel comune si trova anche il sito archeologico di Sa Pedrosa-Pantallinu[6].
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[7]

Lingue e dialetti
[modifica | modifica wikitesto]La variante del sardo parlata a Perfugas è quella logudorese settentrionale. Nel comune di Perfugas non si parla solo logudorese: nelle frazioni dislocate nel Sassu si parlano due varietà di gallurese.
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Istruzione
[modifica | modifica wikitesto]Musei
[modifica | modifica wikitesto]Museo Paleobotanico e Archeologico (MAP). Il museo conserva testimonianze archeologiche scoperte nel territorio di Perfugas e del circondario[6].
Comprende una sezione paleobotanica, con fossili vegetali delle foreste pietrificate presenti in Anglona e una sezione paleolitica, con alcuni tra i più antichi manufatti in pietra finora rinvenuti in Sardegna. Inoltre ospita una statuina di Dea Madre "con Bambino" del IV millennio a.C.
La chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli è dotata di una cappella che ospita la sezione locale del Museo Diocesano nella quale sono esposti il monumentale Retablo di San Giorgio (m. 6,60x8,40), due pergamene del 1120 e del 1328, alcune statue lignee (Madonna del XIV secolo) e una serie di argenti (reliquari e un crocifisso processionale del XVI secolo).
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Ferrovie
[modifica | modifica wikitesto]L'abitato è servito dalla stazione di Perfugas, posta lungo la ferrovia Sassari-Tempio-Palau, linea utilizzata in questo tratto sino al 1997 per i servizi di trasporto pubblico e successivamente per esclusivi impieghi turistici legati al Trenino Verde. Nel territorio comunale di Perfugas è compresa anche la fermata di Coghinas.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995 | 16 aprile 2000 | Antonio Giovanni Burrai | liste civiche di centro-sinistra | Sindaco | [8] |
| 16 aprile 2000 | 8 maggio 2005 | Domenico Decandia | lista civica | Sindaco | [9] |
| 8 maggio 2005 | 30 maggio 2010 | Domenico Decandia | lista civica | Sindaco | [10] |
| 30 maggio 2010 | 31 maggio 2015 | Mario Satta | lista civica Perfugas attiva | Sindaco | [11] |
| 31 maggio 2015 | 26 ottobre 2020 | Domenico Decandia | lista civica Insieme per un futuro migliore | Sindaco | [12] |
| 26 ottobre 2020 | in carica | Giovanni Filiziu | lista civica "Perfugas impegno e trasparenza" | Sindaco | [13] |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Perfugas - Enciclopedia - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 9 agosto 2026.
- ↑ sito del comune di Perfugas, su comune.perfugas.ss.it.
- ↑ Perfugas (Sassari) D.P.R. 24.02.2003 concessione di stemma e gonfalone, su presidenza.governo.it. URL consultato il 12 aprile 2022.
- 1 2 Miniere di Sardegna - Archeologia mineraria e turismo minerario in Sardegna, su www.minieredisardegna.it. URL consultato il 22 luglio 2025.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente - Serie storica, su esploradati.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Comunali 23/04/1995, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
- ↑ Comunali 16/04/2000, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
- ↑ Comunali 08/05/2005, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
- ↑ Comunali 30/05/2010, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
- ↑ Comunali 31/05/2015, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
- ↑ Comunali 25/10/2020, su elezioni.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 27 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2021).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Mauro Maxia, Aldo Sari, San Giorgio di Perfugas: arte e storia, Zonza Editori, Cagliari 2001.
- Manlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X. URL consultato l'8 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2014).
- Francesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007. URL consultato l'8 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2012).
- Mauro Maxia, Perfugas e la sua comunità: profilo onomastico storico descrittivo, 2 volumi, Taphros, Olbia 2010-2016.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Perfugas
Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Perfugas
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.perfugas.ss.it.
- Pèrfugas, su sapere.it, De Agostini.
- La scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna, su comunas.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 129355148 · LCCN (EN) no2004031004 · J9U (EN, HE) 987007465888705171 |
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