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Samo (isola)

Coordinate: 37°45′N 26°50′E
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Unità periferica di Samo
unità periferica
Περιφερειακή ενότητα / Δήμος Σάμου
Unità periferica di Samo – Veduta
Unità periferica di Samo – Veduta
Panorama di Vathy, centro principale dell'isola
Localizzazione
StatoGrecia (bandiera) Grecia
PeriferiaEgeo Settentrionale
Amministrazione
Data di istituzione1º gennaio 2011
Territorio
Coordinate37°45′N 26°50′E
Superficie477,4 km²
Abitanti32 977 (2011)
Densità69,08 ab./km²
Comuni1
Altre informazioni
Cod. postale931 xx
Fuso orarioUTC+2
TargaMO
Cartografia
Mappa di localizzazione: Grecia
Unità periferica di Samo
Unità periferica di Samo
Unità periferica di Samo – Mappa
Unità periferica di Samo – Mappa
Sito istituzionale
Image
La città di Samo
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La spiaggia di Psalida

Samo[1] (in greco Σάμος?, Sámos) è un'isola greca dell'Egeo orientale, ubicata tra l'isola di Chio a nord, le isole del Dodecaneso, in particolare Patmo a sud e poco lontano dalla costa della Turchia (l'antica Ionia). Dal punto di vista amministrativo costituisce un'unità periferica e comune nella periferia dell'Egeo Settentrionale.

Samo è la patria di Epicuro, Melisso, Aristarco, Pitagora ed Escrione. Vi soggiornarono Anacreonte ospite di Policrate II e Ibico ospite di Policrate I. Alcune costruzioni che si trovano sull'isola (il Pythagoreion e l'Heraion) sono state inserite nel 1992 nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

La superficie dell'isola è di 468 km², è lunga 43,4 km e larga 13,2 km. Samo è una delle principali isole dell'Egeo nonché una tra le più fertili e più vicine alla Turchia, dalla quale è separata da uno stretto di circa 1000 m.

Il suolo è prevalentemente montuoso e l'isola in lunghezza è percorsa dalla catena montuosa del Kerketeus, la cui cima più alta è il Vigla a 1433 m s.l.m. sul monte Kerkis, un vulcano estinto. Tale catena montuosa è la continuazione di un'altra presente sulla penisola anatolica, il cui punto più estremo è il promontorio di Trogilium, esattamente di fronte a Samo. A Samo sono presenti monti tra i più alti delle isole dell'Egeo.

L'isola è particolarmente fertile e in maggior parte è coperta da uliveti e da vigneti. Il vino dell'uva Vathy gode di un'ottima reputazione.

Il clima dell'isola è tipicamente mediterraneo. Durante i mesi estivi, come la maggior parte delle isole del Dodecaneso, Samo viene spazzata dal meltemi, un vento che riesce in parte a mitigare la calura, soprattutto sulla costa settentrionale.

La temperatura media annua è di circa 19 °C, con massime oltre i 40 °C in Luglio e Agosto. La vicinanza con la penisola anatolica e la presenza di rilievi aumentano il tasso di precipitazioni dell'isola, che raggiunge livelli paragonabili a quelli della Grecia occidentale, più elevati che in altre isole egee.

Temperature medie mensili e precipitazioni a Samo

Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
T. media (°C) 10.5 10.4 12.5 16.2 21.0 26.0 28.9 28.6 24.4 19.8 15.0 12.1
Giorni di pioggia 11.7 10.8 8.3 7.4 4.0 1.0 0.2 0.1 1.8 5.0 9.4 13.8

Fonte: Servizio meteorologico nazionale greco (anni: 1978 - 2010)

Geografia antropica

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Il centro e porto principale è la città di Vathy, comunemente chiamata Samo; altri porti importanti sono Karlovasi e Pythagoreio, mentre altri paesi particolari sono Kokkari, Manolates, Khora e Pagondas.

Sull'isola è presente l'aeroporto internazionale di Samo (IATA: SMI, ICAO: LGSM).

