Goito
| Goito comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Pietro Chiaventi[1] (lista civica Immagina[2]) dal 12-6-2022 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°15′N 10°40′E |
| Altitudine | 33[3] m s.l.m. |
| Superficie | 79,22 km² |
| Abitanti | 10 126[4] (31-5-2026) |
| Densità | 127,82 ab./km² |
| Frazioni | Calliera, Cerlongo, Maglio, Massimbona, Marsiletti, Sacca, Solarolo, Torre, Vasto[5][6] |
| Comuni confinanti | Cavriana, Ceresara, Guidizzolo, Marmirolo, Porto Mantovano, Rodigo, Volta Mantovana |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 46044 |
| Prefisso | 0376 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 020026 |
| Cod. catastale | E078 |
| Targa | MN |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa)[7] |
| Cl. climatica | zona E, 2 388 GG[8] |
| Nome abitanti | goitesi |
| Patrono | san Pietro |
| Giorno festivo | 29 giugno |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Goito (Gùit in dialetto alto mantovano[9]) è un comune italiano di 10 126 abitanti[4] della provincia di Mantova, in Lombardia.
Compreso nell'area dell'Alto Mantovano, sorge in larga parte sulla sponda destra del Mincio, in corrispondenza di uno storico punto di attraversamento del fiume.[10] Il territorio era attraversato dall'antica via Postumia, che provenendo da Cremona raggiungeva il Mincio presso l'attuale territorio goitese e proseguiva, oltre il fiume, in direzione di Verona.[11] La posizione presso il Mincio mantenne una rilevanza strategica anche in età moderna: durante la prima guerra d'indipendenza italiana Goito fu teatro della battaglia del ponte di Goito dell'8 aprile 1848 e della battaglia di Goito del 30 maggio dello stesso anno.[12]
Con una superficie territoriale di circa 79 km², Goito è tra i comuni più estesi della provincia di Mantova.[13]
Geografia fisica
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Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale di Goito si estende nell'alta e media pianura mantovana, mentre il settore più occidentale presenta caratteri propri della bassa pianura meandriforme.[14] L'assetto geomorfologico è legato all'azione esercitata durante il Quaternario dal ghiacciaio gardesano e dai suoi scaricatori fluvioglaciali, che contribuirono alla formazione del livello fondamentale della pianura, successivamente inciso dal Mincio.[15]
La superficie comunale è prevalentemente subpianeggiante e presenta una debole inclinazione verso sud. L'azione erosiva e deposizionale del Mincio ha formato un sistema di terrazzi fluviali e scarpate, particolarmente evidente nel settore centro-orientale del territorio. Gli abitati di Goito e Torre sorgono nella parte ribassata del principale terrazzo fluviale, mentre Cerlongo, Solarolo e Sacca si trovano a quote superiori.[14] I terreni sono costituiti principalmente da depositi continentali quaternari di origine fluvioglaciale e alluvionale; prevalgono i depositi ghiaiosi nelle aree terrazzate e nella porzione centrale del territorio, mentre nel settore occidentale sono maggiormente presenti depositi sabbiosi e sabbioso-limosi.[15][14]
Idrografia
[modifica | modifica wikitesto]Il principale corso d'acqua è il Mincio, che attraversa da nord a sud il territorio e il centro abitato di Goito, dividendone il nucleo urbano tra le due sponde.[16] Il tratto superiore del fiume compreso tra Peschiera del Garda e Goito appartiene all'area dell'Alto Mincio, caratterizzata, verso nord, dai depositi e dai terrazzi ghiaiosi legati all'anfiteatro morenico gardesano.[17]
Dal 1984 Goito è compreso nel Parco regionale del Mincio, istituito dalla Regione Lombardia nello stesso anno per la tutela e la valorizzazione dell'ambiente fluviale.[18] La zonizzazione originaria del parco ricomprendeva l'intero centro abitato; la pianificazione successiva ha cercato di ricucire il rapporto tra il nucleo urbano e il fiume mediante interventi di riqualificazione delle sponde, percorsi pedonali e aree verdi.[19]
