Proci
| Proci gruppo | |
|---|---|
| Saga | Odissea |
| Nome orig. | μνηστήρες (mnestéres) |
| Lingua orig. | Greco antico |
| Autore | Omero |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | Umani |
| Sesso | Maschi |
| Luogo di nascita |
|
| Professione | Principi |
| Capo/leader | Antinoo |
I pretendenti di Penelope (in greco antico μνηστήρες της Πηνελόπης?; dal greco antico μνηστήρ?, "pretendente"[1]), più comunemente noti come Proci (dal latino procus, "pretendente di una donna"[2][3]) sono un gruppo di personaggi dell'Odissea di Omero.
Di nobili origini, il gruppo era costituito da ben 108 giovani provenienti dalle isole di Itaca, Dulichio, Samo e Zante[4], tutti intenzionati a sposare Penelope e di conseguenza aspiranti al trono di Itaca, da anni vacante a seguito della partenza del re Ulisse per la guerra di Troia.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Odisseo, re di Itaca, partecipò insieme agli altri sovrani della Grecia alla spedizione contro Troia. Al suo termine, però, non fece ritorno in patria: la sua assenza prolungata lasciò un vuoto di potere nell'isola che attirò l'interesse di numerosi principi e nobili, provenienti da Itaca stessa e dalle altre isole vicine. Più precisamente, secondo Telemaco, erano così suddivisi:
κοῦροι κεκριμένοι, ἓξ δὲ δρηστῆρες ἕπονται:
ἐκ δὲ Σάμης πίσυρές τε καὶ εἴκοσι φῶτες ἔασιν,
ἐκ δὲ Ζακύνθου ἔασιν ἐείκοσι κοῦροι Ἀχαιῶν,
ἐκ δ᾽ αὐτῆς Ἰθάκης δυοκαίδεκα πάντες ἄριστοι,
καί σφιν ἅμ᾽ ἐστὶ Μέδων κῆρυξ καὶ θεῖος ἀοιδὸς
di Dulichio, e li seguono sei servitori;
ventiquattro uomini sono di Samo;
sono di Zante venti figli di Achei;
dodici di Itaca stessa, tutti i più nobili,
e con loro è l’araldo Medonte e il divino cantore
Questi ultimi, non potendo conquistare il potere direttamente, iniziarono a corteggiare subdolamente la moglie di Odisseo, Penelope, nella speranza che prendesse in matrimonio uno di loro. Penelope, tuttavia, era nota per la sua estrema fedeltà nei confronti del marito: non potendo scacciarli via a causa delle leggi sull'ospitalità vigenti nell'antica Grecia[5], si limitò a sopportarli e a sviare le loro richieste di matrimonio inscenando il celebre stratagemma della tela.

Al ritorno di Odisseo, che si presentò sotto mentite spoglie vestendosi da mendicante, i Proci furono sconfitti in una gara di tiro con l'arco organizzata da Penelope per scegliere una volta per tutte il futuro sposo[6]: al termine della gara fu Odisseo stesso a svelarsi a loro e, col medesimo arco, a ucciderli uno per uno[7]. Al termine della strage, attuata con l'aiuto dei servitori Eumeo e Filezio, del figlio Telemaco e della dea Atena, soltanto l'aedo Femio e l'araldo Medonte furono risparmiati.
Elenco dei Proci
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I Proci citati nell'Odissea:
[modifica | modifica wikitesto]- Agelao: figlio di Damastore. È ucciso da Ulisse.[8]
- Anfimedonte: figlio di Melaneo. È ucciso da Telemaco.[9]
- Anfinomo: il più bello dei Proci, principe di Dulichio. Prudente e assennato, mostra cortesia verso Odisseo travestito, che cerca di convincerlo ad abbandonare la reggia. L'avvertimento tuttavia viene ignorato e Anfinomo cerca di attaccarlo: viene colto di sorpresa e ucciso da Telemaco.[10]
- Antinoo: figlio di Eupite e uno dei capi dei Proci. Ordisce il complotto per uccidere Telemaco durante il suo ritorno dal continente, ed è tra quelli che istigano la lotta tra Odisseo travestito e il mendicante Iro. È la prima vittima di Odisseo.[11]
- Ctesippo: figlio di Politerse, è uno dei Proci più arroganti e scortesi. Possessore di una grande ricchezza, si prende gioco di Odisseo travestito da mendicante tirandogli una zampa di bue come dono d'ospitalità. È ucciso da Filezio.[9]
- Demoptolemo: ucciso da Odisseo.[12]
- Elato: ucciso da Eumeo.[12]
- Euriade: ucciso da Telemaco.[12]
- Euridamante: ucciso da Odisseo.[9]
- Eurimaco: uno dei capi dei Proci, è raffinato e ingannevole. Dopo che Antinoo viene ucciso, egli vigliaccamente lo accusa di tutto quello che era successo, affermando che i Proci avrebbero potuto ripagare Odisseo e di ciò che gli avevano fatto, ma viene ucciso dalla seconda freccia scagliata dal re.[13]
- Eurinomo: figlio di Egizio e fratello di Antifo, uno dei compagni di Odisseo divorati da Polifemo. Non si sa da chi sia ucciso.
