Maggio
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Citazioni sul mese di maggio.
Citazioni
[modifica]- Ben venga Maggio e il gonfalon selvaggio! | Ben venga primavera che vuol ch'uom s'inamori. | E voi, donzelle, a schiera, con li vostri amadori, | che di rose e fiori vi fate belle il maggio, | venite alla frescura delli verdi arbuscelli. (Agnolo Poliziano)
- Ben venga Maggio | e il gonfalon selvaggio! | S'avanza sotto il cielo azzurro | il verde bosco che s'è mosso; | ha dentro un cupo suo sussurro, | ha dentro un rauco fiato grosso. | È rosso rosso | il gonfalon selvaggio! || Ben venga! È gente che sui capi | solleva il ramuscel d'ulivo; | e quel sussurro è ronzìo d'api | seguenti il ramo fuggitivo; | e il rosso vivo | è dei rosai di Maggio! (Giovanni Pascoli)
- Ben venga Maggio e il gonfalone amico, ben venga primavera, | il nuovo amore getti via l'antico nell'ombra della sera, nell'ombra della sera... (Francesco Guccini)
- Come non posso vedere un torrente limpido, senza bagnarvi perlomeno i piedi, così non posso pensare davanti a un prato a maggio senza fermarmi. Non c'è niente che attiri di più di questa terra profumata, su cui le fioriture del cerfoglio ondeggiano come una lieve spuma, mentre gli alberi da frutto tendono i loro rami coperti di fiori come se volessero emergere da questo mare di beatitudine. E io, io devo per forza lasciare la strada e addentrarmi in questa pienezza multiforme di vita. (Sophie Scholl)
- Era de maggio e te cadeano nzino | a schiocche a schiocche li ccerase rosse, | fresca era ll'aria e tutto lu ciardino | addurava de rose a ciente passe.[1] (Salvatore Di Giacomo)
- Il calendario della giovinezza è monotono, è sempre maggio. (Stanisław Jerzy Lec)
- Maggio, il galante, dei primi tepori | spande sull'alpe il soffio, | squaglia la neve e semina di fiori | e di smeraldo i vertici. (Costantino Nigra)
- Maggio non lascia poltrire la gente nel letto: ogni animo gentile lo sente, e balza improvviso dal sonno appena questi grida: "levati e fa il tuo dovere". (Geoffrey Chaucer, I racconti di Canterbury)
- Maggio risveglia i nidi, | maggio risveglia i cuori; | porta le ortiche e i fiori, | i serpi e l'usignol. (Giosuè Carducci)
- Meno male che oggi finisce maggio, il più crudele dei mesi. Chiunque si lamenti dei lillà da terra morta non ha mai avuto a che fare con gli scontrini che genera la polvere viva in cui vado a rimestare ogni anno mentre il commercialista mi minaccia e io non trovo quella ricevuta del dentista che mi farebbe così comodo scaricare (forse nel 2018 dal dentista non ci sono neanche andata, ma sai come siamo noialtri che confondiamo memoria e desiderio); in compenso si risvegliano le radici sopite di tutti gli scontrini d'ogni cappuccino del 2012 (perché non li ho buttati? Non avrei potuto detrarli neanche nel 2013, perché li ho conservati? Speravo forse di finire in un programma di accumulatori su RealTime?) (Guia Soncini)
- Quel mese esuberante infonde coraggio negli amanti e, in vari modi, li induce più di ogni altro a diversi comportamenti, perché è allora che, come erbe e arbusti, gli uomini e le donne si rinnovellano e richiamano alla mente lontane cortesie, servigi e gesti gentili che avevano posto nell'oblio per negligenza.
E come il rigore dell'inverno offusca e sfigura la verde estate, così accade all'amore che lega l'uomo alla donna, quando è incostante. Sono numerosi coloro che non albergano la costanza, e non passa giorno senza che vediamo come basti un alito di rigore invernale per cancellare e spezzare col minimo pretesto un vero amore, che pure costa tanto. Questa non è costanza né saggezza, ma debolezza di carattere, disonorevole per coloro che la praticano.