In tale contesto il Comune sviluppò il progetto del Parco urbano di Goito, concepito come sistema di connessione ambientale e pedonale fra le due sponde del Mincio. Il rapporto ambientale del 2008 documentava la riqualificazione di aree prospicienti il fiume e di percorsi pedonali e prevedeva l'ampliamento delle aree verdi e la realizzazione di una passerella ciclopedonale tra le due rive.[19] Il principale attraversamento storico del fiume nel centro cittadino è il Ponte della Gloria, così denominato in ricordo dello scontro dell'8 aprile 1848 durante la prima guerra d'indipendenza italiana.[20]
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Il toponimo Goito è generalmente ricondotto alla presenza dei Goti nel territorio durante l'Alto Medioevo ed è annoverato tra i toponimi italiani derivati da etnici di origine germanica.[21] La tradizione storica locale collega il nome alla forma medievale Castrum Godii, riferita a un insediamento fortificato attribuito ai Goti e sorto probabilmente su un precedente abitato di epoca romana.[10]
Una diversa interpretazione fu proposta dallo storico Pietro Pelati, secondo il quale il nome deriverebbe invece dal latino guttus, termine indicante un vaso e, secondo la sua ricostruzione, riferibile per estensione a un insediamento sorto presso le acque del Mincio.[9]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Età antica e altomedievale
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio di Goito fu frequentato già in epoca romana, come attestano i rinvenimenti archeologici effettuati nell'area. Non è invece documentata una vera e propria «fondazione» romana del centro abitato in una data determinata. Nel 148 a.C. il console Spurio Postumio Albino Magno fece realizzare la via Postumia, importante arteria della Gallia Cisalpina che collegava Genova ad Aquileia e che, provenendo da Cremona, attraversava il Mincio nel territorio dell'odierna Goito prima di proseguire verso Verona.[11] La presenza romana nell'area è inoltre testimoniata da rinvenimenti archeologici effettuati nei pressi di Castelvetro e lungo l'antico tracciato viario.[22]
Tra la tarda antichità e l'Alto Medioevo il territorio fu interessato dall'insediamento di popolazioni germaniche. Nell'area di Sacca sono state rinvenute testimonianze archeologiche attribuite a gruppi probabilmente visigoti, penetrati in Italia all'inizio del V secolo, mentre la tradizione locale collega ai Goti anche il Castrum Godii, fortificazione dalla quale sarebbe derivato il toponimo Goito.[23][22] Nella stessa area è stata scoperta un'importante necropoli longobarda, con numerose sepolture e corredi databili all'epoca della presenza longobarda nel Mantovano.[23][24]
Medioevo ed età gonzaghesca
[modifica | modifica wikitesto]La posizione sul Mincio e lungo l'antico itinerario della via Postumia mantenne Goito strategicamente rilevante anche nel Medioevo. La tradizione storica locale colloca il territorio nell'orbita dei Canossa durante l'età imperiale; più sicura è la documentazione bassomedievale: negli statuti mantovani dell'inizio del XIV secolo Godium compare tra le ville dipendenti dal quartiere maggiore di Mantova, mentre dagli ultimi decenni dello stesso secolo Goito è attestata come sede di vicariato.[25]
Nel XV secolo la storia del centro si legò stabilmente a quella dei Gonzaga. Durante il governo del marchese Ludovico III Gonzaga Goito fu interessata da importanti interventi urbanistici, militari e idraulici: vennero rinnovate la rocca e le fortificazioni, fu sistemata la residenza marchionale e venne realizzato il Naviglio di Goito.[10] L'ingegnere Giovanni da Padova lavorò alla rocca soprattutto tra il 1462 e il 1467 e successivamente alla sistemazione del vasto parco annesso alla residenza.[26] Anche Andrea Mantegna operò a Goito: tra il 1463 e il 1464 realizzò alcune tavole destinate alla cappella della residenza gonzaghesca.[27]
Ludovico III morì a Goito il 12 giugno 1478, durante un'epidemia di peste che interessava il Mantovano; secondo la ricostruzione biografica più recente la causa della morte fu tuttavia probabilmente una pleurite, e non la peste stessa.[28]
