Buddha gigante di Leshan
| Area scenica del Monte Emei, compreso il Buddha gigante di Leshan | |
|---|---|
| Tipo | Misti |
| Criterio | (iv) (vi) (x) |
| Pericolo | Non in pericolo |
| Riconosciuto dal | 1996 |
| Scheda UNESCO | (EN) Mount Emei Scenic Area, including Leshan Giant Buddha Scenic Area (FR) Scheda |
Il Buddha gigante di Leshan (樂山大佛T, 乐山大佛S, Lèshān DàfóP) è la più grande statua di pietra di Buddha del mondo fino al XX secolo.[1] Essa è scolpita nella roccia nel punto in cui confluiscono i fiumi Minjiang, Dadu e Qingyi,[2] vicino alla città di Leshan, nella parte meridionale della provincia di Sichuan, in Cina.[3] La scultura è posta di fronte al Monte Emei, con i fiumi che scorrono ai suoi piedi.[4] Nel 1996 l'area dei Monti Emei, compresa l'area ove si trova la statua del Buddha gigante di Leshan, è stata inserita nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.[1]
La costruzione dell'opera iniziò nel 713, condotta da un monaco cinese di nome Haitong. Egli sperava che il Buddha avrebbe potuto calmare le acque turbolente che affliggevano le navi mercantili che scendevano la corrente dei fiumi. Secondo quanto narra la leggenda, quando i fondi per la costruzione della statua stavano scarseggiando il monaco si cavò i suoi stessi occhi per provare la sua buona fede e sincerità. La statua venne completata dai suoi discepoli 90 anni dopo. Pare che l'enorme massa di roccia rimossa per la costruzione dell'opera e depositata nei fiumi ai piedi della statua abbia effettivamente alterato il corso delle acque, col risultato che la navigazione divenne più sicura.
La statua, alta 71 metri, rappresenta un Buddha Maitreya in posizione seduta, con le mani appoggiate sulle ginocchia. Le spalle sono larghe 28 metri e sull'unghia più piccola ci si potrebbe comodamente sedere una persona. Un motto locale recita che "la montagna è un Buddha e il Buddha è una montagna": questo anche a causa del fatto che la catena montuosa in cui la statua si trova ha una vaga rassomiglianza (se vista dal fiume) con le forme di un Buddha dormiente, con la statua gigante al centro.
Descrizione
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Il Grande Buddha di Leshan, scolpito nella parete rocciosa, è alto 71 metri e largo 28 metri alle spalle. La statua ha un ingegnoso sistema di drenaggio nascosto, che ha permesso di limitare, ma non eliminare, l'erosione naturale.[5]
La sua testa è alta 14,7 metri.[6] Ogni occhio è lungo 3 metri e ogni orecchio 7 metri. Il dito medio della mano del Buddha è lungo 8 metri e la sua testa è adornata da 1.021 piccoli fasci di capelli arricciati, scolpiti da blocchi di pietra incastonati nella sua testa come pioli.[7]
Ai lati della statua ci sono dei guerrieri, molto più piccoli in quanto alti solo 8 metri. Dietro di loro, sulla collina, ci sono diversi padiglioni, il più spettacolare dei quali è la Pagoda Lingbao della dinastia Tang, a cui conduce una scalinata.[8]
La costruzione del Buddha gigante è una pratica che probabilmente ha avuto origine in India, e che si è gradualmente diffusa in tutta l'Asia. Ma gli unici due Buddha antichi che potevano essere paragonati a quello di Leshan erano quelli di Bamiyan, in Afghanistan, distrutti nel marzo 2001 dai talebani.[6] Tuttavia, nel 2017, la massiccia deforestazione delle montagne intorno alla città di Guiyang, nella provincia di Guizhou, ha portato alla scoperta di un altro Buddha monumentale, scolpito nella roccia. Secondo la leggenda, Hai Nang, il maestro del monaco Hai Tung, fece erigere una statua di Buddha in parallelo con il suo discepolo: mentre Hai Tung partiva per Leshan, rimase indietro per erigere la sua, ma morì prima del suo completamento.[9]
Degrado
[modifica | modifica wikitesto]Il Buddha Leshan soffrì dell'inquinamento dovuto allo sviluppo sfrenato della regione. Secondo Xinhua, "Il Buddha di Leshan, e molti siti storici e naturali cinesi, sono stati vittime del maltempo, dell'inquinamento atmosferico, di misure protettive inadeguate e delle conseguenze negative della presenza di orde di turisti". Il governo locale ha chiuso le fabbriche e le centrali elettriche più vicine alla statua. Quest'ultima, però, soffriva già di un "annerimento del naso" e di tracce di polvere nerastra sul viso.
Nonostante un sistema di drenaggio atto a ridurre l'impregnazione delle acque piovane e il marciume della pietra, il gigante, già restaurato in molti punti, soffre di una notevole erosione dovuta al clima e senza dubbio all'elevato numero di turisti che vi accedono, tramite una vertiginosa scalinata scavata nella rupe.
