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Teggiano

Coordinate: 40°23′N 15°32′E
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Teggiano
comune
Teggiano – Stemma
Teggiano – Bandiera
Teggiano – Veduta
Teggiano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneImage Campania
ProvinciaImage Salerno
Amministrazione
SindacoMichele Di Candia (lista civica Teggiano europea) dal 6-6-2016 (2º mandato dal 4-10-2021)
Territorio
Coordinate40°23′N 15°32′E
Altitudine635 m s.l.m.
Superficie61,87 km²
Abitanti6 955[1] (31-5-2026)
Densità112,41 ab./km²
FrazioniPantano, Piedimonte, Prato Perillo, San Marco[2]
Comuni confinantiAtena Lucana, Corleto Monforte, Monte San Giacomo, Piaggine, Sala Consilina, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant'Arsenio, Sassano, Sacco
Altre informazioni
Cod. postale84039
Prefisso0975
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT065146
Cod. catastaleD292
TargaSA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[3]
Cl. climaticazona D, 2 040 GG[4]
Nome abitantiteggianesi (rianisi)
PatronoCono da Teggiano
Giorno festivo3 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Teggiano
Teggiano
Teggiano – Mappa
Teggiano – Mappa
Posizione del comune di Teggiano all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Teggiano è un comune italiano di 6 955 abitanti[1] della provincia di Salerno in Campania.

Fino al 1862 il suo nome era Diano, da cui deriva il nome della conca entro cui esso sorge, il vallo di Diano.

Geografia fisica

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Il territorio comunale di Teggiano, in provincia di Salerno, occupa il margine occidentale del Vallo di Diano, ampia conca tettonico‑carsica del settore meridionale dell’Appennino campano‑lucano, e si estende per una superficie di circa 61,87 km², con quote comprese tra 443 e 1.738 m s.l.m., a testimonianza di una marcata articolazione altimetrica e morfologica.

L’assetto fisiografico è governato da tre principali ambiti geomorfologici:

  • il settore montuoso, impostato sui rilievi calcarei della Montagna della Motola e sulle dorsali settentrionali della Cocuzzo delle Puglie e del Monte Puglie;
  • il settore collinare, alto e medio, su cui si dispongono il centro storico e le frazioni principali;
  • il settore pedemontano e di piana, che raccorda i versanti al fondovalle alluvionale del Vallo di Diano, in gran parte di origine lacustre pleistocenica.

La Montagna della Motola costituisce il principale complesso orografico del territorio comunale e raggiunge le massime altitudini con le cime di Monte Motola (circa 1.700 m), Monte Faggitella (1.606 m), Serre di Campo Soprano (1.446 m), Serre dei Cuponi (1.308 m), Croce della Difesa (1.356 m) e Cozzo dei Palombi (1.203 m), caratterizzate da versanti generalmente acclivi e da estesi affioramenti di calcari mesozoici intensamente fratturati, modellati da processi carsici superficiali e profondi.

Sul bordo sommitale meridionale del massiccio, in corrispondenza di quote prossime ai 1.600 m s.l.m., si sviluppa un sistema di ampie doline, impostate a sud‑est del Monte Motola, che costituiscono forme tipiche di dissoluzione carsica e testimoniano la presenza di un articolato reticolo di circolazione idrica sotterranea.

I versanti settentrionali della Montagna della Motola che prospettano verso il territorio di Teggiano sono organizzati in una successione di costoni e impluvi denominati localmente Manca di San Donato, Nivera, Cozzi di Marconi, Castagneto, Spalla di Capra, Fontanelle, Fossa Rotonda e Larvanito, che convogliano le acque meteoriche verso i principali torrenti che incidono la fascia pedemontana.

Il settore settentrionale del territorio è dominato dai ripidi rilievi della Cocuzzo delle Puglie (1.411 m), del Monte Puglie (1.465 m) e del Cozzo dell’Angelo (1.067 m), anch’essi impostati su litologie carbonatiche e caratterizzati da versanti marcatamente inclinati, con creste e costoni che definiscono il contorno morfologico dell’alta valle del Corticato.

In questo contesto assumono particolare rilevanza le cosiddette Balze di Teggiano, impostate lungo grandi scarpate tettoniche che delimitano il margine occidentale della Valle del Corticato e che si presentano come versanti molto acclivi, per lo più brulli o solo localmente terrazzati, interessati da fenomeni gravitativi di varia intensità.