Nel XVI secolo i Gonzaga continuarono a utilizzare e ampliare le proprie residenze nel territorio. In particolare, sotto il duca Guglielmo Gonzaga il palazzo e il parco di Goito furono ulteriormente arricchiti, mentre durante il governo di Vincenzo I Gonzaga venne fondato il convento dei Cappuccini, successivamente trasformato nell'attuale Villa Giraffa.[22]

Dal dominio austriaco all'età napoleonica
[modifica | modifica wikitesto]Il 6 luglio 1693 un forte terremoto, con epicentro individuato nell'area di Goito, colpì il Mantovano. I cataloghi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia datano la scossa principale alle 9:15 del 6 luglio e le attribuiscono un'intensità macrosismica pari al VII grado.[29] A Goito il sisma provocò gravi danni agli edifici, alla borgata del Merlesco, alla chiesa parrocchiale e alle fortificazioni della rocca.[30]
Con l'estinzione del ramo principale dei Gonzaga e gli avvenimenti della guerra di successione spagnola, nel 1708 l'imperatore Carlo VI d'Asburgo incamerò il Ducato di Mantova. Il Mantovano passò successivamente alle dipendenze amministrative di Milano nel 1737 e fu definitivamente aggregato al Ducato di Milano nel 1745.[31][32]
Alla fine del XVIII secolo Goito fu coinvolta nelle trasformazioni istituzionali determinate dalla campagna d'Italia napoleonica. Con la costituzione della Repubblica Cisalpina il territorio venne inserito nel Dipartimento del Mincio; tra il 1798 e il 1801 Goito fu capoluogo dell'omonimo distretto e, dal 1805 al 1815, dell'omonimo cantone.[33][34] Dopo la caduta di Napoleone, dal 1816 il comune fu inserito nel distretto di Volta della provincia di Mantova del Regno Lombardo-Veneto.[35]
Risorgimento ed età contemporanea
[modifica | modifica wikitesto]La posizione sul Mincio fece di Goito uno dei luoghi principali delle operazioni della prima guerra d'indipendenza. L'8 aprile 1848 vi si combatté la battaglia del ponte di Goito, durante la quale le truppe piemontesi superarono le difese austriache poste a presidio dell'attraversamento del fiume. Lo scontro costituì il battesimo del fuoco del corpo dei bersaglieri, istituito nel 1836 da Alessandro La Marmora.[36] La Marmora rimase gravemente ferito durante il combattimento; il ponte, parzialmente fatto saltare dagli austriaci durante la ritirata, venne conquistato dalle forze piemontesi.[37]
Il 30 maggio dello stesso anno si svolse la battaglia di Goito, nella quale l'esercito piemontese, schierato contro le forze del feldmaresciallo Josef Radetzky, riuscì a respingere l'offensiva austriaca e a costringere Radetzky a ripiegare verso Mantova.[38][39]
La seconda guerra d'indipendenza modificò profondamente anche l'assetto territoriale di Goito. Il Trattato di Zurigo del 10 novembre 1859 stabilì il corso del Mincio come confine tra il Regno di Sardegna e l'Impero austriaco: la parte del comune situata sulla riva destra entrò nel Regno di Sardegna e venne assegnata al mandamento di Volta, nel circondario di Castiglione delle Stiviere della provincia di Brescia, mentre il territorio sulla riva sinistra rimase sotto dominio austriaco e venne aggregato a Marmirolo.[35] Con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861 la parte occidentale di Goito ne divenne quindi territorio; soltanto dopo la terza guerra d'indipendenza e l'annessione del restante Mantovano fu possibile ricomporre l'assetto amministrativo della zona. Nel 1868 Goito entrò nella ricostituita provincia di Mantova.[40]
Durante la seconda guerra mondiale Goito conobbe l'occupazione tedesca e le vicende della fase finale del conflitto. Il centro venne liberato il 26 aprile 1945, con l'arrivo delle forze alleate.[41][42]
Simboli
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- Stemma
Lo stemma comunale fu concesso a Goito con regio decreto del 26 agosto 1926, seguito dalle regie lettere patenti del 6 gennaio 1927 di re Vittorio Emanuele III.[43] Lo stemma concesso era d'oro, caricato di un motivo architettonico di foggia romana dal quale pendevano, a destra e a sinistra, due cordoni d'alloro terminanti ciascuno in una testa di leone.[43] Dopo la caduta del fascismo il Comune adottò un diverso emblema, tuttora utilizzato.