Periodo antico

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Già abitata in età preistorica da popoli anatolici, intorno all'anno 1000 a.C. fu occupata da gente ionica, guidata da Neleo, principe ateniese.[2] Nei secoli successivi l'isola ebbe un periodo florido grazie ai commerci marittimi e all'abilità dei suoi abitanti nella navigazione, tra i quali si distinse Kolaios che superò nel 640 le Colonne d'Ercole.

Periodo greco classico

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A Samo nel 580 a.C. nasce Pitagora, da una famiglia benestante che indirizza il figlio verso gli studi. Fin da giovane Pitagora risulta un ragazzo con grandi doti intellettuali, intraprende viaggi che segnarono le sue influenze culturali, in particolare in Egitto e in Babilonia.[3] Tornato a Samo decise di stabilirsi poi definitivamente a Crotone dove fonderà la prima scuola di Filosofia del mondo, conosciuta come la scuola pitagorica.

La massima fortuna dell'isola si ebbe intorno al 540 a.C., in coincidenza con il regno di Policrate, durante il quale l'isola si popolò di artisti, poeti e scienziati. Nel 478 a.C. l'isola aderì alla lega delio-attica e nel 439 a.C. fu conquistata da Atene. In questa fase, intorno al 457 a.C. ci soggiornò per circa due anni anche lo storico Erodoto, fuggito dal tiranno della sua città natale Ligdami.

Nel 531 a.C. alcuni profughi di Samo, sfuggiti alla tirannide di Policrate approdarono presso le coste dell'odierna Pozzuoli e fondarono, con il consenso di Cuma, la città di Dicearchia, cioè del giusto governo. Durante la guerra del Peloponneso, mentre gli spartani assediavano Atene, quest'ultima sfaldò il suo sistema di dominio: tutte le città della Lega delio-attica, con l'eccezione di Samo, defezionarono. Questo portò alla vittoria di Sparta. Nel 365 a.C., dopo un assedio durato dieci mesi, il comandante attico Timoteo conquistò la capitale, scacciò l'intera popolazione e occupò l'isola con coloni attici che, come dimostrano le iscrizioni, vi costituirono una propria comunità con funzionari specifici. Solo dopo la morte di Alessandro Magno l'isola fu restituita ai Samioti da Perdicca (322 a.C.).

Nell'età ellenistica, Samo appartenne inizialmente al dominio di Antigono Monoftalmo, poi a quello di Lisimaco e successivamente passò per un lungo periodo all'Egitto tolemaico, per il quale l'isola costituiva un'importante base navale. Con Antioco il Grande e Mitridate combatté contro Roma e nell'84 a.C. fu annessa alla provincia romana dell'Asia.[2]

Epoca romana e bizantina

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Divenne così parte dell'Impero Romano. L'imperatore Augusto soggiornò a Samo nell'inverno del 31/30 e nuovamente nel 21/20 e, durante il suo secondo soggiorno, dichiarò “libera” la comunità locale. Questa libertà gli fu revocata già nella seconda metà del I secolo d.C. dall'imperatore Vespasiano. Fino alla metà del III secolo, durante il regno dell'imperatore Gallieno, venivano coniate monete proprie. A partire dalla riforma imperiale di Diocleziano alla fine del III secolo, Samo appartenne alla provincia insularum, che dopo la divisione dell'Impero del 395 passò all'Impero Romano d'Oriente (in seguito Bizantino). Dal 1304 al 1329 e dal 1346 al 1475 fu colonia genovese, fino a quando passò all'Impero Ottomano.

Epoca moderna e contemporanea

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Durante il dominio ottomano, a metà del XVI secolo fu possibile garantire stabilità e migliori condizioni di vita. Dopo che diversi tentativi di ripopolamento erano falliti, il sultano diede una nuova direzione alla politica di insediamento. All’amministratore dell’isola, l’ammiraglio Kilic Ali Pascià, furono così garantiti a vita tutti i proventi fiscali. All’interno dell’Impero Ottomano, Samo era amministrata in modo autonomo ed era sovrana dal punto di vista del diritto pubblico. I discendenti dei Samioti emigrati a Chio, i cosiddetti Chiosamii (Χιοσάμιοι), furono determinanti nel ripopolamento di Samo. In cambio, ai coloni furono concessi possedimenti terrieri ed esenzione fiscale per sette anni, dopodiché all'isola fu imposta un'imposta complessiva ridotta. Agli inizi del XVIII secolo un folto gruppo di famiglie albanesi della Morea (arvaniti), esuli in fuga dai turchi-ottomani, hanno trovato rifugio nell'isola, colonizzando la zona montuosa centrale[4][5].

