
Abolire il secondo intercalare e sostituirlo con l’ora intercalare. Questo è il contenuto di una risoluzione votata dai governi riuniti nella Conferenza generale dei pesi e delle misure (CGPM) a Parigi ieri, 15 ottobre. Per effetto della decisione, le discrepanze di orario corrette sinora mediante il salto di un secondo ogni anno e mezzo circa dovranno attendere fino a quando non arriverà la necessità di correggere un’ora.
Il secondo intercalare e i problemi dei sistemi informatici
Il secondo intercalare viene utilizzato dal 1972 per allineare il tempo, determinato a sua volta dalla posizione del sole nel cielo e basato sulla rotazione naturale e instabile della Terra. Si tratta infatti di un meccanismo in grado di conferire maggiore stabilità al processo collegandolo al Tempo Coordinato Universale (UTC), il ticchettio più stabile degli orologi atomici.
Un processo che, però, comporta una notevole controindicazione, tramutandosi in una spina nel fianco dei cronometristi. Chiamati a convivere con continue interruzioni dei sistemi informatici e disallineamenti tra gli orologi in corrispondenza della loro introduzione nel corso del giorno. Basti pensare a quanto accaduto nel 2012, quando ha mandato in crash il sito web Reddit. Causando così problemi al sistema di prenotazione della compagnia aerea Qantas, tali da lasciare a terra diversi passeggeri.
Il CGPM del 2022 aveva quindi votato una risoluzione tesa ad abolire i secondi intercalari entro il 2035, come è stato ora fatto. Per effetto di questa decisione, lo spostamento di un’ora quando l’ora terrestre e l’ora atomica si discosteranno di 3.600 secondi, non sarà necessaria per migliaia di anni. Con il pratico rimando del problema alle generazioni future.
Un passo storico
La 28ª riunione dell’organismo, tenutasi nei pressi di Parigi il 15 ottobre, ha approvato la risoluzione del CGPM. Georgette Macdonald, direttrice generale del Centro di ricerca metrologica del Consiglio nazionale delle ricerche del Canada ad Halifax, in Canad, ha affermato: “Questa decisione garantirà la continuità e la rilevanza del sistema UTC per i secoli a venire”.
Mentre Noël Dimarcq, metrologo dell’Osservatorio della Costa Azzurra di Nizza, relatore ufficiale del provvedimento, ha aggiunto: “Questo è un momento storico, un passo decisivo per l’UTC. Ora disponiamo di una scala temporale di riferimento internazionale che sarà continua per i prossimi millenni”. Tra i Paesi contrari potrebbe esserci la Russia. Quest’ultima vanta un sistema di navigazione satellitare, GLONASS, progettato in maniera tale da includere i secondi nella misurazione del tempo.
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