Lo statuto comunale descrive invece uno scudo con, nella metà inferiore d'argento, una stella e una mezzaluna, indicata alternativamente come «barchetta», e, nella metà superiore d'azzurro, una testa di leone sormontata da una corona e dal biscione visconteo ingollante un putto. Lo stesso statuto precisa tuttavia che lo stemma è utilizzato «in attesa del decreto di approvazione e concessione» da parte dell'autorità competente.[44]
- Gonfalone
Il gonfalone comunale in uso è costituito da un drappo di rosso recante al centro lo stemma civico.[45][46][3]
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Monumenti e luoghi d'interesse
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Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa di San Pietro Apostolo: principale edificio religioso del capoluogo, affacciato su piazza Giacomo Matteotti. L'attuale chiesa, in stile barocco, fu progettata dall'architetto Giovanni Maria Borsotti e costruita tra il 1729 e il 1734; la sagrestia fu invece realizzata tra il 1776 e il 1791. L'edificio presenta una navata unica con quattro cappelle laterali. Nell'abside è conservata una tela di Giuseppe Bazzani, realizzata nel 1739 e raffigurante Cristo che consegna le chiavi a san Pietro, mentre tra le altre opere presenti figura un dipinto raffigurante san Francesco attribuito a Domenico Fetti.[47]
- Chiesa di San Pietro in Vincoli: piccolo edificio religioso situato nella frazione di Massimbona. La presenza di una chiesa campestre nella località è documentata almeno dalla visita pastorale del 1544, mentre successive visite ecclesiastiche ne attestano la continuità nei secoli seguenti.[48] L'edificio, appartenente alla parrocchia di San Pietro Apostolo di Goito, è costituito da una semplice aula con facciata a capanna e piccolo campanile.[49]
- Chiesa di Santa Margherita Vergine e Martire: parrocchiale della frazione di Solarolo, edificata nel 1817 su progetto dell'architetto Giovanni Battista Marconi, in sostituzione della precedente chiesa demolita nel 1815. Di gusto neoclassico, presenta una navata unica, presbiterio con abside semicircolare e campanile addossato al fianco destro.[50]
Nel territorio comunale si trovano inoltre la chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire a Cerlongo, la chiesa di San Bartolomeo Apostolo a Vasto, la chiesa campestre di San Lorenzo, la chiesa della Beata Vergine Maria dei Miracoli a Sacca e diversi oratori rurali.[51]
Architetture militari
[modifica | modifica wikitesto]- Castello di Goito: dell'antico complesso fortificato, situato nei pressi di piazza Giacomo Matteotti, sopravvivono alcuni resti della rocca e della cinta muraria.[51] Durante il governo di Ludovico III Gonzaga, nel XV secolo, le fortificazioni furono interessate da interventi di rinnovamento nell'ambito della più generale sistemazione urbanistica e idraulica di Goito.[22]
- Castello di Cerlongo, detto anche Villa Magnaguti: complesso fortificato situato nella frazione di Cerlongo e censito dal Comune tra le architetture storiche del territorio.[51]
Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]- Torre civica: situata in via XXVI Aprile, costituisce una delle principali testimonianze dell'abitato medievale. Una torre a Goito è menzionata in un documento dell'863; la costruzione fu successivamente ricostruita e modificata più volte. Intorno al 1460, durante il governo di Ludovico III Gonzaga, la torre venne sopraelevata con l'aggiunta del piano caratterizzato dalle bifore; nel 1464 vi fu installato un orologio pubblico realizzato da Bartolomeo Manfredi. L'edificio, in mattoni, è alto 22,40 metri.[52]
- Ponte della Gloria: attraversa il Mincio nel centro abitato e occupa un punto di passaggio utilizzato fin dal Medioevo. Dopo numerose ricostruzioni, nel gennaio 1777 fu appaltata ad Alessandro Vassanelli la realizzazione di un nuovo ponte in pietra, ultimato nel novembre 1778.[53] La denominazione attuale ricorda la battaglia dell'8 aprile 1848, durante la prima guerra d'indipendenza, nella quale ebbero il battesimo del fuoco i bersaglieri.[22]
- Villa Giraffa: complesso situato sulla riva del Mincio, presso il Ponte della Gloria. Nel XVII secolo l'edificio fu destinato a convento dei Cappuccini; dopo le soppressioni dell'età napoleonica ebbe diversi utilizzi e nel 1828 fu acquistato da Giovanni Fumagalli, che lo trasformò in residenza privata. La villa è circondata da un vasto parco ottocentesco.[54]
