Ponte di Piave
| Ponte di Piave comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Sergio Lorenzon (vicesindaco f.f.) (lista civica di centro-destra Vivi Ponte) dal 17-1-2026 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°43′N 12°28′E |
| Altitudine | 11 m s.l.m. |
| Superficie | 32,44 km² |
| Abitanti | 8 338[1] (28-2-2026) |
| Densità | 257,03 ab./km² |
| Frazioni | Busco, Levada, Negrisia, San Nicolò |
| Comuni confinanti | Breda di Piave, Chiarano, Maserada sul Piave, Oderzo, Ormelle, Salgareda, San Biagio di Callalta |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 31047 |
| Prefisso | 0422 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 026058 |
| Cod. catastale | G846 |
| Targa | TV |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa)[2] |
| Cl. climatica | zona E, 2 368 GG[3] |
| Nome abitanti | pontepiavensi |
| Patrono | san Tommaso di Canterbury |
| Giorno festivo | 29 dicembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Ponte di Piave (Ponte de Piave in veneto) è un comune italiano di 8 338 abitanti[1] della provincia di Treviso in Veneto.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'attuale territorio del comune di Ponte di Piave deriva dalla fusione in epoca napoleonica (Regno d'Italia) del Comune di Ponte di Piave (comprendente le allora frazioni di Negrisia, Levada e Fontane) e dell'ex comune di Busco con San Nicolò per regio decreto del 28/09/1810[4]. Sempre durante il Regno d'Italia (1806-1814) si ritrova ad essere nel Dipartimento del Tagliamento (Distretto di Conegliano, Cantone di Oderzo).
Durante la prima guerra mondiale, trovandosi sulla linea di combattimento sul fiume Piave, lungo la direttiva Ponte di Piave-Fagarè, gli austriaci nel giugno del 1918 tentarono di raggiungere Treviso, durante la battaglia del solstizio. A Fagarè della Battaglia, dove oggi si può visitare un'ossario dedicato ai caduti della Grande Guerra, furono respinti nuovamente dai soldati italiani sulla sponda sinistra. Il fiume Piave essendo in quel periodo inoltre in piena, impossibilitò l'incursione degli Austroungarici nella sponda destra. Da qui la strofa «Il Piave mormorò, non passa lo straniero!» della canzone La leggenda del Piave.
Questa cittadina nei secoli ha sempre dovuto convivere con il fiume Piave e le sue frequenti piene, esso infatti ha un regime a carattere torrentizio e la sua portata dipende considerevolmente dagli invasi posti a monte. Ancora in memoria a gran parte della cittadinanza, l'alluvione del 4 novembre 1966. Il Fiume Piave in piena spaccò l’argine tra la frazione di Negrisia ed il capoluogo e di conseguenza le impietose acque scesero per Ponte di Piave allagando il territorio comunale (esclusa Negrisia) ed i dintorni, provocando ingenti danni alle infrastrutture dei luoghi ed alla agricoltura dei paesi colpiti. In quelle tragiche ore durante una missione di soccorso morì Eros Perinotto, militare di servizio su di un carro armato. Il mezzo precipitò in una voragine d'acqua provocata dal crollo del ponte sul canale Grassaga nella strada Callalta tra Ponte di Piave e Levada. In memoria di questo militare, vi è un monumento in piazza Garibaldi a Ponte di Piave nei pressi dell'arena dell'amicizia e gli è stata intitolata anche una via del paese sempre a Ponte di Piave.
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma e il gonfalone del comune di Ponte di Piave sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica n. 1154 del 14 aprile 1980.[5]
Il torrione rappresenta l'antico castello che vide grandi battaglie nel XIV secolo.[6] Il gonfalone è un drappo troncato di rosso e di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Ville venete
[modifica | modifica wikitesto]Di seguito è riportato un elenco delle ville venete presenti sul territorio comunale di Ponte di Piave:
Agricoltura
[modifica | modifica wikitesto]Ponte di Piave, fa parte delle città del vino, è nel cuore della DOC Piave, DOC Prosecco e DOC Venezia ed è ricca di produttori viti-vinicoli. Nelle periferie del paese ad ogni strada c'è almeno una cantina e il territorio è ricoperto da nuovi e antichi vigneti. I vitigni più coltivati sono Glera (su cui si basa la DOC Prosecco), Pinot Grigio, Merlot, Carménère, Cabernet Franc e, non ultimi, i vitigni Raboso (Raboso Piave e Raboso Veronese), da sempre coltivato in queste zone dove i terreni argillosi pesanti fanno sì che si esprimano al meglio. L'ecosistema locale permette di ottenere prodotti di grande qualità caratterizzati da una notevole complessità aromatica. Nel territorio comunale sono presenti numerosi sistemi di allevamento dai più storici e non meccanizzabili come la Bellussera (o Bellussi) e il Sylvoz a quelli più moderni e meccanizzabili come il GDC, cortina semplice, cordone speronato, guyot e doppio capovolto. Presente in prossimità del centro del paese la storica cantina sociale nata nel 1948. Camminando lungo l'argine si può apprezzare la moltitudine di vigneti da cui si ottengono vini unici, ma anche la coltivazione di altre colture erbacee in particolare mais e frumento, ma anche leguminose come la soia. Notevole, soprattutto in area golenale, la superficie dedicata ad area boschiva, questo ha permesso la creazione di un habitat ideale per numerose specie faunistiche.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Al 31 dicembre 2024 gli stranieri residenti nel comune erano 1 257, ovvero il 14,8% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[13]:
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Frazioni
[modifica | modifica wikitesto]Il nome levada in lingua veneta sta per "terra alzata"
- Busco
- San Nicolò conta circa 200 abitanti.