Grazie al contatto con i mercanti durante i XVII e XVIII secoli si formò un gruppo, i cosiddetti Carmagnoles, che sosteneva idee progressiste e combatteva il sistema esistente. Essi difendevano gli ideali di persone libere e istruite, in grado di realizzarsi in una società democratica. I loro avversari erano le forze conservatrici, i cosiddetti Kallikantzari, che difendevano il sistema esistente e collaboravano con l'amministrazione turca dell'isola. L'intenso conflitto tra le due fazioni, che si manifestava in scontri sociali e politici, durò molti anni e si concluse con la vittoria dei Carmagnoles, che dal 1807 al 1812 riformarono il sistema esistente. Un'assemblea democratica decideva sulle questioni politiche. Gli obiettivi politici erano la giustizia, la libertà di opinione, la solidarietà e il governo del popolo. Nella Guerra d'indipendenza greca questa fazione politica assunse nuovamente un ruolo di primo piano sull'isola.

Dal 1835 l'isola di Samo ebbe dall'Impero turco una certa autonomia come Principato di Samo. Nel 1912, a seguito dell'esito della Prima guerra balcanica, fu annessa allo Stato Greco.

Nel 1908 gli abitanti di Samos insorsero. Per reprimere i ribelli fu impiegata l'incrociatore turco Hamidiye. Il principe Andreas Kopasis, che aveva un atteggiamento anti-greco, fu assassinato il 22 maggio 1912. Il suo successore fu il filo-greco Gregory Vegleris. Dopo che, nel corso della guerra italo-turca, le isole del Dodecaneso furono occupate dall'Italia, nel maggio 1912 le truppe turche si ritirarono dall'isola. Sotto la guida di Themistoklīs Sofoulīs, i greci si ribellarono nuovamente e Vegleris dovette fuggire. L'11 novembre 1912 fu proclamata l'annessione di Samo al Regno di Grecia. A seguito delle guerre balcaniche, nel 1913 Samos entrò a far parte della Grecia. Nel 1925 si pensò brevemente all'indipendenza dell'isola.

L'isola fu occupata dalle truppe italiane durante la seconda guerra mondiale.

Negli anni 1978-1979, nel nome simile che li accomuna, è avvenuto il gemellaggio tra la cittadina dell'Isola e il piccolo comune calabrese di Samo, fondato nel 492 a.C. da coloni antichi greci provenienti probabilmente dall'isola.[senza fonte][6]

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Veduta dei resti dell'Heraion di Samo

Samo è ricca di rovine dell'architettura antica.

Il luogo che presenta di gran lunga il maggior numero di resti è Pythagoreion, l'antica città di Samo con le sue mura e le sue strutture portuali costruite da Policrate, che costituiscono le fondamenta del molo moderno, nonché il celebre Acquedotto di Eupalino, realizzato per l'approvvigionamento idrico sotterraneo. Questo tunnel viene spesso erroneamente annoverato tra le sette meraviglie del mondo antico.

Altro celebre monumento è Heraion di Samo, un grande tempio dorico dedicato ad Era e situato nella parte meridionale dell'isola. Molte delle diverse fasi costruttive dell'Heraion sono state identificate anche grazie alla datazione dei materiali di copertura ritrovati nei pressi dell'edificio.[7] La costruzione che risale al periodo tardo arcaico (VII-VI secolo a.C.) è stata determinante per la definizione dello stile ionico, ma esistono tracce di un edificio più antico, risalente all'VIII secolo (periodo geometrico) o precedente.[8] Le rovine dell'Heraion di Samo sono entrate nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco nel 1992.