- Villa Moschini: sorge nell'area della residenza suburbana sviluppata dai Gonzaga a partire dal XV secolo e ampliata soprattutto durante il governo di Guglielmo Gonzaga. Il complesso subì gravi danni con il terremoto del 1693 e durante il XVIII secolo; nel 1888, con il passaggio alla famiglia Moschini, fu oggetto di nuovi interventi, ai quali risalgono parte dell'attuale aspetto e il coronamento della facciata. Il parco conserva inoltre edifici e strutture di gusto neogotico.[55]
- Corte Villabona: corte rurale di origine gonzaghesca situata nella località omonima. È compresa dal Piano territoriale di coordinamento della provincia di Mantova tra le architetture della produzione del territorio goitese.[56] La tradizione storica locale ne attribuisce la sistemazione quattrocentesca a Giovanni da Padova, per incarico di Ludovico III Gonzaga, e ricorda l'utilizzo della tenuta per l'allevamento dei cavalli.[57]
- Teatro comunale – Sala Verde: l'edificio di piazza Antonio Gramsci trae origine dalla chiesa di San Martino, costruita nel 1587 insieme a un monastero benedettino per volontà del duca Guglielmo Gonzaga. Dopo la soppressione del complesso religioso nel 1797 fu destinato a diversi usi, tra cui magazzino, scuderia, ospedale militare e successivamente teatro e cinematografo. Dopo ulteriori ristrutturazioni, nel 1980 fu inaugurata la nuova sala denominata «Sala Verde».[58]
- Mulini storici: lungo il Mincio sono conservati diversi edifici legati all'attività molitoria. Il vecchio mulino di Goito, situato lungo il fiume, risale agli inizi del XVII secolo e conserva parte delle attrezzature originarie; il mulino di Massimbona, appartenuto anche ai Gonzaga, è invece documentato almeno dal 1231.[59]
Monumenti
[modifica | modifica wikitesto]- Monumento al Bersagliere: inaugurato il 20 settembre 1926 nel piazzale antistante Villa Giraffa. Fu eretto per iniziativa del Comitato provinciale di Mantova delle Fiamme Rosse ed è costituito da un basamento marmoreo sormontato dalla statua bronzea di un bersagliere.[60]
- Monumento a Vittorio Emanuele II: posto lungo la strada verso Vasto, ricorda la battaglia del 30 maggio 1848, durante la quale il futuro re Vittorio Emanuele II rimase ferito.[51][22]
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[61]

Dopo la diminuzione registrata nei primi decenni del secondo dopoguerra, la popolazione tornò a crescere dalla fine del XX secolo, superando nuovamente i 10 000 residenti negli anni duemila. Al censimento del 2011 furono rilevati 10 289 abitanti; negli anni successivi la popolazione si è mantenuta sostanzialmente stabile intorno alle diecimila unità.[62]
Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Al 1º gennaio 2026 i cittadini stranieri residenti a Goito erano 1 490, pari a circa il 14,7% della popolazione complessiva.[63][64]
Nell'ultima rilevazione disponibile con dettaglio per singola cittadinanza, riferita al 1º gennaio 2025, le comunità straniere numericamente più consistenti erano:[65]
La comunità indiana costituiva quindi, con ampio margine, il principale gruppo di cittadinanza straniera residente nel comune.[65]
Tradizioni e folclore
[modifica | modifica wikitesto]Nella frazione di Torre si svolge la Sagra del Pit, tradizionalmente celebrata il mercoledì delle Ceneri. La manifestazione, descritta dalle fonti locali come una consuetudine di antica origine, comprende il consumo dei tradizionali bigoli con le sarde e diversi giochi popolari, tra i quali la «giostra del pit», dalla quale la sagra prende il nome; nel dialetto locale pit indica il tacchino.[66] La manifestazione continua a essere organizzata annualmente nella frazione.[67]
Un'altra ricorrenza legata alla tradizione rurale è la festa di sant'Antonio Abate, celebrata il 17 gennaio come festa del ringraziamento per l'annata agricola trascorsa e di auspicio per quella successiva. La celebrazione, organizzata con la partecipazione della parrocchia e delle realtà agricole locali, riflette lo storico legame del territorio goitese con l'agricoltura e l'allevamento.[68]
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Vi nacque Sordello da Goito, poeta, trovatore e giullare del XIII secolo[69].