Perciò, come il maggio fiorisce e germoglia nei giardini, così ogni uomo d'onore rivesta il proprio cuore di germogli, prima a gloria di Dio, poi per dare gioia a coloro cui ha giurato fedeltà. Infatti, non c'è uomo o donna d'onore che non abbia scelto l'oggetto del proprio amore. E se la fatica delle armi non deve essere mai trascurata, bisogna però che l'onore sia innanzitutto riserbato a Dio, e solo dopo aver contesa con le dame: questo è ciò che io chiamo un amore virtuoso.
Oggi, però, gli uomini non sanno amare per sette giorni di seguito senza pretendere di appagare le proprie brame. La ragione ci dice che un tale amore non può durare, perché quanto è subito accordato con troppa prontezza, è ben presto spento dall'ardore stesso. Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di Artù l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!
Ho dunque paragonato l'amore di oggi all'estate e all'inverno, perché come la prima è calda e il secondo è freddo, allo stesso modo procede l'amore ai nostri giorni. Tutti voi che siete amanti rammentate quindi il mese di maggio! (Thomas Malory) - Ridon siringhe del color di lilla | sopra la mensa e odorano viole: | la capinera è tra gli amici: brilla | tremulo il sole. || Tu pur, poeta, hai rifiorito il cuore | e trilli e frulli hai nella fantasia. | Le ignave brume e l'umile dolore | sorgi ed oblìa. (Giovanni Pascoli)
- Sono timido ma l'amore mi dà coraggio | per dirti che da quando io ti ho visto è sempre maggio | e a maggio il mondo è bello e invitante di colori, | ma ancora sugli alberi ci sono solo fiori | che prima o poi si dice diverranno pure frutti | e allora tu che fai? Golosamente aspetti. (Jovanotti)
- Tu lo sai che non è la fine, | sì che lo sai | che viene maggio | e sciolgo le brine. (Zucchero Fornaciari)
- Di maggio il sol l'adorna e chi è di bella forma ritorna. (ferrarese)
- Maggiö urtölanö, assaî paglia e pocö granö. (calitrano)
- 'O trenta 'e maggio | 'a vecchia mettette 'o laganaturo | 'a 'o ffuoco. (napoletano)
- Signor di maggio dura poco. (toscano)
- Tanto va n'acqua | de maggio e d'aprile | quanto nu carro d'oro | e chi lo tira. (napoletano)
- Anche il maggio più lungo, non entra in giugno.
- Di maggio nascono i ladri.
- Di maggio non dovrebbero orinare neppure i gatti.
- Di maggio va adagio, di giugno allarga il pugno.
- Freddo di maggio e caldo di giugno, ce n'è per la casa e per il frate ed ognuno.
- La febbre di maggio dà salute per tutto l'anno.
- Maggio asciutto, buono per tutto.
- Maggio asciutto, gran per tutto.
- Maggio fresco e casa calda, la massaia sta lieta e balda.
- Maggio non ha paraggio.
- Maggio, per vestirsi pesante ci vuole coraggio.
- Maggio ventoso, anno bondanzioso.
- Né di maggio né di maggione, non ti levare il pelliccione.
- Nel mese di maggio è meglio che non piova mai.
- Nel mese di maggio provvedi legna e formaggio.
- Se maggio è rugginoso, l'uomo è uggioso.
- Se piove a santa Petronilla [31 maggio], pioverà per quaranta giorni.
- Se piove il venerdi santo, piove maggio tutto quanto.
- Uve maggine non riempiono né botti né tini.
Note
[modifica]- ↑ «Era maggio e ti cadevano addosso | a grappoli le ciliege rosse, | fresca era l'aria e tutto il giardino | odorava di rose a cento passi.»
Bibliografia
[modifica]- Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
Voci correlate
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