Il settore collinare alto è strutturalmente organizzato intorno alla Sella del Corticato, che rappresenta un importante elemento di raccordo morfologico tra i rilievi montuosi della Motola e la dorsale del Cocuzzo delle Puglie, mentre il settore medio collinare è dominato dal promontorio su cui insiste l’abitato storico di Teggiano e dalle pendici sulle quali si dispongono le località Pozzale, San Paolo e Tempa Rossa, caratterizzate da versanti moderatamente acclivi con diffusa presenza di terrazzi morfologici e superfici sub‑pianeggianti utilizzate a fini insediativi e agricoli.

Il centro storico di Teggiano si colloca alla sommità di un promontorio tronco, di natura calcarea, ben stratificato e intensamente fratturato, che si eleva sul margine occidentale del Vallo di Diano; da un punto di vista strutturale, tale rilievo risulta più direttamente connesso alla dorsale dei Monti della Maddalena che al sistema Alburni‑Cervati, di cui fa parte la Montagna della Motola, evidenziando la complessità dell’assetto tettonico e dei rapporti tra le diverse unità carbonatiche appenniniche.

Il settore pedemontano è individuato dalla fascia di transizione tra le colline calcaree e la piana del Vallo, lungo la quale si dispongono gli abitati di San Marco, San Raffaele, Piedimonte e Misericordia; tale fascia si caratterizza per la presenza di conoidi e falde detritiche allo sbocco dei valloni e per superfici debolmente inclinate, sede di insediamenti sparsi e di infrastrutture viarie, che raccordano i centri collinari con le aree pianeggianti.

Le aree pianeggianti si estendono principalmente a ovest e nord‑ovest del centro abitato, nelle località Prato Perillo, San Marco e Difesa del Margine, e verso nord, nord‑est ed est nelle località Macchiaroli e Pantano Grande; tali porzioni di territorio sono impostate su depositi alluvionali e lacustri di fondovalle, con quote mediamente comprese tra 445 e 460 m s.l.m., a drenaggio spesso difficoltoso e con diffusa presenza di opere di regimazione idraulica e sistemazioni agrarie.

Il comune di Teggiano confina con i territori di Atena Lucana, Corleto Monforte, Monte San Giacomo, Piaggine, Sacco, Sala Consilina, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant’Arsenio e Sassano, con limiti amministrativi che seguono, in diversi tratti, lineamenti morfologici naturali quali dorsali carbonatiche, impluvi e linee di cresta dell’alta e media collina.

Il reticolo idrografico superficiale è articolato in corsi d’acqua principali di carattere torrentizio, alimentati dai rilievi della Motola e dalle dorsali settentrionali, e in una fitta rete di canali di bonifica e lagni che drenano la piana alluvionale del Vallo di Diano.

Il Torrente Buco ha origine lungo la linea di spartiacque tra la Sella del Corticato e Timpa Nicoletta e scorre inizialmente in incisione valliva moderatamente incisa, raccogliendo le acque di numerosi impluvi laterali prima di raggiungere la piana, dove si raccorda con il sistema di lagni.

Il Torrente Buccana trae origine in località Raccio, al confine tra i comuni di Piaggine e Monte San Giacomo, e incide una stretta forra tra la Montagna della Motola a nord‑ovest e Serra la Manca a sud‑est, fino al ponte S. Salvatore; in località Anca del Ponte il Buccana confluisce nel Torrente Buco, costituendo uno dei principali assi di drenaggio del settore occidentale del territorio comunale.

Nella piana alluvionale prevalgono i lagni, canali di bonifica a sezione per lo più rettilinea, in parte o totalmente antropizzati, tra i quali si distinguono il Lagno Vernace e il Lagno Vellico, che convogliano le loro portate nel Lamarrone, il Lagno Termine che segna il confine idrografico e amministrativo tra Teggiano e Sala Consilina, e il Lagno della Barca che, in località Cannicelle e La Barca, raccoglie le acque del Torrente Buco e le redistribuisce verso il reticolo di fondovalle.

I principali valloni che interessano il settore montuoso e collinare del comune, e che traggono origine dai rilievi dei Monti della Motola (Serre di Campo Soprano, Serre dei Cuponi, Croce della Difesa), sono il Vallone Valle Cupa, il Vallone San Cono e il Vallone Sinagoga, impostati lungo direttrici strutturali preferenziali e caratterizzati da versanti ripidi, talora terrazzati, che alimentano il trasporto solido verso il fondovalle.