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Economia
[modifica | modifica wikitesto]L'economia goitese, come gran parte del territorio mantovano, è storicamente legata al settore primario. La presenza di prati stabili, noti fin dal '400[70], rappresenta una peculiarità dell'agricoltura locale, che unita alla forte presenza di allevamenti bovini permette di ottenere latte di altà qualità necessario alla produzione del Grana Padano DOP. Altrettanto diffuso è l'allevamento suino, mentre le principali coltivazioni sono costituite da mais e frumento. Il settore secondario è in gran parte caratterizzato dalla presenza di piccole e medie imprese, operanti in diversi campi. In particolare il comune di Goito, con gli adiacenti comuni di Marmirolo, Porto Mantovano e Roverbella, è situato all'interno di un distretto di eccellenza dedito alla progettazione, costruzione e commercializzazione di macchine automatiche per l'imbottigliamento e l'etichettatura.
A partire dal dopoguerra si è sviluppata una fiorente attività estrattiva di ghiaia e sabbia, che negli anni ha fortemente influito sull'aspetto paesaggistico lasciando sul territorio un'innumerevole quantità di cave.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Il comune di Goito è attraversato dalla strada statale 236 Goitese, che rappresenta il principale collegamento viario tra i due capoluoghi Mantova e Brescia, e da un tratto dall'antico tracciato della via Postumia.
Fra il 1884 e il 1933 la località era servita da una stazione posta lungo la tranvia Brescia-Mantova-Ostiglia[71].
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Sindaci
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 12 giugno 1994 | 24 maggio 1998 | Enzo Cartapati | lista civica | sindaco | |
| 24 maggio 1998 | 27 maggio 2002 | Pietro Marcazzan | lista civica | sindaco | |
| 27 maggio 2002 | 28 maggio 2007 | Pietro Marcazzan | lista civica Unione Civica | sindaco | |
| 28 maggio 2007 | 7 maggio 2012 | Anita Marchetti | lista civica | sindaco | |
| 7 maggio 2012 | 11 giugno 2017 | Pietro Marcazzan | lista civica Bene Comune | sindaco | |
| 11 giugno 2017 | 12 giugno 2022 | Pietro Chiaventi | lista civica Immagina | sindaco | |
| 12 giugno 2022 | in carica | Pietro Chiaventi | lista civica Immagina | sindaco | |
Gemellaggi
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Baienfurt, dal 2005.[senza fonte]
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Pietro Chiaventi, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Elezioni Goito 2022: i risultati, su Corriere della Sera, 13 giugno 2022. URL consultato il 29 settembre 2026.
- 1 2 Il Municipio, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Comune di Goito - Statuto.
- ↑ Statuto della Città di Goito, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- 1 2 Pelati.
- 1 2 3 Goito, su Parco del Mincio. URL consultato il 29 settembre 2026.
- 1 2 La Via Postumia, su Parco del Mincio. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Luoghi e monumenti a ricordo delle guerre risorgimentali, su Parco del Mincio. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Comuni in provincia di Mantova per superficie territoriale, su Tuttitalia.it. URL consultato il 14 giugno 2015.
- 1 2 3 Piano comunale di emergenza – Relazione, su Comune di Goito, maggio 2010. URL consultato il 29 settembre 2026.
- 1 2 Territorio, su Comune di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Goito, su Parco del Mincio. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Alto Mincio, su Parco del Mincio. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Parco del Mincio, su Comune di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- 1 2 "Rapporto ambientale – Comune di Goito", in Variante al Piano Territoriale di Coordinamento del Parco del Mincio del luglio 2008.
- ↑ Ponte della Gloria, su Comune di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ L'onomastica, su Treccani. URL consultato il 29 settembre 2026.