L'erosione è stata aggravata dal fatto che l'enorme edificio che un tempo proteggeva la statua è stato distrutto in epoca Ming. A volte si parla di ricostruire questo monumento.[10]
Restauri
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In origine, il Buddha era protetto da una struttura in legno di tredici piani; fu distrutta durante le guerre che si svolsero tra la fine della dinastia Yuan (1271-1368) e l'inizio della dinastia Ming (1368-1644). Esposto ai venti e alla pioggia, il Buddha si disintegrò rapidamente.[11] In ogni dinastia, il Buddha di Leshan subì lavori di restauro. Più recentemente, ha subito sei grandi campagne, senza aver risolto tutti i problemi. Nel 1996, la protezione del Buddha Leshan da parte dell'UNESCO ha attirato l'attenzione di tutto il mondo. Gruppi di esperti sono stati inviati dall'UNESCO per effettuare studi e supervisionare i lavori di protezione.
La Banca Mondiale concesse un prestito a tasso zero di otto milioni di dollari per la manutenzione e la protezione del Buddha. Due milioni sono già stati utilizzati. La protezione del Buddha Leshan ha due obiettivi, sia scientifici che ecologici; la municipalità di Leshan ha attuato misure per salvaguardare il Buddha, tra cui il miglioramento dell'ambiente intorno al Buddha e la riduzione delle fonti di inquinamento, l'obbligo per le industrie di lasciare l'area secondo un programma specifico, il controllo dell'inquinamento del fiume Min e l'investimento di 200 milioni di yuan all'anno nella costruzione di un'autostrada.
Ultimi lavori di restauro
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Questo è il primo programma di restauro da quando il Buddha è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dall'UNESCO.
Nel marzo 2001 è iniziata la prima fase dei lavori di restauro, dedicata al trattamento della testa, delle spalle, del torace e dello stomaco del Buddha. L'operazione comprendeva un lavoro che si estendeva all'intera statua: i capelli venivano acconciati in chignon, il viso veniva pulito, e lo sporco e la vegetazione rimossi dal corpo.

Inoltre, sono stati sostituiti strati di cemento provenienti da restauri successivi, sono state riempite le crepe, il tutto utilizzando materiali tradizionali. In questa occasione fu sigillata una fessura profonda quattro metri alla base della statua; anche l'ingegnoso sistema di drenaggio interno è stato rinnovato.[7]
Alla fine dello stesso anno iniziò la seconda fase dei lavori, che consistette principalmente nel prosciugare il corpo del Buddha, proteggendo i suoi piedi dalle devastazioni causate dall'acqua e infine impermeabilizzando il tutto.
Nella cultura di massa
[modifica | modifica wikitesto]- La statua è una delle tappe del viaggio per riportare a casa Everest nel film d’animazione del 2019 Il piccolo yeti.
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- La statua vista dal fiume
- La statua vista dalla sua base
- Turisti guardano la stua dal battello
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (FR) Paysage panoramique du mont Emei, incluant le paysage panoramique du grand Bouddha de Leshan, su whc.unesco.org. URL consultato il 12 marzo 2025.
- ↑ (EN) Ava Lu, The Leshan Giant Buddha | Fun Facts and History, in Trippest's Chengdu Travel Guide. URL consultato il 2 ottobre 2009.«In effetti la più statua di Buddha, e quindi la più grande statua al mondo, è la Lǔshān Dàfó, nell'Henan: terminata nel 2002, misura 128 metri di altezza ed è posta su un piedistallo alto 25 metri»
- ↑ (EN) R. K. K. Rajarajan, Religious Art and Culture in 2019: Thousand Faces of the Buddha, in Indian Journal of History of Science, 1º gennaio 2020, pp. 194-201. URL consultato il 12 marzo 2025.
- ↑ Il Buddha gigante di Leshan, la colossale statua che vegliava sulle navi che scendevano i fiumi del Monte Emei, in World Open News, 1º aprile 2020.
- ↑ (FR) Sichuan Leshan Giant Buddha, in Travel in China.
- 1 2 (EN) Donald Langmead e Christine Garnaut, Encyclopedia of architectural and engineering feats, 2001, p. 134-135.
- 1 2 (EN) Jen Lin-Liu e al., Frommer's China, 2006, p. 687.
- ↑ (EN) Charis Chan, Chine, Editions Olizan, 2006, p. 205.
- ↑ (FR) Laura Terrazas, La plus grande statue de Bouddha au monde refait surface, in Le Figaro, 17 aprile 2017.
- ↑ (EN) Damian Harper e Thomas Huhti, China's Southwest, Lonely Planet, 2007, p. 383.
- ↑ (FR) Restauration, su rmhb.com.cn. URL consultato il 22 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2006).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Stefano Cammelli, Storie di uomini e di fiumi. Lungo le rive del Fiume Azzurro cercando la Cina di ieri e di oggi, Bologna, Il Mulino, 2016, ISBN 978-88-15-26627-9.
- (EN) Jen Lin-Liu e al., Frommer's China, John Wiley and Sons, 2006, p. 843, ISBN 978-0-7645-9743-5.
- (EN) Donald Langmead e Christine Garnaut, Encyclopedia of architectural and engineering feats, ABC-CLIO, 2001, p. 388, ISBN 978-1-57607-112-0.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul Buddha gigante di Leshan
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Pagina del sito dell'UNESCO relativa all'area del Monte Emei, su whc.unesco.org.