- Leocrito: ucciso da Telemaco.[8]
- Leode: pretendente dotato di veggenza, predice l'uccisione dei Proci, compresa la propria. Durante la strage si getta ai piedi di Odisseo implorando pietà, ma il re rimane insensibile e gli taglia la testa.[14]
- Pisandro: uno dei Proci più ricchi, offre una collana a Penelope. È ucciso da Filezio.[12]
- Polibo: omonimo del padre di Eurimaco. È ucciso da Eumeo.[9]
I Proci citati nella Biblioteca:
[modifica | modifica wikitesto]Un elenco completo di tutti i centootto Proci che assediarono la reggia di Odisseo è fornito dallo Pseudo-Apollodoro nella sua opera più celebre, la Biblioteca. L'opera, tuttavia, fu scritta molti secoli dopo il poema omerico e non lo rispetta correttamente; inoltre ci è pervenuta in stato frammentato, con la ripetizione di molte parti. Si tratta, dunque, di una lista completa ma non totalmente affidabile.[15]
57 da Dulichio:
[modifica | modifica wikitesto]- Anfinomo
- Toante
- Demoptolemo
- Anfimaco
- Eurialo
- Paralo
- Evenoride
- Clizio
- Agenore
- Euripilo
- Pilemene
- Acamante
- Tersiloco
- Aghio
- Climeno
- Filodemo
- Meneptolemo
- Damastore
- Biante
- Telmio
- Polido
- Astiloco
- Schedio
- Antigono
- Marpsio
- Ifidamanre
- Argeio
- Glauco
- Calidoneo
- Echione
- Lamante
- Andremone
- Agetoco
- Medone
- Agrio
- Promo
- Ctesio
- Acarnano
- Cicno
- Psera
- Ellanico
- Perifrone
- Megastene
- Trasimede
- Ormenio
- Diopite
- Mecisteo
- Antimaco
- Ptolemeo
- Lestoride
- Micomaco
- Polipete
- Cerao
23 da Samo:
[modifica | modifica wikitesto]- Agelao
- Pisandro
- Elato
- Ctesippo
- Ippodoco
- Euristrato
- Archemolo
- Itaco
- Pisenore
- Iperenore
- Ferete
- Antistene
- Cerbero
- Perimede
- Cinno
- Triaso
- Eteoneo
- Clizio
- Protoo
- Liceto
- Eumelo
- Itano
- Liammo
44 da Zante:
[modifica | modifica wikitesto]- Euriloco
- Laomede
- Molebo
- Frenio
- Indio
- Minide
- Leiocrito
- Pronomo
- Nisa
- Daemone
- Archestrato
- Ippomaco
- Eurialo
- Evenoride
- Clizio
- Agenore
- Polibo
- Polidoro
- Tadizio
- Strazio
- Frenio
- Indio
- Desenore
- Laomedonte
- Laodico
- Alio
- Magnete
- Oletrosso
- Barta
- Teofrone
- Nisseo
- Alcarope
- Periclimeno
- Antenore
- Pella
- Celto
- Perifante
- Ormeno
- Polibo
- Andromede
12 da Itaca:
[modifica | modifica wikitesto]- Antinoo
- Pronoo
- Leiode
- Eurinomo
- Anfimaco
- Anfialo
- Promaco
- Anfimedonte
- Aristrato
- Eleno
- Dulichieo
- Ctesippo
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Dizionario Greco Antico Olivetti, μνηστήρ [-ῆρος, ὁ], su grecoantico.com. URL consultato il 10 luglio 2026.«colui che aspira alle nozze di, l'innamorato, il pretendente»
- ↑ Pròco, su Treccani. URL consultato il 10 luglio 2026.«Dal latino procus, affine a prex precis (preghiera) – Aspirante al matrimonio, pretendente di una donna»
- ↑ Dizionario Latino Olivetti, Pretendente, su dizionario-latino.com. URL consultato il 10 luglio 2026.«Pretendente (di una donna) = procus [-i, m.]»
- ↑ Omero, Odissea, XVI, vv. 245–253.«Di pretendenti non ve n’è solo dieci o solo il doppio, ma molti di più: ne saprai qui subito il numero. Cinquantadue giovani scelti di Dulichio, e li seguono sei servitori; ventiquattro uomini sono di Samo; sono di Zante venti figli di Achei; dodici di Itaca stessa, tutti i più nobili, e con loro è l’araldo Medonte e il divino cantore e due servi, scalchi espertissimi.»
- ↑ (EN) Harry L. Levy, The Odyssean Suitors and the Host-Guest Relationship, in Transactions and Proceedings of the American Philological Association, vol. 94, 1963, pp. 145-153.