In sintesi, l’assetto geografico e fisiografico del territorio di Teggiano riflette l’interazione tra il sistema montuoso carbonatico appenninico, il promontorio collinare su cui è insediato il centro storico e la piana alluvionale‑lacustre del Vallo di Diano, creando una transizione continua dalla montagna alla pianura con marcate differenze di acclività, uso del suolo e vulnerabilità geomorfologica.

Il clima è tipico della zona, con estati soleggiate, secche e ventilate. Durante le notti estive, comunque, al calar del sole, vi è una forte escursione termica, anche di molti gradi in meno rispetto al giorno. La stazione meteorologica più vicina è quella di Sala Consilina.In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a 6,3 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di 24,1 °C.[5]

SALA CONSILINA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 9,810,513,517,522,126,329,830,426,020,515,111,510,617,728,820,519,4
T. min. media (°C) 2,83,15,18,111,514,917,417,815,311,47,54,93,68,216,711,410,0

Lo storico Teggianese Luca Mandelli, vissuto nel seicento, attribuisce la fondazione del paese ai coloni della città greca di Tegea, congettura non suffragata però da testimonianze storico-archeologiche.

Alla fine dell'Ottocento Giacomo Racioppi invece avanzò l'ipotesi che Teggiano fosse stata fondata dalle genti osco-sabelliche scacciate dalle loro terre a seguito dell'espansione della civiltà etrusca.

Ultima ipotesi in ordine di tempo è quella che Teggiano sia sorta ad opera dei Lucani all'inizio del IV secolo a.C. Più tardi si attesta il nome Tergia o Tergianum. Notevole importanza spettò alla Teggiano del periodo italico, che ricoprì un ruolo di primissimo piano sia nell'ambito delle dodici città federate lucane, che in occasione delle guerre sociali. A testimonianza di quei periodi restano gli innumerevoli reperti storici, costituiti in frammenti classici sia di architettura religiosa che di architettura civile, attualmente disseminati un po' ovunque lungo le vie del centro storico. Probabilmente la città venne distrutta intorno al 410 d.C. da Alarico. Dal V secolo in poi assunse il nome di Dianum, poi Diano, da cui prese il nome l'omonimo Vallo. Il massimo splendore si raggiunse nel periodo in cui la nobile famiglia dei Sanseverino la destinò a luogo privilegiato. Con l'arrivo dei normanni vi si stanziarono un nutrito numero di famiglie guerriere normanne, il borgo ha infatti, una decisa vocazione militare. Tra le famiglie normanne che vi abitarono si ricordano i: de Flumine o Fiume, il primo dei quali, Bosone, fondò nell'anno 1133 il Sedile di Diano, e poi, i Galliciano, i de Diano, i Mordente, i d'Alitto, i Carrano, i Marsicano, tutte infeudate ebbero anche castelli di rilievo. Altre famiglie si aggiunsero nel periodo federiciano come: i Corrado, i Grosso. Nel periodo Angioino arrivarono i Mordente,i Mazzacane, i Malavolta da Siena e così altre famiglie arrivarono nei successivi periodi Aragonese e Austriaco come i del Verme da Verona. Nel 1485 tra le mura del suo castello fu tramata la famosa Congiura dei baroni, ordita da Antonello Sanseverino, Principe di Salerno, contro Ferrante I d'Aragona, re di Napoli. Successivamente, nel 1497, Teggiano, rifugio inespugnabile del Principe ribelle, fu assediata dall'esercito del Duca delle Calabrie, Federico, divenuto re nel frattempo. La fama di castello imprendibile non fu sfatata nemmeno in quell'occasione: l'assedio durò molto più del previsto senza che l'esercito riuscisse ad ottenere la presa del maniero. Una resa onorevole, quindi, sancita da patti redatti dal Notar Jacopo Carrano, sottoscritti dal Re e dal Principe, diede salva la vita a quest'ultimo e salvaguardò l'integrità della popolazione che, in massa, era accorsa a dar manforte all'amato signore. Dopo il 1552, anno in cui si verificò l'allontanamento definitivo della famiglia dei Sanseverino, Teggiano diventò feudo di altre nobili famiglie del Regno, che seppero governarlo con alterna fortuna.

Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Sala del Regno delle Due Sicilie.