Le piazze più vissute del capoluogo sono piazza Marco Polo, che ospita il mercato del paese ogni sabato mattina ed i mercatini di Natale e piazza Garibaldi, con un ampio spazio verde attrezzato per i bambini e l'arena, dove annualmente si svolgono svariate iniziative ludico-culturali tra cui spettacoli di danza, concorsi di bellezza, concerti (etc.).
Diocesi
[modifica | modifica wikitesto]Ponte di Piave è uno dei comuni del Veneto attraversato dai confini di due diocesi: il capoluogo e le due frazioni principali Negrisia e Levada fanno parte della diocesi di Treviso; mentre le frazioni di Busco e San Nicolò fanno parte della diocesi di Vittorio Veneto.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Strade
[modifica | modifica wikitesto]Il comune è attraversato dalla SS53, oltre che alla rete di strade provinciali.
Ferrovie
[modifica | modifica wikitesto]Lungo il suo territorio comunale, passa la ferrovia Treviso-Portogruaro, ed il comune è servito dall'omonima stazione.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Gemellaggi
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Castelginest, dal 17 ottobre 1987[14]
Altre informazioni amministrative
[modifica | modifica wikitesto]La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1902 aggregazione della frazione Fagarè staccata dal comune di San Biagio di Callalta (Censimento 1901: pop. res. 113); nel 1907 aggregazione di parte della frazione Saletto staccata dal comune di Breda di Piave (Censimento 1901: pop. res. 103).[15]
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Baseball
[modifica | modifica wikitesto]L'ICM Ponte Baseball è la squadra di baseball della città, la quale al termine della stagione 2009 è promossa in Serie A federale. È la seconda squadra del Veneto in ordine d'importanza dopo l'Ilcea Rovigo. È alla sua prima partecipazione al massimo Campionato italiano di baseball dilettantistico.
Basket
[modifica | modifica wikitesto]Il Basket Ponte 06 è la maggiore società di pallacanestro di Ponte di Piave. Milita in Promozione dalla stagione 2011-12, dopo averci già giocato nel 2008-09, stagione culminata con il raggiungimento della gara3 delle semifinali play-off.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ SIAS - Sistema Informativo degli Archivi di Stato, su archivi-sias.it. URL consultato il 17 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2017).
- ↑ Ponte di Piave, decreto 1980-04-14 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato.
- ↑ Blasonature dello stemma civico e del gonfalone municipale[collegamento interrotto], su Comune di Ponte di Piave. URL consultato il 10 luglio 2022.
- ↑ Scheda della villa nel sito dell'Istituto Regionale Ville Venete[collegamento interrotto]
- ↑ Scheda della villa nel sito dell'Istituto Regionale Ville Venete[collegamento interrotto]
- ↑ Scheda della villa nel sito dell'Istituto Regionale Ville Venete[collegamento interrotto]
- ↑ Villa Wiel Zambon Spilimbergo[collegamento interrotto], su Istituto Regionale Ville Venete.
- ↑ Villa Zeno Soranzo Rossi[collegamento interrotto], su Istituto Regionale Ville Venete.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2024 per sesso e cittadinanza, su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 31 luglio 2025.
- ↑ (FR) Le jumelage fête ses 30 ans, in La Dépêche du Midi, 13 luglio 2017. URL consultato il 15 giugno 2025.
- ↑ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (DE) Luigi Monzo, Croci e fasci - Der italienische Kirchenbau in der Zeit des Faschismus, Berlino, Monaco, 2021, pp. 74–80, Paragrafo sull'architettura della chiesa San Tommaso da Canterbury a Ponte di Piave.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ponte di Piave
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su pontedipiave.com.
- Pónte di Piave, su sapere.it, De Agostini.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 157286152 · LCCN (EN) n98075829 · J9U (EN, HE) 987007537929905171 |
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