- ↑ Omero, Odissea, XXI, vv.68–79.«Uditemi, pretendenti superbi, che avete assalito questa casa per mangiare e per bere senza pausa, sempre, la casa d’un uomo da tempo lontano: e nessun altro argomento poteste trovare a pretesto, se non che volete sposarmi e prendere in moglie. Ma su, pretendenti, ché in premio c’è questo: proporrò il grande arco del divino Odisseo, e chi con la mano tenderà l’arco più agevolmente e infilerà con la freccia tutte le dodici scuri, lo seguirei, separandomi da questa casa nuziale, così bella, ricolma di beni, che credo ricorderò sempre, fosse anche in sogno.»
- ↑ Omero, Odissea, XXII vv.34–41.«Guardandoli bieco gli disse l’astuto Odisseo: «Cani, non pensavate che sarei mai venuto reduce a casa dalla terra di Troia, che m’avete saccheggiato la casa, vi giacevate a forza con le donne mie ancelle, corteggiavate mia moglie mentre io sono vivo, senza temere gli dei che hanno il vasto cielo, o che poi vi sarebbe stato uno sdegno degli uomini: ora voi tutti siete avvinti dai lacci di morte.»
- 1 2 Omero, Odissea, XXII vv. 292–296.«Odisseo con la gran lancia colpiva, da presso, [Agelao] il Damastoride; Telemaco colpiva nel ventre, con l’asta, Leocrito figlio di Evenore e spinse a fondo il bronzo: stramazzò prono, picchiò il suolo con tutta la fronte.»
- 1 2 3 4 Omero, Odissea, XXII, vv. 283–286.«Odisseo colpì Euridamante; Telemaco, Anfimedonte; il porcaro [Eumeo] colpì ora Polibo; e poi il bovaro [Filezio] guardiano dei buoi colpì Ctesippo al torace [...]»
- ↑ Omero, Odissea, XXII, vv. 90–94.«[...] Anfinomo aveva estratto l’aguzza lama, semmai gli cedesse, lasciando la porta. Ma lo prevenne di dietro Telemaco, con l’asta di bronzo colpendolo in mezzo alle spalle: la spinse nel petto. Con un tonfo egli cadde, batté il suolo con tutta la fronte.»
- ↑ Omero, Odissea, XXII, vv.8–16.«[Odisseo] puntò il dardo pungente su Antinoo. Quello stava levando la bella coppa d’oro a due anse e con le mani la rivolgeva per bere del vino: non pensava alla morte nell’animo. E chi avrebbe pensato che tra i convitati un uomo, solo tra molti, anche se molto forte, gli avrebbe inflitto una morte maligna e il nero destino? Ma mirando alla gola, Odisseo lo colpì con la freccia: la punta gli trapassò il morbido collo.»
- 1 2 3 4 Omero, Odissea, XXII, vv. 266–269.«Demottolemo fu ucciso da Odisseo, Telemaco uccise Eurialo, Elato l’uccise il porcaro [Eumeo], e il bovaro guardiano dei buoi [Filezio] uccise Pisandro. E tutti insieme essi presero a morsi l’ampio suolo.»
- ↑ Omero, Odissea, XXII, vv. 81–88.«Ed ecco che il chiaro Odisseo scoccava la freccia, ne colpì il petto vicino al capezzolo, gli infisse la freccia veloce nel fegato. Dalla mano gli cadde a terra la spada, s’abbatté curvo inerte sul tavolo, rovesciò il cibo per terra e una coppa a due anse. Con la fronte percosse il suolo, penando; scuoteva il trono scalciando coi piedi; sui suoi occhi dilagò la caligine.»
- ↑ Omero, Odissea, XXII, vv. 312–329.«Leode corse, afferrò le ginocchia di Odisseo, e implorando gli disse alate parole: «Ti supplico, Odisseo, abbi rispetto e pietà per me: ti assicuro che non dissi o feci mai torto a una donna in casa, ma frenavo anche gli altri corteggiatori, se facevano un torto. Ma non mi davano ascolto, non arrestavano le mani dal male, e così, per le loro insolenze, han subito un indegno destino. Ed io, un aruspice, senza aver fatto alcun male, giacerò insieme a loro: per le opere buone dopo non c’è gratitudine». Guardandolo bieco gli disse l’astuto Odisseo: «Se affermi che eri tra loro l’aruspice, avrai pregato nella sala più volte che stesse lontana da me la meta del dolce ritorno, che ti seguisse mia moglie e ti desse dei figli: perciò non devi scampare alla morte angosciosa». Detto così, con la mano robusta raccolse la spada, che aveva lasciato cadere a terra Agelao quando fu ucciso. Lo percosse sul collo con essa, a metà, e la testa, mentre egli parlava, finì nella polvere.»
- ↑ Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, Epitome 7.«Odisseo giunge in patria e trova la sua casa in rovina. Pensando che fosse morto, molti pretendenti aspiravano a sposare Penelope. Cinquantasette erano venuti da Dulichio [...], ventitré da Samo [...], quarantaquattro da Zante [...] e dodici da Itaca [...]. Costoro erano andati nella reggia di Odisseo e consumavano il suo bestiame banchettando.»
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Proci, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
