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Regressione marina

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Sezione stratigrafica che mostra un evento di trasgressione (in alto) e di regressione marina

La regressione marina è un evento geologico nel corso del quale si ha un abbassamento relativo del livello del mare, che causa la migrazione della linea costiera verso il bacino, portando in affioramento aree precedentemente sommerse.[1]

Processi e sedimentazione

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Schema che illustra le geometrie di progradazione e la distribuzione orizzontale e verticale delle facies in un contesto costiero (di spiaggia o di delta fluviale) con progressivo decremento in tempi successivi (t1-t3) del livello del mare (regressione forzata). Scala verticale: da metri a decine di metri; scala orizzontale: da centinaia di metri a chilometri.
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Schema che illustra le geometrie di progradazione e la distribuzione orizzontale e verticale delle facies in un contesto costiero (di spiaggia o di delta fluviale), in tempi successivi (t1-t3), con livello marino stazionario e apporti sedimentari consistenti. Scala verticale: da metri a decine di metri; scala orizzontale: da centinaia di metri a chilometri. È visibile nello schema la progressiva riduzione dello spazio disponibile per la sedimentazione (accomodation space).

A seguito di un evento di regressione, la porzione di territorio portata in affioramento subisce processi di erosione ad opera degli agenti meteorici (vento, acque superficiali). Sia un sollevamento di origine tettonica, sia un abbassamento del livello marino causano un aumento dell'erosione, in quanto entrambi inducono un abbassamento relativo del livello di base. In entrambi i casi, aree prima sommerse vengono ad essere in esposizione subaerea e le acque superficiali tendono a erodere il territorio per adeguare il profilo topografico al nuovo livello di base. Quest'ultimo evento causa un aumento della pendenza topografica, che a sua volta risulta in un aumento di velocità delle correnti e in generale di energia del mezzo, e quindi in un ulteriore incremento dei processi erosivi, per un processo di retroazione positiva. In questa fase, i sedimenti erosi sul continente e sulla piattaforma continentale emersa vengono convogliati direttamente dai corsi d'acqua sulla scarpata continentale e, scorrendo nei canyon sottomarini scavati dalle correnti torbide, si accumulano nella piana abissale sotto forma di depositi torbiditici. Con la successiva diminuzione e l'azzeramento della velocità di abbassamento del livello di base, la capacità erosiva delle acque superficiali diminuisce a sua volta, e la disponibilità di materiale già eroso porta all'accumulo di sedimenti al margine e sulla piattaforma continentale, da cui si originano facies deposizionali di tipo continentale, come le facies alluvionali, generate dalla sedimentazione di clasti a varia granulometria trasportati dai fiumi, oppure (dipendentemente dal clima) facies desertiche determinate dal deposito di sabbia e polvere trasportate dal vento.

Per contro, nella fase di caduta del livello di base, le facies costiere e marine franche tendono a spostarsi verso bacino a una quota più bassa, con un fenomeno di progradazione che dà origine a una peculiare geometria deposizionale definita "regressione forzata": il graduale abbassamento del livello marino causa la formazione in fasi successive di cunei clastici a "gradino", giustapposti e degradanti a quota sempre più bassa verso il mare in fase di ritiro. Conseguentemente alla deposizione sempre più verso bacino dei depositi clastici, si ha nelle sezioni stratigrafiche il passaggio verticale da facies marine fini di mare profondo (argille e silt) a facies costiere più grossolane (sabbie da fini a grossolane) e a facies continentali (sedimenti terrigeni misti, da argillosi fino a conglomeratici). Questo tipo di sequenza può terminare in alto con una superficie erosionale o con una discordanza angolare (unconformity) che incide depositi sempre più recenti procedendo verso bacino.

In realtà, la dinamica regressiva (o trasgressiva) non dipende solamente dalle variazioni relative del livello marino, ma anche dal regime degli apporti sedimentari, fattore che può essere determinante. Infatti, ad esempio, con livello del mare costante o caratterizzato da deboli variazioni, in presenza di consistenti apporti continentali si ha una dinamica costiera di tipo progradazionale e quindi regressiva. In questo caso, i cunei clastici progradanti successivi risultano sempre alla stessa quota ("regressione normale").

In entrambi i casi visti sopra, si ha una diminuzione dello spazio disponibile per la sedimentazione (accommodation space) entro la fascia influenzata dai processi di sedimentazione costiera.