- 1 2 3 4 5 6 Storia, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- 1 2 Il Mincio delle Bucoliche: l'alta pianura della Via Postumia, dei Goti e dei Longobardi, su Parco del Mincio. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Venetia et Histria, su Treccani. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Comune di Goito, sec. XIV-1784, su Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Giovanni da Padova, su Treccani. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Mantegna, Andrea, su Treccani. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Ludovico III Gonzaga, marchese di Mantova, su Treccani. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ NT4.1: un catalogo parametrico di terremoti di area italiana al di sopra della soglia del danno, su Archivio Storico Macrosismico Italiano - INGV. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Comune di Goito, su GoToGoito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Lombardia, su Treccani. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Mantova, su Treccani. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Distretto VIII di Goito, 1798-1801, su Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Cantone II di Goito, 1805-1815, su Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 29 settembre 2026.
- 1 2 Comune di Goito, 1816-1859, su Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Storia, su Esercito Italiano. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Salvatore Orlando, La battaglia per il ponte di Goito (PDF), in Rivista Militare, n. 2, Stato Maggiore dell'Esercito, 2006.
- ↑ Goito, su Treccani. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Risorgimento, su Treccani. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Provincia di Mantova, 1859-1868, su Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Fernanda Gatti, La liberazione di Goito. Come un ufficiale tedesco salvò il paese da una tragedia, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ In proposito si possono leggere le memorie di Fernanda Gatti (Goito, 1930), che visse da adolescente i drammatici avvenimenti di quei giorni.
- 1 2 3 Goito, su Ufficio araldico - Fascicoli comunali, Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 28 settembre 2026.
- ↑ Comune di Goito, Statuto (PDF), Art. 4 Stemma e Gonfalone.
- ↑ Immagine del gonfalone
- ↑ Immagine del gonfalone, su Profilo Facebook del Comune di Goito.
- ↑ Chiesa Parrocchiale di San Pietro Apostolo (Parrocchiale di Goito), su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Le istituzioni storiche del territorio lombardo. Le istituzioni ecclesiastiche XIII-XX secolo. Mantova (PDF), su Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Chiesa di San Pietro in Vincoli, su BeWeB - Beni ecclesiastici in web, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Chiesa di Santa Margherita Vergine e Martire <Solarolo, Goito>, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 29 settembre 2026.
- 1 2 3 4 Cosa vedere, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Torre Civica Goito, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Ponte della Gloria, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Villa Giraffa, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Villa Moschini, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Repertorio dei beni storico-culturali e paesaggistici (PDF), su Provincia di Mantova. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Itinerari Goitesi - Le corti e le frazioni del Comune di Goito, su Goito on-line. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Teatro Comunale «Sala Verde», su Museo diffuso del Risorgimento. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Vecchi Mulini ad Acqua, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Monumento del Bersagliere, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente - Serie storica, su esploradati.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Demografia in cifre, su Istat. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Bilancio demografico popolazione straniera, su demo.istat.it. URL consultato il 24 aprile 2026.
- ↑ Popolazione straniera residente per sesso ed età al 1º gennaio 2026, su Istat. URL consultato il 29 settembre 2026.
- 1 2 Popolazione residente per cittadinanza o paese di nascita, su Istat. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ La sagra del Pit, su Goito on-line. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ Eventi, su Città di Goito. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ S. Antonio Abate - Festa del Ringraziamento 2026, su Città di Goito, 10 gennaio 2026. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ SORDELLO DA GOITO, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 12 novembre 2021.
- ↑ Fiera del Grana Padano dei Prati Stabili – SITO UFFICIALE -, su fieradelgranapadano.it. URL consultato il 14 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2015).
- ↑ Giancarlo Ganzerla, Binari sul Garda. Dalla Ferdinandea al tram: tra cronaca e storia, Brescia, Grafo, 2004, ISBN 88-7385-633-0.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Renato Bonaglia, Mantova, paese che vai..., Mantova, 1985, ISBN non esistente.
- Marco Dallabella, Itinerari goitesi: quattro percorsi fra storia, arte e natura, Mantova, Sometti, 2007, ISBN 978-88-7495-235-9.
- Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, Cassa rurale e artigiana di Castel Goffredo, 1996, ISBN non esistente.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.goito.mn.it.
- Goito, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
- Goito, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
- La guerra a Goito, su lastoriadigoito.altervista.org (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016). Ricordi del secondo conflitto mondiale di Fernanda Gatti.
- Associazione culturale Goito Online, su sordello.it.
- Cammino di fede e solidarietà, su it.wikivoyage.org. URL consultato il 2 novembre 2019.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 123140663 · LCCN (EN) n79030512 · J9U (EN, HE) 987007559667605171 |
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