Nel 1862 dal neonato governo italiano giunse ai comuni del Vallo di Diano l'ordine di evitare nelle loro denominazioni eventuali omonimie esistenti con gli altri comuni d'Italia. Ottemperando agli ordini ricevuti gli amministratori comunali si misero subito all'opera e si ebbero così Atena Lucana, Sala Consilina, Montesano sulla Marcellana, San Pietro al Tanagro e Monte San Giacomo. Il comune di Diano fu rinominato Teggiano, dal latino Tegianum, già sua denominazione in età romana. Tale cambiamento fu avversato dai cittadini dell'epoca, capeggiati dal più autorevole di essi, il canonico e storico Stefano Macchiaroli, che definì tale operazione un inaccettabile anacronismo. Ancora oggi la maggior parte dei cittadini usa la vecchia denominazione, dicendo in dialetto: "vàu a Dianu" oppure "nta Rianu".

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Sala Consilina.

Durante gli anni della seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, Teggiano fu uno dei comuni della Campania destinati dalle autorità fasciste ad accogliere profughi ebrei in internamento civile. I 9 internati, in maggioranza provenienti dalla Polonia e dall'Austria, furono tutti liberati con l'arrivo dell'esercito alleato nel settembre 1943.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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La cattedrale di Santa Maria Maggiore
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Chiesa di Sant'Agostino

Architetture civili

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Il castello dei principi Sanseverino, attualmente Castello Macchiaroli
  • Il Seggio, loggiato che sorge all'incrocio del Cardo e del Decumano in cui si svolgevano le riunioni della universitas.[8]
  • Palazzo dei Malavolta, attuale sede vescovile.
  • Casa nativa di San Laverio (Largo San Laverio)
  • Palazzo de Honestis del XVII secolo;
  • Palazzo Villino de Honestis;
  • Palazzo Trezza Matina d'Alitto Di Sarli; attuale dimora d'epoca
  • Palazzo Corrado;
  • Palazzo Galliciano;
  • Palazzo Mazzacane;
  • Palazzo de Diano sec.XIV;
  • Palazzo Paternoster;
  • Palazzo d'Alitto sec.XV;
  • Palazzo Carrano a Sant'Andrea sec.XVI;
  • Palazzo Carrano a Sant'Angelo Sec.X. Uno studio sulla attigua chiesa di San Michele Arcangelo effettuato da Soprintendente De Cunzo ha evidenziato che la chiesa fu la cappella Palatina del palazzo Carrano. Pertanto lo stesso sarebbe anche anteriore al X secolo forse primo nucleo di incastellamento della città di Diano.
  • Palazzo Carrano a Santa Maria;
  • Palazzo Celio Carrano;
  • Palazzo del Verme de Honestis Santamaria sec.XV;
  • Palazzo Serisio Adorno;
  • Palazzo Helio;
  • Palazzo Corrado a Santa Maria;
  • Palazzo Macchiaroli;
  • Palazzo Prignano Galliani sec.XV;
  • Palazzo Colletti;
  • Palazzo Cavallaro;
  • Palazzo Francone;
  • Palazzo Matera;
  • Palazzo Paternoster;
  • Palazzo del Seminario sec.XVI.

Architetture militari

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  • Castello dei Principi Sanseverino (XI secolo-XII secolo), realizzato in epoca normanna. Dal 1900 fu proprietà di tre famiglie dianesi, Macchiaroli, de Honestis e Gallo. Successivamente dopo il 1920 è divenuto tutto di proprietà della famiglia Macchiaroli, oggi è definitivamente chiamato Castello Macchiaroli, in onore della famiglia tuttora proprietaria. Nel corso dei secoli ha subito numerosi restauri ed ampliamenti. Il maniero è stato sede di diversi avvenimenti storici importanti: l'assedio del 1433 ad opera delle truppe di Ladislao di Durazzo, la congiura dei baroni del 1485 e l'assedio del 1497, l'assedio delle truppe di Carlo VIII di brevissima durata che si concluse con una blanda resistenza della città e del castello.[9]
  • Porta della cinta muraria medievale, situata a sud dell'abitato.
  • Torri della cinta muraria medievale

Aree naturali

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Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[10]

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Etnie e minoranze straniere

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Al 31 dicembre 2017 a Teggiano risultano residenti 490 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[11]

Image Lo stesso argomento in dettaglio: Diocesi di Teggiano-Policastro.

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico;[12] il comune, sede della diocesi di Teggiano-Policastro, è suddiviso in sei parrocchie.