Nella pratica, identificare sequenze regressive può essere in determinati casi meno immediato rispetto al criterio di successione litologica prima descritto. Per esempio, possono essere assenti dei termini litologici: in un contesto a sedimentazione carbonatica di piattaforma o di rampa, un evento regressivo è rimarcato da una superficie di carsificazione e da depositi argillosi residuali, derivati da esposizione subaerea, seguiti da una lacuna temporale più o meno estesa, mentre a causa della cessazione della produttività carbonatica a seguito della crisi della comunità biologica, si può innescare una sedimentazione terrigena.[2]

Il fenomeno opposto, cioè l'innalzamento relativo del livello del mare, è definito trasgressione marina con migrazione della linea di costa verso l'interno del continente; generalmente è caratterizzato da un approfondimento dell'ambiente di deposizione, con pattern di facies opposti a quelli regressivi (da grossolani a fini) determinati dalla diminuzione verso l'alto dell'energia del mezzo.[3]

Image Lo stesso argomento in dettaglio: Stratigrafia sequenziale.

Le regressioni possono essere causate da un effettivo abbassamento eustatico del livello del mare, come ad esempio nel corso di una glaciazione, oppure da un sollevamento della crosta terrestre a seguito di movimenti tettonici.

Eventi storici

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Nelle serie geologiche sono presenti evidenze di vari fenomeni di regressione e trasgressione avvenuti nel passato. Alcune di queste fluttuazioni possono aver causato o contribuito ad eventi di estinzione di massa, come l'estinzione di massa del Permiano-Triassico (avvenuta circa 250 milioni di anni fa) e quella del Cretaceo-Paleocene (circa 65 milioni di anni fa). Si stima che all'epoca dell'estinzione del Permiano-Triassico, che fu il più importante evento di questo tipo nella storia della Terra, il livello del mare sia abbassato in media di 250 metri.[4]

Un evento di regressione marina su scala regionale ha interessato il bacino mediterraneo alla fine del Miocene (Messiniano): a causa della chiusura dello Stretto di Gibilterra, il Mar Mediterraneo si prosciugò quasi completamente per evaporazione esponendo il fondale ad una condizione di continentalità. Questo evento è noto come la grande crisi di salinità del Messiniano.

Nel caso delle glaciazioni del Pleistocene, esiste una chiara correlazione tra gli episodi di glaciazione e le regressione marine osservate durante questo periodo: la massa d'acqua immagazzinata nelle calotte di ghiaccio venne sottratta dal quantitativo di acqua liquida disponibile per gli oceani e questo portò, al picco del periodo glaciale di 18.000 anni fa, ad un abbassamento del livello marino compreso tra 120 e 130 metri. Simili situazioni possono portare alla scomparsa di organismi che vivevano in acque basse o al confinamento di quelli che precedentemente erano mari aperti e che si trasformavano in specchi d'acqua chiusi, con conseguenti influenze sulla varietà della flora e della fauna.

Aspetti e cause

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Non tutte le regressioni marine sono tuttavia collegate o collegabili ad episodi di glaciazione. La regressione del Permiano sembra ad esempio essere ricollegabile alla formazione della Pangea. La fusione delle grandi masse continentali in un unico megacontinente può aver favorito un episodio di regressione collegato ad un ampliamento dei bacini oceanici in seguito alla coalescenza delle grandi masse continentali.[5]

In altri casi le regressioni marine possono essere riconducibili ad abbassamenti dei fondi oceanici collegati ad episodi di subduzione della crosta terrestre nel corso dei continui movimenti legati alla tettonica delle placche.

  1. ↑ Monroe, James Stewart, and Reed Wicander. Physical Geology: Exploring the Earth. Fifth edition; Thomson Brooks/Cole, 2005; p. 162.
  2. ↑ Catuneanu (2006), p. 285.
  3. ↑ Monroe, James S. y Wicander, Reed. (1997) The changing Earth: exploring geology and evolution (2ª ed.). Belmont: West Publishing Company. Págs. 112-113 ISBN 0-314-09577-2
  4. ↑ Vincent Courtillot, Evolutionary Catastrophes: The Science of Mass Extinction., Cambridge, Cambridge University Press, 1999; p. 89.
  5. ↑ Ward, Peter D. Rivers in Time: The Search for Clues to Earth's Mass Extinctions. New York, Columbia University Press, 2000; p. 77.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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