È stato inoltre portato alla luce il ginnasio ellenistico della città con i resti del relativo stadio e delle terme romane.

I prodotti agricoli continuano a costituire la principale base economica. Ai prodotti destinati all'esportazione, quali il vino, l'uva passa e l'olio d'oliva, nel XX secolo si è aggiunto il tabacco. In particolare, l'intensificazione della coltivazione e della lavorazione del tabacco ha determinato una crescita del commercio. La conceria e la lavorazione del cuoio sono state il fattore economico più importante dalla fine del XIX secolo fino agli anni '30. Grazie alla fondazione della Cooperativa dei viticoltori di Samo (Ένωσης Οινοποιητικών Συνεταιρισμών Σάμου) nel 1934, è stato possibile costruire due cantine. Gli anni successivi alla seconda guerra mondiale e alla successiva guerra civile, fino alla metà degli anni '70, furono caratterizzati da una forte emigrazione verso i grandi centri urbani, i paesi europei e oltreoceano. Il ritorno degli ex emigranti e l'emergere del turismo dall'inizio degli anni '80 hanno invertito l'andamento demografico. I proventi del settore primario costituiscono la principale fonte di reddito per la maggior parte degli abitanti, seguiti dai redditi stagionali derivanti dal turismo o dai redditi supplementari provenienti dall'artigianato e dal commercio. La catastrofica serie di incendi del 2000 ha provocato, oltre all'esodo rurale, un aumento della disoccupazione e una crisi temporanea nell'industria, nel commercio e nel turismo.

Il completamento dell'elettrificazione negli anni '60 e l'entrata in funzione dell'aeroporto nel 1963 hanno dato il via allo sviluppo del turismo. Fin dai primi anni '70, queste nuove opportunità hanno portato a uno sviluppo incontrollato e a un cambiamento nell'orientamento economico degli isolani. La stagione dura circa sei mesi, da Pasqua a metà/fine ottobre. Tra tutti i visitatori, la vacanza al mare è la più popolare, sebbene le possibilità di balneazione non siano tra le migliori rispetto ad altre isole dell'Egeo. L'offerta turistica si distribuisce sulle regioni costiere, con due centri: Pythagorio a sud e Kokkari a nord. Le strutture turistiche si limitano alle offerte classiche come la ristorazione, il noleggio auto e i negozi di souvenir. Grazie al paesaggio variegato e alla storia, ci sono diverse possibilità per il turismo sostenibile, un settore che finora è poco sviluppato. Le opportunità di crescita esistenti sono note e dovrebbero essere sviluppate sempre di più.

L'espressione portare vasi a Samo significa fare una cosa inutile dato che a Samo vi era una grande produzione di vasi.[9]

  1. Atlante Zanichelli, p.19
  2. 1 2 Simonetta Storti, Atlante di Archeologia, Torino, Utet, 1998, p. 448, ISBN 88-02-05021-X.
  3. Copia archiviata, su laprovinciakr.it. URL consultato il 13 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2018).
  4. Essi fondarono un centro abitato nuovo, conosciuto con il nome "Arvanítes" (Αρβανίτες), l'equivalente in italiano di "Albanesi". Poco dopo seguì nelle vicinanze la fondazione del secondo villaggio di "Káto Arvanítes" (Κάτω Αρβανίτες, in it. Albanesi Sottana), alché il primo centro fu soprannominato "Áno Arvanítes" (Άνω Αρβανίτες, in it. Albanesi Soprana). Nel 1958 lo Stato greco cambiò la toponomastica rispettivamente in "Pándhroso" e "Mesójio".
  5. SHQIPTARËT E HARRUAR TË ISHULLIT GREK SAMOS (It. Gli Albanesi dimenticati dell'isola greca Samos), su proinformacion.com, 16 giugno 2020. URL consultato il 16 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2020).
  6. Erodoto, Storie, I, 22.
  7. Ohnesorg Jan. - Mar., 1990..
  8. Kyrieleis 1993..
  9. vaso, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 1º maggio 2016.

Voci correlate

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