Lingue e dialetti

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Accanto all'italiano, si parla il dialetto teggianese, che fa parte del gruppo cilentano meridionale. Esso conosce un vocalismo atono composto da quattro foni: /a, ə, i, u/; per questo motivo, Teggiano viene considerato un'"isola" a vocalismo siciliano, insieme ad esempio alla vicina Sala Consilina.[13][14]

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Obelisco di San Cono
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Ex chiesa di San Pietro, ora Museo Diocesano
  • Stufati, piatto tipico della vigilia di Natale;
  • Parmitieddi o Parmi, piatto tipico preparato per il pranzo della Domenica delle Palme;
  • Pizzichinu, torta rustica tipica del periodo pasquale;

Geografia antropica

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Veduta del lato settentrionale del pianoro valdianese con al centro l'abitato di Prato Perillo

Secondo lo statuto comunale, le frazioni di Teggiano sono:[16][17]

  • Pantano;
  • Piedimonte;
  • Prato Perillo, 458 m s.l.m., 3 886 abitanti;
  • San Marco, 525 m s.l.m., 585 abitanti.

Basata nel passato principalmente sull'agricoltura, negli ultimi anni, però, molte sono state le attività commerciali che hanno preso vita soprattutto nel capoluogo e nelle frazioni di Prato Perillo e di Pantano.

Essendo parte del territorio patrimonio dell'UNESCO è costante meta di turismo internazionale, rappresentando forse l'ultimo borgo medievale perfettamente conservato tipico della zona. Di conseguenza sono molte, di recente, le attività ristorative e ricettive sorte grazie a questo tipo di indotto.

Infrastrutture e trasporti

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  • Strada Provinciale 11/d Laurino (Innesto SP 69)-Piaggine-Bivio Sacco-Sella del Corticato-S.Marco.
  • Strada Provinciale 11/e S.Marco-Piedimonte-Macchiaroli-Silla-Innesto SS 19(S.Vito).
  • Strada Provinciale 39/a Innesto SS 166(S.Marzano)-Prato Perillo.
  • Strada Provinciale 39/b Prato Perillo-Piedimonte-Teggiano.
  • Strada Provinciale 52 Sala Consilina-Teggiano (Innesto SP 11-loc.Macchiarola).
  • Strada Provinciale 166 Innesto SP 39-Prato Perillo.
  • Strada Provinciale 231 Innesto SP 307 (Riella)-Fontana Vaglio-Tempa Rossa.
  • Strada Provinciale 263 dalla SP di Piedimonte-S.Marco-Corticato-Fontana vecchie forbici-Querce-Camerelle-SP Piedimonte-S.Vito.
  • Strada Provinciale 295 Strada Ponte Filo-inizio territorio di Teggiano.
  • Strada Provinciale 330 Innesto SS 19-Lagno Termine-Innesto SP 11 (Macchiarola).
  • Strada Provinciale 395 Innesto SP 11(Silla)-Innesto SP 49 (Sala Consilina).

Amministrazione

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Altre informazioni amministrative

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Il comune fa parte della Comunità montana Vallo di Diano.

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Nel comune aveva sede il club calcistico Asd Valdiano, militante nel campionato di Eccellenza campana girone B, che disputava le gare interne allo stadio "Antonio Vertucci". Nel 2019 la società è fallita. Attualmente esiste la Teggianese che rappresenta il calcio a Teggiano partecipa il campionato di terza categoria girone C 2025/2026

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Frazioni secondo lo statuto comunale.
  3. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ↑ Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA (archiviato dall'url originale il 2016 circa).
  6. ↑ Ebrei stranieri internati in Campania.
  7. ↑ incomune.interno.it, http://incomune.interno.it/statuti/enti/?title=teggiano.
  8. ↑ Comune di Teggiano, su teggiano.asmenet.it. URL consultato il 13 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2011).
  9. ↑ Brochure a cura della Pro Loco di Teggiano
  10. ↑ Dati tratti da:
  11. ↑ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 20 febbraio 2019.
  12. ↑ Copia archiviata, su webdiocesi.chiesacattolica.it. URL consultato il 20 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  13. ↑ Antonio Sciarretta's Toponymy - Dialettologia dell'Italia centro-meridionale - Dialetti campani, su asciatopo.altervista.org.
  14. ↑ Giuseppe Costa, Il dialetto di Teggiano: morfologia e sintassi, su tesionline.it.
  15. 1 2 3 Centro Informazioni Turistiche, su Comune di Teggiano. URL consultato il 20 febbraio 2019.
  16. ↑ dawinciMD - Consultazione dati del 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni, su dawinci.istat.it. URL consultato il 20 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2012).
  17. ↑ Le autonomie locali, su Dipartimento per gli affari interni e territoriali, 25 novembre 2016. URL consultato il 20 febbraio 2019.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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